THE VISION BLEAK
Carpathia

Etichetta: Prophecy Productions
Anno: 2005
Durata: 41 min
Genere: dark/gothic metal sinfonico e teatrale, dalle tematiche horror


The Vision Bleak è un duo tedesco, nato nel 2000, assolutamente affascinato dai romanzi e dai vecchi film dell'orrore. I visionari che hanno dato vita a questa band rispondono ai nomi di Ulf Theodor Schwadorf, già membro in passato degli Empyrium, ed Allen B. Konstanz.
Dopo aver pubblicato un demo nel 2002 ("Songs Of Good Taste"), i The Vision Bleak si sono accasati presso l'etichetta Prophecy Productions. Il connubio si è concretizzato dapprima nel singolo "The Vision Bleak" (2003) e, l'anno successivo, nel full-length "The Deathship Has A New Captain". Questo album ha ottenuto una serie di riscontri positivi, presto bissati in una lunga serie di concerti.
Quest'anno, Ulf e Tobias sono tornati con un nuovo lavoro, un altro passo nei meandri del terrore. Il suo titolo è "Carpathia". Si tratta di un concept-album, relativo ad un uomo d'affari che ha ereditato un antica magione, nella lontana Carpathia. Il suo viaggio alla volta dell'eredità, lo porterà ad una sorprendente scoperta di sé. Attraverso varie vicissitudini, questo individuo scoprirà di essere maledetto, se non proprio posseduto. A detta dei musicisti, questa storia dovrebbe funzionare anche aldilà del mero contesto musicale. Purtroppo la copia promozionale in mio possesso è sprovvista dei testi, ragion per cui non sono riuscito a comprendere tutto alla perfezione.
Passiamo ad analizzare la musica contenuta in questo CD.
"The Drama Of The Wicked", da perfetta ouverture, ci introduce all'ascolto dell'album. Vengono evocate atmosfere malsane ed inquietanti, di un fascino tutto oscuro. Tastiere, orchestra, percussioni ed una voce femminile creano un arazzo sonoro sofisticato e decadente, eccessivo nella sua ricchezza timbrica. In fondo, è un dramma di altri tempi quello a cui stiamo per assistere...
La grintosa entrata di chitarre e batteria (o drum-machine?), spiana la strada a "Secrecies In Darkness". Si tratta di un brano teso e sanguigno, dove la grandiosa orchestrazione si contrappone all'energia degli strumenti elettrici. La voce pulita ha un registro grave ed intenso, ed intona sempre la melodia principale, sia nelle strofe che nei ritornelli. La melodia, quasi sempre cupa e sinistra, riveste infatti un ruolo fondamentale nella musica dei The Vision Bleak". "Secrecies In Darkness" si sviluppa attraverso cambi di ritmo, arguti arrangiamenti ed un'infinita ricchezza timbrica. Risulta comunque un brano agile, che evoca nelle nostre mente incubi che vorremmo dimenticare, ma che vengono perpetuati nel tempo da un pugno di fotografie ingiallite.
Decisa e malvagia, "Carpathia" è assestata su un ritmo non troppo veloce, ma testardo. I riff vitali della chitarra vengono talvolta inghiottiti dal resto dell'orchestrazione (archi, fiati, percussioni), in particolare in concomitanza dei ritornelli. La voce, oscura come non mai, continua a narrarci i fatti misteriosi di questo dramma fin-de-siecle. La musica si fa sempre più maestosa, tanto che si aggiunge pure un coro. E' quindi netto il contrasto che si viene a creare tra la fine di "Carpathia" e l'inizio di "Dreams In The Witch-House". Le delicate note di piano, riverberate, creano un'atmosfera desolata. Si tratta però di un breve istante: presto la canzone si apre sulla melodia negativa delle tastiere, innervosita dalle esplosioni della chitarra. La voce pulita del cantante, in questa occasione, può ricordare vagamente quella di Kristoffer Rygg degli Ulver. La melodia potrebbe paragonarsi ad una versione meno sghemba e più gothic degli Arcturus, di Morgul o dei Notre Dame. La traccia si sviluppa nella solita lunga serie di variazioni, creative ma che non includono mai decisi cambi di tempo. Sì, il ritmo cambia ma non si hanno mai contrasti stridenti. Improvvise accelerazioni o rallentamenti sono banditi. Diciamo che le composizioni sono per lo più lineari e dalla spiccata musicalità. Non sono però mai banali: hanno un fascino tutto loro, che non potrà che farsi ammirare da tutti gli amanti delle atmosfere orrorifiche. Ah, nel finale ci sono anche dei vocalizzi in screaming...
