THORNS + EMPEROR
Thorns vs Emperor

Etichetta: Moonfog
Anno: 1999
Durata: 49 min
Genere: Black Metal


Nel parlarvi di questo split è bene sin da ora precisare che i Thorns sono una tra le formazioni più longeve del panorama black metal norvegese, ed anzi possono essere considerate come una sorta di demiurgo di quelle sonorità: le tipiche chitarre marce, fredde e dissonanti di Burzum, Mayhem, Emperor, Satyricon sono mutuate pari pari dal suono creato dai Thorns nei primissi anni '90. Ma è già alla fine degli '80 che Snorre W. Ruch decide di mettere su un gruppetto, una di quelle cose che facciamo tutti... insomma, si chiamano un paio di amici, si prenota la sala e si va a fare casino. Più o meno così fece Snorre, che a quei tempi era affiancato da Bard G. Eithun alla batteria, che ritroveremo più tardi dietro le pelli degli Emperor, e da tale Marius Vold alla voce e al basso; non rimaneva che il nome... detto fatto! Si scelse Stigma Diabolicum, che mutò poi in Thorns all'epoca delle prime registrazioni serie, ossia i leggendari "Grymyrk Tapes" del 1991; ma intanto Bard Faust aveva raggiunto gli Emperor, e Marius Vold aveva mollato, perciò Snorre si ritrovò a collaborare con Harald Eilertsen in qualità di bassista (è questa la line up del demo). Si prospettava un futuro radioso, anche se non è l'aggettivo più appropriato parlando di black metal! Ma successe qualcosa, un qualcosa di irreparabile, per cui il progetto Thorns dovette essere accantonato per forza, proprio mentre nascevano uno dopo l'altro gruppi che dai Thorns attinsero a piene mani; quel qualcosa fu l'incarcerazione di Snorre, accusato di essere il complice di Kristian Vikernes nell'omicidio di Øystein Aarseth (Euronymous), avvenuto nel 1993. Per avere nuovamente notizie di Snorre dobbiamo attendere il 1998, quando i Thorns compaiono nel tributo ai DarkThrone "Holy DarkThrone", edito dalla Moonfog, con la cover di "Pagan Winter". Nel 1995 il loro brano "Aerie Descent" era stato inserito in un tributo a Euronymous edito dalla Necropolis Records, ma il pezzo era stato registrato prima dell'incarcerazione di Snorre, nel promo del 1992 "Trøndertun".
E dopo questa breve (breve??? - nd teonzo) introduzione, eccoci al 1999, anno in cui finalmente i Thorns ricompaiono alla grande con questo split in compagnia degli Emperor. La line-up comprendeva, oltre ovviamente a Snorre, il solo Satyr Wongraven alla voce, visto che il vecchio compagno Bard Faust nel frattempo si era fatto incarcerare per l'omicidio di un omosessuale.
I brani che compongono l'album sono in tutto 8, divisi equamente tra i due gruppi.
L'esordio spetta agli Emperor, con "Exordium" appunto... un intro orchestrale come solo gli Emperor sanno fare, dal sapore fortemente marziale.
Ma ecco che tocca già ai Thorns proseguire, con il già citato "Aerie Descent". Tratti salienti sono le chitarre grezzissime e gelide che delineano un black metal glaciale dal sapore futuristico, con una batteria dalla cadenza marziale che scandisce il tempo per gli 8 minuti del pezzo, mentre compare a tratti anche qualche arrangiamento orchestrale.
Ma è di nuovo il turno degli Emperor, che con "I Am" ci regalano un brano lento scandito dalla batteria elettronica, infarcito di riferimenti a vecchi successi, per esempio, "Al Svartr" da "Anthems To The Welkin At Dusk", "Inno A Satana" e "I Am The Black Wizards" da "In The Nightside Eclipse"; ma non manca anche qualche accenno al brano "Fall", contenuto nel demo dei Thorns "Grymyrk".
La traccia numero 4 vede ancora protagonisti gli Emperor, con la riproposizione di "Aerie Descent" dei Thorns, ovviamente Emperorizzata; è superfluo dire che questa versione è bellissima, in particolare per le suggestive tastiere, e in generale è molto più dinamica e "umana" dell'originale.
Ma uno dei pezzi più belli, suggestivi e magici viene ora, e sarebbe la versione orchestrale di "Thus Spake The Night Spirit", brano di "Anthems...", che prende il titolo di "Thus March The Night Spirit". Qui è lampante la genialità e l'incredibile talento di Ihshan, un arrangiatore dal gusto squisito... chi ha detto che i blacksters sono strumentisti indecenti?
Proseguendo, negli ultimi 3 pezzi ritornano i Thorns. In particolare la traccia numero 7, "The Discipline Of Earth", ha dei riffs che saranno riproposti in "World Playground Deceit", brano del loro disco omonimo del 2001. Si può quindi considerare come una primitiva versione di questo brano, oppure si può pensare che Snorre abbia ripescato i riffs portanti di "The Discpline Of Earth" e vi abbia costruito tutto un altro arrangiamento, ben più incisivo... non saprei con esattezza.
Segue infine la versione thornsizzata di "Cosmic Keys To My Creations & Times" degli Emperor periodo "In The Nightside Eclipse". Viene ripresa solamente la parte finale, subisce un estremo rallentamento, il testo viene reso con un narrato leggermente effettato, e in generale il brano ha un'atmosfera più glaciale, futuristica e marziale rispetto all'originale. E' questa infatti, in ultima analisi, la caratteristica del suono dei Thorns, cioè un black cadenzato, marziale, gelido, dalle atmosfere spaziali e misteriose.
Concludendo, un buon disco che potrebbe annoiare se non lo si omaggia della dovuta attenzione, ma se riuscirete a concentrarvi sognerete a occhi aperti... per non svegliarvi mai più!!!
(Randolph Carter - Maggio 2003)

Voto: 8.5