THE WANDERING MIDGET
The Serpent Coven
Etichetta: Eyes Like Snow / Northern Silence Productions
Anno: 2008
Durata: 54 min
Genere: doom metal
Tornano i finlandesi The Wandering Midget ad un anno di distanza dal
loro precedente MCD, "I Am The Gate", che avevo avuto modo di ascoltare
all'epoca della sua uscita. Su queste pagine trovate già una recensione
del lavoro in questione, fatta da J.L. Seagull, in cui si diceva come
questo trio fosse ancora lontano dal riuscire ad eguagliare i grandi
del genere, a causa di uno stile di scrittura ancora troppo immaturo,
non aiutato dalla scelta di un genere sicuramente difficile come il
doom. Personalmente ero completamente d'accordo con le parole di
Seagull, ma ero comunque curioso di ascoltare questo secondo lavoro,
per vedere gli eventuali passi avanti effettuati dalla band.
La formazione, intanto, è rimasta invariata e pertanto troviamo ancora
Samuel Wormius (voce e chitarra), Thomas Grenier (basso) e Jonathan
Sprenger (batteria).
Eccoci quindi a "The Serpent Coven", un lavoro che riprende la strada
intrapresa dallo scorso MCD, già a partire dall'aspetto grafico: se in
"I Am The Gate" si vedeva un pentacolo rosso su sfondo nero, con
davanti una sorta di divinità umanoide dalla testa di polipo, questa
volta troviamo un pentacolo viola, sempre su sfondo nero, con davanti
tre mani unite all'altezza dei polsi a creare una sorta di simbolo
esoterico.
Anche per quanto riguarda le influenze musicali e gli stili presenti
non si vedono grandi diversità: doom metal allo stato puro, che
ripercorre un po' tutta la storia del genere, partendo ovviamente dai
Black Sabbath dell'era Ozzy, passando per entità più metalliche ma
altrettanto oscure come Witchfynde, fino ai loro conterranei Reverend
Bizarre.
Passando alle composizioni vere e proprie, in "The Serpent Coven",
troviamo cinque tracce che vanno da un minimo di otto minuti di durata
fino ad un massimo di quattordici, più una breve introduzione di poco
più di un minuto. I canoni sono quelli che tutti conosciamo: ritmi
funerei, incedere maestoso e inesorabile, voce declamatoria e
drammatica, atmosfere cupe e plumbee e testi tra il fantastico e il
misterioso, ispirato a maestri della narrativa come H.P. Lovecraft,
Edgar Allan Poe e Robert E. Howard.
La qualità del songwriting non ha fatto significativi balzi in avanti,
a mio parere, quindi il giudizio che posso darvi non sarà poi dissimile
da quello già formulato da J.L. Seagull: in questo nuovo CD le
composizioni che mi hanno interessato di più sono sicuramente
l'iniziale "Taynia", che con i suoi undici minuti di durata rappresenta
un po' il meglio di quello che sanno fare questi tre ragazzi, con un
maggiore equilibrio tra le parti più opprimenti e quelle più veloci che
riesce e infondere più dinamismo nell'intera composizione.
Al contrario mi pare che i The Wandering Midget soffrano ancora un po'
sulle loro composizioni più lunghe in assoluto: anche "Family Curse",
infatti, come "Wastland Shrine" da "I Am The Gate", non riesce a
catturare l'attenzione dell'ascoltatore per tutta la sua durata e
lascia nelle dita una forte tentazione a mandare avanti alla canzone
successiva.
Il resto si mantiene su livelli discreti, che meritano sicuramente più
di una semplice sufficienza, ma ancora non ha le carte in regola per
fare la differenza, con la sola eccezione della title-track, posta in
chiusura, che mostra un'energia maggiore ed atmosfere più coinvolgenti.
Come già dicevo, quindi, il mio giudizio resta invariato e i The
Wandering Midget si confermano una discreta realtà di seconda linea nel
panorama doom mondiale, che potrebbe interessare ai collezionisti del
genere ma che, tutto sommato, resta accessoria per chi ancora non ha
conosciuto i nomi più prestigiosi e validi della scena.
(Danny Boodman - Gennaio 2009)
Voto: 7
Contatti:
Mail The Wandering Midget: wanderingmidget@yahoo.com
Sito The Wandering Midget: http://www.the-wandering-midget.tk/
Sito Eyes Like Snow / Northern Silence: http://www.northern-silence.de/