THRALLDOM
A Shaman Steering The Vessel Of Vastness
Etichetta: Profound Lore Records
Anno: 2005
Durata: 35 min
Genere: ambient/noise/black metal
Riguardo il black metal, spesso si legge di come la tecnica sia messa
in secondo piano in favore delle sensazioni che la musica deve dare.
L'equazione che sembra trovare maggiori consensi è "meno abilità
tecniche uguale più spontaneità", ovviamente con le dovute eccezioni.
Fa eco il corollario "maggiore spontaneità uguale sensazioni più forti
e sincere sprigionate dalla musica". Triviale.
Questo ragionamento trova piena conferma se si sta parlando di "A
Shaman Steering The Vessel Of Vastness", nuovo lavoro dei neworkesi
Thralldom. Non solo, ma in parte viene anche superato. Mai come in
questo caso, infatti, ciò che i musicisti suonano è concepito e
prodotto esclusivamente per ricreare sensazioni e dipingere visioni
nell'immaginario di chi ascolta. La musica è un elemento, ma non
l'unico: altrettanto importanti sono i rumori e i campionamenti
inseriti a piene mani lungo tutto l'arco dell'album. Addirittura, gli
strumenti sfumano, affondano sotto il mare di effetti quando non si
rendono più necessari, per poi riemergere quando richiesto. E, mi sia
permesso di puntualizzarlo, tutto è fatto con una certa
professionalità: i Thralldom non sono dei pivelli, sanno suonare e
comporre. Solo non fanno sfoggio di tecnica: non ce n'è bisogno. E con
questo mi ricollego a quanto detto qualche riga sopra.
Se vi ho incuriosito con questa breve introduzione, allora posso
anche tenervi un momento sulle spine e fare un passo indietro per
tracciare un sunto della carriera dei Thralldom. Il gruppo esordisce
con il demo "Impious Survival Seance" nel 1997, ma è solo con il 7" "A
Murderous Magus Of The Morphogenetic Grid" che riesce a calamitare
l'attenzione grazie all'utilizzo di effetti sperimentali e alla
ricreazione di ambientazioni esoteriche. Siamo nel 2002. "Beast Eye
Opened To The Sky" e "Black Sun Resistance" sono gli album che hanno
preceduto "A Shaman Steering The Vessel Of Vastness" e consolidato la
credibilità del gruppo all'interno della scena black statunitense.
Registrato con una formazione a due, che vede coinvolti Killusion
(voce, chitarra e campionamenti) e Jaldagar (batteria, percussioni e
campionamenti), il nuovo nato in casa Thralldom consta di sette tracce
per una mezzoretta abbondante di musica oscura e oppressiva.
Il mese scorso, purtroppo, il gruppo si è sciolto e i musicisti
continueranno per la loro strada. Un vero peccato, visti i risultati
fin qui conseguiti.
"Anticipation Of A Obituary" è un'introduzione buia, che fonde
voci metalliche alla Diabolos Rising, percussioni sinistre e
ritualistiche e suoni esoterici che sembrano accompagnare l'ascoltatore
all'inizio di un viaggio.
"Quantum Frost" (che gran titolo!) è invece un brano black, la cui
registrazione è qualcosa di oppressivo, schiacciante. La definizione
degli strumenti è poverissima, la batteria ha un suono lontano e sembra
scandire una marcia. Il riffing ricorda i DarkThrone del periodo
"Panzerfaust" e "Total Death", mentre la voce è leggermente meno
sguaiata. L'incedere è lento, eppure la batteria appare abbastanza
incalzante. In cinque minuti abbondanti vengono ripetuti soltanto un
paio di giri, poi la musica sfuma e lascia spazio a dei campionamenti
spaziali, prima di ritornare in primo piano. Su una base ritmica che
rimane invariata, la chitarra inizia ad improvvisare, si fa fischiante
e caotica tanto da ricordare gli Abruptum di "Obscuritatem Advoco
Amplectere Me".
Ai quasi nove minuti di "Quantum Frost" fa eco "Only The Dead
Speaks The Truth", altro brano dalle tinte oppressive. La ripetitività
della strofa rende l'atmosfera ipnotica e morbosa. La mancanza di cambi
non è da considerarsi come un fatto negativo, indice di mancanza di
idee. E' proprio in questo modo che i Thralldom riescono a comunicare.
I rintocchi di una campana rendono le note ancor più funeree, prima di
essere soffocate dall'inserimento di numerosi campionamenti.
Su "The Wolf Will Never Die" la musica è costituita dapprima da
soluzione ambient/industrial, che lasciano in seguito spazio ad un
black metal depressivo e lugubre alla Craft. Lamenti e ululati si
intersecano con linee vocali depravate, mentre la sezione ritmica
accelera prima dell'improvviso arresto.
"Ultra-Extinction" non è altro che una breve strumentale ambient,
introdotta dalle onde del mare. Le note di chitarra sono annacquate,
sinistre come non mai e, assieme alle voci sussurrate e ai rumori di
fondo, ricreano un alone magico.
"Narrow Road" non è da meno: stavolta è la chitarra classica a
fungere da pilastro portante dell'intero brano. E, ancora una volta,
tutto si gioca su un unico giro, ripetuto in continuazione per oltre
cinque minuti. Le voci sono sofferenti, appena accennate.
In chiusura troviamo "The Mentu Dynasty", black song per la quale
vale quanto detto in precedenza. L'effetto stavolta è vagamente epico.
La confezione di "A Shaman Steering The Vessel Of Vastness" è
particolare: si tratta di un digipack in versione slim che si apre e
all'interno contiene delle note riguardanti ciascun brano. Le immagini
di sfondo sono foto di una cabina di comando di una nave. Il CD è
contenuto in una busta di carta, con un'immagine sfocata per parte.
Inizialmente sono stato nel dubbio se considerare questo album un
gran lavoro o semplice spazzatura. Il minimalismo della musica dei
Thralldom e la registrazione rozza, infatti, mi avevano tratto in
inganno. Procedendo con gli ascolti, però, si viene risucchiati
lentamente da un vortice di emozioni. D'altra parte, è anche vero che
la produzione per quanto riguarda gli spezzoni ambient e
noise/industrial è buona, per cui il grezzume black è assolutamente
voluto. Per di più, i suoni sono oppressivi come non mai.
Insomma, "A Shaman Steering The Vessel Of Vastness" non è un album
indicato a chi vuole ascoltare musica nel senso stretto del termine. E'
piuttosto un viaggio, un susseguirsi di immagini ed emozioni, fatte non
solo con gli strumenti.
Chi ama il black e il noise/ambient non avrà problemi a digerire
la proposta dei Thralldom. Lasciatevi portare alla deriva. Abbandonati.
(BRN - Aprile 2006)
Voto: 8
Contatti:
Sito Thralldom: http://www.blacksundistortion.blogspot.com/
Mail Profound Lore Records: info@profoundlorerecords.com
Sito Profound Lore Records: http://www.profoundlorerecords.com/