THY MAJESTIE
The Lasting Power

Etichetta: Scarlet
Anno: 2000
Durata: 55 min
Genere: power-epic


Chi, come me, è appassionato di fantasy, avrà probabilmente avuto tra le mani almeno una volta uno di quei libri (al 99% scritti da Margaret Weis e Tracy Hickman) ispirati alle ambientazioni tipiche di vecchi giochi di ruolo, e molto probabilmente conoscerà anche autori più seri come Brooks o Tolkien... sempre di draghi, elfi e guerrieri si parla, ma vogliamo mettere la differenza? Il fantasy può essere un genere tanto interessante e appassionante quanto banale (e, a volte, al limite del ridicolo) se trattato nel modo sbagliato. Questo per dire che i Thy Majestie, e, come loro, molte nuove bands del genere, sono i Weis e Hickman del power-epic. Sarà forse colpa della "sindrome di Turilli", un terribile virus che contagia le power-bands italiane costringendole a cercare di rendersi ridicole in ogni modo possibile... Fatto sta che se poi si dice che il power oggi è un genere inflazionato, un motivo ci dovrà anche essere. Nel caso specifico dei Thy Majestie è anche un peccato, visto che musicalmente questa band ha anche molti lati positivi, ma quando tutto ciò che sta intorno all'aspetto musicale del disco è così poco curato, si finisce per notare i difetti più che i pregi. Mi riferisco non solo ai testi, assolutamente banali nei contenuti, ma anche al pessimo inglese in cui sono scritti, alla pronuncia (a dir poco migliorabile) del cantante, all'artwork che sembra concepito da un bambino di dieci anni. In teoria l'album sarebbe un concept basato sul primo romanzo di Terry Brooks, in pratica non c'è niente che veramente faccia ricordare le bellissime atmosfere di quel libro. D'altra parte, è giusto parlare anche di quello che di buono c'è nel disco: per prima cosa la voce di Dario Grillo e la sua buona capacità di interpretare i brani (non a caso la ballad Treachery è il pezzo più riuscito), e poi alcune melodie e delle belle parti corali. Anche la produzione è piuttosto buona, anche se penalizza troppo la sezione ritmica a favore di chitarre e voce, mentre sull'aspetto tecnico il giudizio è difficile da dare, troppi alti e bassi, per esempio certi assoli di chitarra sono molto belli e adeguati al contesto, certi altri sembrano un taglia e incolla di fraseggi presi da un qualsiasi video didattico; sicuramente il punto forte è la voce, ma ripeto, la pronuncia va migliorata, e tanto. Nel complesso questa band fallisce in tutto tranne che (almeno in parte) nell'aspetto più importante, cioè quello musicale, ma d'altra parte questo fa pensare che si può migliorare tanto, visto che in fondo imparare un po' di inglese e trovare qualcuno che sappia disegnare una copertina in modo decente è molto più semplice che imparare a suonare, per cui non vorrei proprio stroncare del tutto una band che, dopo tutto, è riuscita, almeno musicalmente parlando, a pubblicare qualcosa di migliore dell'immondizia che i Rhapsody hanno continuato a pubblicare almeno da due anni a questa parte. La cura per i dettagli e soprattutto il non restare legati a certi canoni del "bravo musicista power-epic" sono le cose di cui i Thy Majestie e tutta la scena power italiana hanno bisogno.
(Frozen - Febbraio 2002)

Voto: 6