THOU SHALT SUFFER + MAYHEM
The True Black
(bootleg)
Etichetta: --
Anno: 1994 (?)
Durata: 62 min
Genere Thou Shalt Suffer: death/grind oscuro
Genere Mayhem: black metal
Genere Zemial: black metal
Ci sono bootleg fatti male e altri fatti peggio. Trovare errori nella
tracklist, mancanza di informazioni oppure una qualità di registrazione
insopportabile non è così raro. "The True Black" mette assieme bene o
male tutti questi difetti (ok, la registrazione in genere è più che
accettabile) e va oltre: addirittura si dimentica di citare uno dei tre
gruppi contenuti!!! Oltre a Thou Shalt Suffer e Mayhem, infatti, sono
presenti anche i greci Zemial. Questa recensione, dunque, ha come unico
scopo quello di fare un po' di chiarezza riguardo ai contenuti di
questo CD.
Due parole sulla confezione, prima di iniziare: il libretto è
inesistente, c'è solo la copertina, in pratica quella dell'EP "Open The
Mysteries Of Your Creation" con l'aggiunta di una foto di Dead. Anche
il retrocopertina richiama la grafica del medesimo vinile; vi è inoltre
la tracklist (per modo di dire), totalmente sbagliata e piena di
refusi, che indica addirittura un inedito del 1993 dei Mayhem, della
quale non c'è traccia. Il CD è nero.
Si comincia con quattro canzoni dei Thou Shalt Suffer:
1. Intro / Into The Woods Of Belial
2. I Seek The Path Of Oblivion
3. Painful Void Of Time
4. Spectral Prophecy
Le prime due sono delle demo version che però hanno una qualità del
suono peggiore rispetto a quelle inserite nella raccolta "Into The
Woods Of Belial". Il volume è molto basso. Tuttavia potrebbe trattarsi
delle stesse versioni, visto che lo stesso accade pure per le canzoni
dei Mayhem e degli Zemial; probabilmente è un difetto di questo
bootleg. Ci sono poi dei cali di volume anomali, dal momento che sono
presenti anche nelle canzoni degli Zemial, che provengono da un 7"
ufficiale e non da demo, rehearsal o altri bootleg. Peccato.
"Painful Void Of Time" e "Spectral Prophecy" sono tratte da "Open
The Mysteries Of Your Creation". Sono tutte già descritte nelle
recensioni dei lavori del gruppo.
Si passa poi alle sei tracce dei Mayhem:
5. Flowers & Birds
6. Freezing Moon
7. Necrolust
8. Carnage
9. Funeral Fog / Freezing Moon
10. Buried By Time And Dust
La prima è l'originale outro di "Deathcrush". Seguono tre canzoni
apparse nello split con i Morbid e altre tre, racchiuse però in sole
due tracce, risalenti ad una registrazione in sala prove con Dead. Le
stesse verranno inserite su "Out From The Dark" e sono incluse nel
bootleg "In Memorium". Anche per queste vale quanto appena detto: il
volume su "The True Black" è più basso e l'equalizzazione penalizza le
frequenze medio-alte.
Chiudono questo split gli Zemial con i tre brani del loro EP "Sleeping Under Tartarus" del 1992:
11. Sleeping Under Tartarus
12. Falling Into The Absu
13. The Scourge Of The Kingdom
Sono forse queste le tre canzoni più interessanti, dal momento che
le altre sono presenti in diverse uscite (raccolte, ristampe o
bootleg), anche se non tutte semplici da trovare. Oltre alla prima
stampa di "Sleeping Under Tartarus" in 1000 copie numerate a mano, ad
opera dalla Torched Records, esiste solo la ristampa della Gothic
Records (1994), ancora in 1000 copie, su vinile rosa.
I suoni delle chitarre sono zanzarosi e la voce principalmente
basata su uno scream maligno, oscuro e perverso, con qualche urlo in
growl.
La prima parte della title track è lenta ed oscura, con delle
tastiere che sottolineano svariati passaggi, mentre il finale è più
veloce ed arrembante. I riff sono elementari, ma nel complesso
risultano assai efficaci. "Falling Into The Absu" è ancora più ritmata.
L'incedere ricorda il classico black ellenico di quel periodo (Rotting
Christ in primis e qualcosa Varathron), con tanto di arrangiamenti
abbastanza melodici, voci talvolta sussurrate, qualche tastiera di
accompagnamento e dei rintocchi nel finale a scandire il tempo. La
struttura del brano è assai facile ed immediata, ma la forza degli
Zemial sta tutta qui: senza complicarsi troppo la vita, riescono a
partorire canzoni di grande fascino e che fanno subito presa. Lo stesso
discorso vale per "The Scourge Of The Kingdom". L'avevo scaricata
ancora otto o nove anni fa da internet, assolutamente senza sapere di
cosa si trattasse -neanche di che gruppo fosse-, e mi è sempre piaciuta
un casino. Le ritmiche sostenute si fanno più frequenti e la canzone
nel complesso è aggressiva e spontanea, tuttavia c'è spazio per un
intermezzo più tranquillo, nel quale la voce sembra quasi una nenia. Il
risultato è abbastanza originale.
"Sleeping Under Tartarus" è dunque un ottimo EP, affascinante e
viscerale. Una volta terminato l'ascolto viene subito voglia di
ricominciare. Le canzoni, come detto, sono facili da memorizzare, e per
questo vi rimarranno in testa a lungo. In più, c'è da considerare che
gli Zemial sono stati tra i primi a proporre certe sonorità, accanto ai
sopracitati Rotting Christ, Varathron e pochi altri. Consigliatissimo.
A conti fatti, "The True Black" è un bootleg ricco, vista anche la
durata, e contiene tante testimonianze interessanti. Peccato che sia
confezionato da bestie e che non contenga niente di assolutamente
inedito. Inoltre non è semplice da trovare. Per me è stato un acquisto
indovinato solo per via delle canzoni degli Zemial, visto che le altre
le avevo tutte. Ad ogni modo, è destinato principalmente ai
collezionisti e ai fanatici.
Non ha senso porre una valutazione, se non avete nessuna di queste
canzoni vi consiglio di procurarvi "Into The Woods Of Belial"
(recentemente è uscita una ristampa) e lo split Morbid/Mayhem, avrete
quasi tutto quello compreso qua dentro per quanto concerne questi due
gruppi. Se proprio volete anche gli Zemial, allora fate uno forzo e
cercate "The True Black", ma non so se a sto punto sia più facile
trovare "Sleeping Under Tartarus" originale...
(BRN - Settembre 2006)
Voto: s.v.