THORN
Whenever...

Etichetta: Loch Production
Anno: 2002
Durata: 46 min
Genere: Death


Visto il paese di provenienza (Polonia) mi aspettavo un assalto frontale in stile Behemoth/Vader, ed invece mi trovo davanti un disco death metal molto vario, dove raramente si toccano partiture violente e veloci. Non si tratta di un classico death, non posso paragonarlo né alla scena europea né a quella americana. Il disco presenta molte sfumature dovute soprattutto al mai statico lavoro di batteria e ai fraseggi dei chitarristi molto vari, che in alcuni casi rispolverano alcuni riff di metal classico come nell'ultimo strumentale "Black Clouds", una canzone che addirittura tocca lidi power epic metal.
L'arma vincente di questo lavoro sta proprio nella varietà della proposta, vincolata saldamente al death più marcio, ma che non disdegna al suo interno numerose influenze amalgamate con grande gusto e tecnica strumentale. Per quanto riguarda i miei gusti musicali, l'unico appunto che mi sento di fare è sull'uso della voce. Il growl di Peter, pur discreto, molte volte non riesce ad evidenziare i cambi di atmosfera, rimanendo quasi sempre sulle stesse tonalità e risultando a lungo andare un po' monotono, influenzando pesantemente il risultato finale. Sottolineo che questa è solo una mia personalissima considerazione.
I brani sono tutti abbastanza articolati. Un breve intro anticipa "Forgotten One", discreto death metal con molti cambi di tempo, il tutto costruito su di un mid-tempo. Molto più convincente risulta essere la successiva "Steam Engine", anch'essa caratterizzata da tempi mai veloci e da un ottimo riffing, che sarebbe andato bene anche su brani di stampo heavy metal. "N° 3" è aperta da una bella introduzione dalle atmosfere sinistre, poi un riff serrato riporta il brano su territori death.
"Welcome" e "Red" fanno capire indubbiamente che i due chitarristi sono molto influenzati dall'heavy più classico, difatti si tratta di due brani di death classico farciti da numerosi fraseggi anni '80 che contribuiscono a rendere il lavoro vario ed originale. Soprattutto "Welcome" è costruita su basi molto classiche, con una voce pulita sarebbe stata un'ottima metal song. "No Hesitation" è la sintesi di quanto i Thorn ci propongono durante questo "Whenever...": diversi cambi di tempo che toccano territori doom, heavy, death, senza mai risultare un minestrone senza senso. Molto bella "I Will Wait", un tempo medio caratterizzato da improvvise bordate di batteria inseguite dalle due asce. Eccellente il lavoro di batteria di Marek Jonezyk, da elogiare il suo lavoro durante tutta la durata del CD, un martello instancabile, mai fermo più di 10 secondi sullo stesso tempo. Peccato che questo sarà il suo ultimo lavoro con i Thorn in quanto è stato sostituito dall'attuale batterista Pawel Zapeski, presente anche in quest'album su l'intro "Tribe".
La registrazione essenziale conferisce al lavoro un'atmosfera putrida e malata che farà la gioia degli amanti di queste sonorità.
(Stefanungol - Agosto 2003)

Voto: 7


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