THRENODY
Control

Etichetta: Redrum Recordz
Anno: 2005
Durata: 48 min
Genere: metal/alternative


Dopo un paio di anni dall'uscita dell'omonimo i Threnody cominciarono a lavorare al loro quarto album. Il loro sito ne parlava già dal 2000, i pochi fan del gruppo (me incluso) hanno continuato a controllare periodicamente il sito in cerca di novità, ma tutto sembrava bloccato. Finalmente qualche mese fa circolò la voce dell'uscita di questo "Control", ormai cominciavo a pensare che si fossero sciolti. La maggior parte delle canzoni, stando alla biografia, è stata composta con la line-up del terzo album. Nel 2003 però il chitarrista Menno Gootjes decise di mettere in piedi un proprio gruppo, e gli altri lo forzarono a lasciare i Threnody. Il suo posto è stato preso da Hans Hanson.
La musica dei Threnody stavolta ha visto un netto cambiamento stilistico. A grandi linee la si può descrivere come un incrocio tra metal ed alternative anni '90. Immaginatevi un ipotetico incrocio tra i Metallica dell'omonimo e di "Load" ed i gruppi grunge (Soundgarden in primis) e vi potete fare un'idea generale di come suona questo CD. Il marchio Threnody però è sempre presente, ad esempio il riff con cui comincia e finisce la quarta canzone (non ho i titoli sottomano e non li trovo né sul sito del gruppo né su quello dell'etichetta!) sembra uscire direttamente da "Bewildering Thoughts". Il groove sabbathiano è sempre presente, sono però scomparsi gli influssi jazzati, sostituiti da melodie riconducibili all'hard rock degli anni '70. Insomma, mentre coi due album precedenti si poteva parlare a piena ragione di stile Threnody, stavolta il gruppo si è avvicinato di più a quanto fatto da altri.
L'album contiene 13 canzoni, tutte piuttosto dirette e abbastanza lineari. I riff sono più basilari, gli assoli sono sempre di qualità, ma più settantiani. La voce ha cambiato impostazione, Rene cerca di cantare in maniera pulita e melodica, ma il timbro e le sue capacità non gli permettono di fare grandi cose. La sezione ritmica si preoccupa solo di dare tiro alle canzoni, non ci sono grandi variazioni ed i controtempi dei lavori precedenti sono praticamente spariti.
La produzione è molto buona, i suoni sono ben definiti ed adatti al genere, con una resa però moderna e non settantiana. La confezione non ho la minima idea di come sia, in mano ho un CD-R promozionale nudo e crudo. Sul sito c'è la copertina dell'album, e devo dire che i Threnody continuano a non brillare per la grafica.
Insomma, con questo lavoro i Threnody hanno cercato di snellire e semplificare le proprie canzoni, puntando su melodie abbastanza dirette e su un groove puramente settantiano. Da una parte sono rimasto un po' scettico ai primi ascolti, mi sembrava strano che un gruppo come loro, che aveva cercato una propria personalità ed aveva creato un proprio stile personale e ben riconoscibile, avesse scelto di avvicinarsi a quanto fatto da altra gente, senza cercare di spingersi ancora oltre. Poi però ho lasciato perdere le seghe mentali stilistiche, ed ho cominciato ad apprezzare le canzoni. Non si tratta certamente di un album che passerà alla storia, né per le innovazioni né per una qualità sconvolgente. Si tratta di un album che punta sul tiro e ci riesce. Non un capolavoro, ma molto buono sì. E se è molto buono, posso anche fregarmene se hanno perso in personalità.
(teonzo - Giugno 2006)

Voto: 8


Contatti:
Sito internet: http://www.threnody.com/