THY NATURE
Thy Nature (MCD)

Etichetta: Nosferatu
Anno: 1995
Durata: 24 min
Genere: techno-death


A quanto ne so questa è l'unica uscita discografica dei milanesi Thy Nature, ed è un vero peccato perché questo MCD è proprio figo, si tratta di un perfetto miscuglio tra death metal e jazz. Credo sia l'opera più vicina ad "Unquestionable Presence" degli Atheist che abbia mai sentito, non li hanno scopiazzati ma come stile sono piuttosto simili, e questo per me è un gran pregio visto che adoro UP. Nel mini sono comprese 3 canzoni, tutte di durata superiore ai 7 minuti. Nella musica dei Thy Nature sono presenti sia la violenza tipica del death metal che la raffinatezza tipica del jazz, ed il pregio migliore è che queste componenti non risultano staccate come potrebbe essere nel caso dei Red Tide o dei Coprofago, ma creano un insieme unico senza trovarsi di fronte le due fasi distinte.
Ogni canzone è incasinata da paura, al massimo ripetono lo stesso riff per 4 volte... ci troviamo di fronte ad una continua serie di cambi di tempo e di tema, ai primi ascolti sembra di venire risucchiati in un vortice e di restare intrappolati in mezzo a tutte queste variazioni. La formazione è a 4 elementi: Patrick alle chitarre, Diego alla voce, Michele al basso ed Oinos alla batteria. I 3 strumentisti fanno semplicemente paura per quanto sono precisi e tecnici, qui siamo su livelli disumani, di tutti i gruppi estremi italiani che ho sentito finora credo siano quello più tecnico assieme ai Sadist. Le tracce di batteria sono intricate come solo i grandi del techno-death sono riusciti a fare, le chitarre passano da riff belli incazzati a stacchetti melodici puramente jazz, ed il basso gli sta dietro senza problemi, creando dei duetti con la chitarra semplicemente favolosi. Proprio le parti di basso sono quelle che mi piacciono di più, sia per la varietà (spettacolari le parti slappate) che per il gusto. La voce è buona, è un growl molto urlato, a metà strada tra il death e l'hardcore, che ogni tanto viene sostituito dalla voce pulita. Va fatta notare la presenza nella canzone "Bewaring Of Myself" di alcune parti di cantato femminile.
La produzione di questo mini è molto buona, visto che i suoni sono pulitissimi e si apprezza tutto senza problemi. Forse le ritmiche di chitarra potevano essere rese un pochino più potenti, ma è l'unico difetto che riesco a trovare. La confezione è molto buona, si tratta di un digipack con una bella immagine di copertina. Purtroppo nel digipack non è presente un libretto e quindi non ci sono i testi.
Queste canzoni non sono molto facili da digerire, soprattutto ai primi ascolti. Però con l'andare del tempo ci si abitua a questa enormità di riff e di cambi continui, e dopo una decina di ascolti si riescono pure ad imparare a memoria. Questo è un pregio molto importante, visto che spesso le opere di musica complessa risultano un mattone indigeribile ed indistricabile.
In conclusione consiglio vivamente a tutti gli amanti dell'unione metal-jazz di cercare questo MCD, visto che si tratta di un ottimo lavoro che, pur essendo molto complesso, riesce a prendere l'ascoltatore ed anche a spingerlo ogni tanto a fare headbanging. Anche questo lavoro omonimo dei Thy Nature fa parte della serie di MCD di gruppi estremi italiani usciti a metà anni '90, e a mio giudizio è il migliore del lotto. Purtroppo questo gruppo non ha fatto uscire altro niente, ed è un vero peccato, avrebbero potuto andare molto lontani.
(teonzo - Agosto 2002)

Voto: 9



C'era una volta una scena potenzialmente incredibile, in cui la qualità (elevata) regnava sovrana. Questa scena era proprio sotto il nostro naso, qui, in Italia, ed abbinava con gusto estremismo a raffinatezze strumentali. Un panorama ricco di band varie e stimolanti che si giocavano le loro prime carte con dei mini-CD. Grazie alla nostra miopia, quasi tutte ora sono sparite, inghiottite nell'oceano dei signor nessuno a causa di un successo, anche minimo, mai avvenuto. I Thy Nature mescolavano death e jazz in maniera sublime, erano i migliori di questo sfortunato sottobosco, e come detto questa è l'unica loro testimonianza. Un esordio bellissimo, e data la sorte che ne è seguita, riesce a far nascere una gran rabbia al pensiero di cosa ci siamo persi. Un vero peccato.
(Orion - Settembre 2002)

Voto: 8.5



Questo mini-CD dei Thy Nature è veramente strepitoso. E' pazzesco pensare che nel 1995 quattro ragazzi tirano fuori dal nulla un dischetto di questo calibro. Tecnicamente preparatissimi (forse la voce avrebbe bisogno di qualche variazione in più) i Thy Nature stupiscono dall'inizio alla fine, facendoci perdere l'orientamento nel labirinto di riffs-arpeggi-stacchi da loro creato. I pezzi non suonano assolutamente prolissi e le parti si susseguono con incredibile efficacia... sentire gli oltre sette minuti dell'iniziale "Shaded Hamlet" per credere. Il CD è attualissimo ancora oggi... la produzione non è forse potentissima, la chitarra non è in primissimo piano, ma ciò ci permette di poter ascoltare le incredibili evoluzioni della sezione ritmica, una della più preparate mai sentite in Italia nel metal estremo... alla batteria troviamo infatti Oinos che in seguito suonerà... con un po' di gruppi... Con "la chitarra non in primissimo piano" intendevo dire che non c'è il chitarrone scordato che copre tutto il resto... ma la chitarra c'è, eccome! A volte gira all'unisono col basso, a volte si produce in assoli fulminanti o arpeggi improvvisi, per poi ripartire con un riff sparatissimo che dopo due giri lascia il posto a una strana dissonanza che poi... E' inutile continuare, c'è solo da dire che si tratta di un bellissimo CD che però non ha avuto un seguito. Ecco, questo è forse il suo unico difetto.
(Linho - Febbraio 2003)

Voto: 9



La band suona molto bene, ma ci sono decisamente troppi cambi di ritmo e troppi stacchi per i miei gusti. Non fai a tempo a farti piacere un certo tema, che gia' hanno cambiato tempo almeno tre volte prima che tu te ne renda conto. Va bene la fantasia, ma qui un po' si esagera.
(Mork - Agosto 2003)

Voto: 6.5