THORSHAMMER
Heimsuchung

Etichetta: Thorshammer
Anno: 2001
Durata: 50 min
Genere: Death Fusion


Che misteriosi questi Thorshammer! Ho visitato il loro sito per saperne di più con l'unico risultato di confondermi le idee. L'unica certezza è che i Thorshammer siano un quintetto: Soren Linke alla voce e alla tromba, Torsten Uhlmann alla chitarra, Serge Radke al basso, Denis Stilke alla batteria e Gersom Herold alle tastiere. Tutto il resto è lasciato al ragionamento o a successive ricerche su internet. Infatti il sito della band e dell'etichetta omonima è parco di informazioni che non siano quelle strettamente necessarie.
La confusione principale nasce dal fatto che i componenti dei Thorshammer figurano anche nelle line-up di altre band. Dato che il sito è privo di note biografiche è difficile capire se gruppi quali Six Of A Perfect Pair e Art Line siano side-project, band autonome o differenti incarnazioni dei Thorshammer. Sicuramente, ognuna di queste rappresenta una diversa formula espressiva degli stessi musicisti. Consideriamo singolarmente ogni band: così facendo risulta più semplice la sua identificazione. Una volta che si avranno ben chiare in mente le singole realtà musicali, sarà più facile individuarne i legami che le accomunano.
Vediamo allora questi Thorshammer, che reputo essere la band principale del lotto visto che l'etichetta porta lo stesso nome. Tra le pochissime informazioni extra che sono riuscito a trovare, ecco la discografia: 1997 - "Thorshammer" (instr., demo tape), 1998 - "Thorshammer" (voc., demo CDr), 2000 - "Heimsuchung" (promo CD). Nel 2001 è il turno di questo "Heimsuchung ", il CD che mi trovo a commentare.
Due parole sul suo aspetto grafico. In copertina campeggia un preservativo ripieno di sangue. Un immagine di dubbio gusto che si ripete all'interno del libretto. Ogni testo è affiancato dalla foto di un preservativo, disposto artisticamente in varie situazioni. L'impaginazione e la scelta dei caratteri sono impeccabili. I testi sono in tedesco.
"Heimsuchung" si apre con "Von Dir". Sotto i delicati arpeggi di chitarra (tra l'altro alcune note sono riprodotte al contrario) si nota subito l'agile tocco del basso. Di colpo, la band incomincia a pestare con note possenti. La voce di Soren Linke è un gutturale strano, liquido e malato. La batteria di Gersom Herold è potente ma si sente il "tocco" del musicista. L'effetto generale è quello di un death piuttosto bizzarro, velato di suggestioni fusion. Il suono della tromba si amalgama bene in questo contesto.
"Fegefeuer" è un brano spiazzante. Se il giro di accordi può sembrare prevedibile, in realtà l'arrangiamento lo rende strano e curioso. La struttura della canzone è death ma il suono è spiccatamente progressive. Il ritmo moderato del brano fa godere appieno delle sonorità ricreate da chitarra, tromba e organo. La seconda parte del brano è introdotta da un coro maschile che canta a cappella. L'andatura si fa più vigorosa, il ritmo è costante ma spezzettato da pause. Il growling di Linke è credibile in tutte le situazioni, che siano atmosferiche o più aggressive.
Rane e suoni sgraziati introducono la nervosa "Die Nacht". Alle violente scariche della chitarra si sovrappongono le lunghe note della chitarra e della tastiera. L'atmosfera è cattiva e inquietante: si ascolti l'assolo aggressivo della chitarra che sovrasta un coro di bambini distante. Un brano malato.
Più lenta è la title-track che, dopo un succedersi di ritornelli e strofe, assume atmosfere nevrotiche e cangianti. Delicati arpeggi si contrappongono a chitarre acide. Il senso di disagio è forte: i Thorshammer possiedono uno dei suoni più cupi che abbia ascoltato. Nel finale la canzone rallenta allo spasimo, terminando in una oscura coda psichedelica.
Molto più vivace è "Auferstehen", breve brano dal ritmo dispari. Anche qui c'è un coro di supporto alla band. Accentuata la componente fusion.
"Verloren" racchiude in sè ritmiche quadrate tipicamente metal e accordi liberi memori del post rock. E' un curioso e atonale nascondino tra strutture chiuse ed altre slegate da vincoli. L'apparente semplicità della canzone cela poliritmie e originali dissonanze (tipo i Gorguts di "Obscura" imbottiti di morfina).
"Komm" è un brano schizofrenico. E' difficile da spiegare: a parte gli stacchi, la ritmica è molto regolare, quasi thrash. I Thorshammer confermano di essere una band ostica. Riescono però a creare musica che non sembri soltanto una mera esibizione di tecnica o un esercizio cerebrale! Ah, il testo è tratto da Nietzsche.
"Wolfszeit" è introdotta da accordi molto wagneriani. Il testo è tratto dal poema epico nordico "Edda". Il brano è spiccatamente jazz. Le improvvisazioni hanno una durata minima e si infrangono contro la rigidità delle parti cantate. La prima sezione del brano si conclude in maniera inquietante: ululati e una potente esplosione. Quando l'eco della deflagrazione si affievolisce ecco partire in arpeggio una chitarra acustica. La tromba suona una melodia malinconica mentre la batteria procede con rullate sempre più potenti. Il riff che caratterizza l'intero brano è doom, di una semplicità sabbathiana.
L'album è concluso da "Thorshammer". Le stesse cupe wagneriane che hanno aperto e concluso "Wolfszeit" riappare tra i tuoni e il suono del didjeridoo. Appena percettibili, in sottofondo, i piatti della batteria. Poi, improvvisamente, il silenzio...
"Heimsuchung" è senza dubbio un album interessante, difficile. Per comprenderlo appieno occorre percepire il legame tra suoni, immagini e parole. E' necessario più di un ascolto. E' indubbio però che possa affascinare chiunque ami le sonorità più oscure ed ostili. Ideale anche per chi apprezza l'ibrido jazz/metal. Un gran bell'album di una band originale.
(Hellvis - Aprile 2003)

Voto: 9


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Mail: info@thorshammer.de
Sito internet: http://www.thorshammer.de/