"Sister Najade (The Tarn By The Firs)" è probabilmente il brano più commerciale del CD. Non in senso negativo, attenzione! E' solo che, date le sue caratteristiche, è la composizione che più si presta a soddisfare i gusti del grande pubblico. Dopo un'introduzione lenta, nella quale il cantante si esibisce a mò di Peter Steele del XX secolo, la traccia diventa più agile. Il ritmo, spedito e regolare, sorregge una melodia facile intonata da una voce femminile prima, e da quella maschile poi. Forse un po' banale, ma di sicura presa. In più, è arricchita dal solito arrangiamento impeccabile.
Come il titolo lascia supporre, "The Curse Of Arabia", è un brano costituito da melodie mediorientali. Lo stile dei The Vision Bleak non viene però stravolto. Il ritmo, lento ma potentissimo, ci trascina tra le dune di un deserto forse un po' romanzesco, ma dal fascino esotico. Strofe e ritornelli si susseguono con regolarità, stampandosi bene nella testa dell'ascoltatore. E' possibile che qualcuno, come il sottoscritto, si ritrovi a canticchiare fra sé questa traccia severa e strisciante. Come nel resto dell'album, l'arrangiamento delle chitarre è essenzialmente heavy, sebbene i riff siano generalmente lenti e distesi. Ma il duo non disdegna, di tanto in tanto, di inglobare nel proprio suono microinfluenze black o death.
"Kutulu!" introduce nel dramma l'elemento lovecraftiano. Già nella traccia precedente, veniva citato il famosissimo Grande Antico (che alcuni di voi conosceranno con la grafia di Cthulhu). Questa traccia è abbastanza spedita, nei limiti ovviamente del genere proposto, ed abbastanza trascinante. Purtroppo, ma questo è un parere personale, mi sembra una composizione un po' troppo spezzettata. Ci sono tante cose buone, ma è assente la naturalezza che ha fatto grandi le altre composizioni. In particolare il coretto che invoca Cthulhu, con le percussioni in sottofondo, mi sembra pacchiano ed un po' fuori luogo. Fossi stato al posto degli artisti, l'avrei eliminato. In tutta sincerità, la sua assenza non si noterebbe.
Arpeggi di chitarra solitari, introducono la conclusiva "The Charm Is Done". Le stesse note vengono riprese dal resto degli strumenti, con ampi richiami alla musica araba, già introdotta da "The Curse Of Arabia". Una musica araba più ispirata dai film hollywoodiani, piuttosto che dal folklore mediorientale. Dopo questa lenta parte introduttiva, la canzone parte con un ritmo molto veloce, rispetto allo standard dell'album. Da questo momento, è un continuo cambio di ritmo e di sonorità. La voce intona una melodia austera, con l'orchestra a rispondere. I The Vision Bleak riescono a creare atmosfere veramente evocative, basta solo entrare nell'ottica della loro musica. E' chiaro che chi odia orchestre e tanti orpelli, potrà trovare la musica molto "cinematografica". A parte il fatto che ciò è voluto, è anche vero che il duo tedesco ha svolto un ottimo lavoro, lontano anni luce da ciò che pacchiano lo è realmente (tipo la musica proposta dai Therion negli ultimi anni). La traccia si evolve, lascia spazio anche al growling, fino al momento in cui il climax raggiunge il suo punto di maggiore intensità. Da quel momento in poi, la musica si rilassa, in una lunga coda arabeggiante suonata dalla tastiera.
"Carpathia" è un lavoro maturo, molto piacevole e di sicuro effetto. Occorre apprezzare questi suoni, ed essere affascinati dai temi trattati dai The Vision Bleak. Io l'ho gradito sotto tutti i punti di vista. Il duo può migliorare, ma già così si può essere pienamente soddisfatti. Questo lavoro è disponibile sia come CD normale, che in edizione lussuosa. Vista la bella immagine di copertina, un paesaggio che pare tratto da una vecchia stampa, dovrebbe trattarsi di un lavoro estremamente curato anche dal punto di vista grafico. Esattamente come il sito della band, che il lettore è invitato a visitare.
The Vision Bleak: il fascino strisciante dell'orrore.
(Hellvis - Settembre 2005)

Voto: 8


Contatti:
Sito The Vision Bleak: http://www.the-vision-bleak.de/

Sito Prophecy Productions: http://www.prophecy.cd/