THE TRUE ENDLESS
A Climb To Eternity
Etichetta: Aphelion Productions
Anno: 2004
Durata: 41 min
Genere: black metal
The True Endless è il nome di uno dei gruppi più promettenti del black metal tricolore. Molti di voi li avranno sentiti nominare per l'acclamato primo album "Wings Of Wrath", oppure per la loro presenza al Black Celtic Summit, al Tradate Iron Fest, ecc.
La storia del gruppo piemontese non si riduce solo a questo: essa ha avuto inizio nel 1997 ed ha visto la pubblicazione di un consistente numero di demo, split, 7" e chi più ne ha più ne metta. La presenza sui palchi, piccoli o grandi, è stata inoltre costante.
"A Climb To Eternity" segna il ritorno dei The True Endless su full-length. Il CD è stato pubblicato dall'etichetta scozzese Aphelion Records.
La copia in mio possesso è un semplice CD-R promozionale con la copertina fotocopiata. Non posso quindi descrivere l'interno del libretto. L'immagine di copertina riproduce i tremendi cavalloni di un mare in tempesta.
La formazione dei The True Endless vede Astragon alle vocals, M. alle chitarre e seconda voce, Soulfucker al basso e Mayhem alla batteria.
La qualità di registrazione è idonea al tipo di musica suonata.
La title-track è una mazzata in pieno volto! L'attacco è violentissimo e lascia l'ascoltatore senza fiato! Chitarra e basso si esibiscono in riff semplici ma estremamente efficaci. Le vocals torturate di Astraghon donano al tutto una sensazione di ostilità palpabile. Alla prima parte arrembante ne succede una più moderata sia come ritmo che come volume. In compenso la musica si fa più oscura e carica di tensione. "A Climb To Eternity" riparte poi da capo con tutta la sua furia distruttrice, travolgendo ogni cosa davanti a sé sino alla fine.
Lo scrosciare delle onde introduce "The Sea And The Deep Water". Il riffing turbinoso e la ritmica caotica sembrano trasportare l'ascoltatore nel bel mezzo di una tempesta marina. La violenza è devastante e non dà requie. A metà brano ecco una sezione più controllata ma ugualmente maligna. La suspence che viene creata sembra presagire eventi funesti. Ecco infatti che "The Sea And The Deep Water" accelera improvvisamente dando il la alla sfuriata finale. Alcune scelte nei riff tradiscono l'influenza degli Immortal vecchia maniera.
"Dominion Of Euphonia" è aperta da una serie di successioni armoniche figlie della più pura tradizione black metal. Notevole anche l'esecuzione del gruppo, libera ed istintiva come richiesto dal genere. La canzone si evolve poi in una sezione lenta e strisciante, nera come la pece. L'interpretazione vocale del cantante è più teatrale del solito. Una brusca interruzione e "Dominion Of Euphonia" riparte con un riffing d'autore, di scuola DarkThrone, che fa provare un po' di nostalgia a chi ha vissuto con emozione i gloriosi anni '90 del black, eheh!
Dopo due minuti e mezzo di arpeggio, suoni di battaglia e narrazione intitolati "Prelude", ecco "Margoroth". Si tratta di un brano decisamente melodico rispetto allo standard di "A Climb To Eternity", tanto che il cantato si fa anche pulito. L'esecuzione è abbastanza controllata, la ritmica tranquilla. "Margoroth" mostra il lato più innocuo dei The True Endless.
Questo clima di tensione blanda sembra continuare anche in "Legion Of Dark Horizon". In realtà è tutta un'apparenza! Terminato l'arpeggio introduttivo il quartetto inizia a far sul serio. Ecco quindi che basso e chitarra ritornano a tagliare, mentre la batteria picchia senza pietà. E' un massacro che si placa soltanto quando il ritmo rallenta. Il suono del gruppo diventa pesante come un macigno. L'arrangiamento è essenziale e non si perde in fronzoli inutili. La qualità sta tutta nel songwriting! C'è anche spazio per un assolo di chitarra completamente atonale.
Il riff iniziale di "The New Glacial Era (Pt. I and II)" è spiccatamente melodico. Ripetuto insistentemente, entra subito nella testa dell'ascoltatore. Questo brano si dimostra dinamico grazie alla creatività della sezione ritmica. Uno stacco dà il via ad una parte più lenta con la chitarra in primo piano che suona una melodia epica. L'esecuzione non è impeccabile, soprattutto per quanto riguarda il drumming di Mayhem, ma direi che va bene così: mantiene intatto quel senso di "ruspante" che ben si adatta alla band! Presto intervengono le vocals pulite del cantante mentre il brano procede in crescendo. Altro stacco ed ecco ripartire il riff iniziale. Qualche battuta e la traccia finisce.
L'ultima canzone del CD si intitola "Going To Nordland". Aperta da una serie di passaggi musicali quasi death metal, sprigiona freddezza e cattiveria da ogni nota. L'incedere di questa traccia dà emozioni, è trascinante. Il suono è oscuro. La tradizione black è rispettata con rigore. C'è un qualcosa di marziale nell'avanzare costante di "Going To Nordland", il cui unico difetto è quello di finire troppo presto.
"A Climb To Eternity" è un lavoro positivo nel suo insieme. Non perfetto, questo sì, ma schiettamente black. Troppo spesso, negli ultimi tempi, sono stati pubblicati dischi black privi di mordente e di anima. Ai The True Endless non importa assolutamente il fatto di non essere innovativi. Semplicemente, vogliono continuare una tradizione nel migliore dei modi possibili. Secondo me, sono riusciti a raggiungere egregiamente il loro scopo.
(Hellvis - Gennaio 2005)
Voto: 8
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