THE STONE
Magla
Etichetta: Folter Records
Anno: 2006
Durata: 44 min
Genere: black/death metal
The Stone è il nome di uno dei gruppi black serbi più rappresentativi.
Formatisi nel 1996 con il nome Stone To Flesh, hanno pubblicato tre
demo prima di debuttare su full-length con "Some Woods Bleed Forever".
Accorciato il monicker a The Stone, la band ha sfornato ben tre album
("Slovenska Krv" - 2002, "Tragom Hromoga Vuka" - 2003 e "Zakon Velesa"
- 2004), l'EP "Cujete Li, Smeju Nam Se Mrtvi.." e l'oggetto di questa
recensione, "Magla".
La copertina in bianco e nero, con la sua immagine nebbiosa ed
inquietante, lega alla perfezione con lo stile sonoro del gruppo. La
formazione consiste in Nefas alla voce, Kozeljnic e Demonetras alle
chitarre, Milan "Urok" Awaken al basso e Ved alla batteria. Tra
l'altro, tutti i musicisti fanno anche parte dei May Result.
L'album è aperto dalla title-track, il cui titolo significa "La
Nebbia". Il cinguettio introduttivo sembra stridere con queste parole.
La musica parte lenta e severa, praticamente doom. Si distingue, sin
dalle prime note, l'ottima registrazione: i suoni sono forti e pieni.
Poi, improvvisamente, ecco farsi strada tutta una serie di stacchi, un
riffing nervoso ed una voce in gutturale alto e rabbioso. Il ritmo non
è affatto regolare, e si intuisce che non ci troviamo di fronte ad un
semplice gruppo black o pagan. Sì, caratteristiche appartenenti a
questi generi ci sono, ma riff e ritmo tradiscono fortissime influenze
death metal. Gli elementi più propriamente black compaiono in seguito,
vedi il blastbeat e le successioni armoniche. Comunque sia, si fa
apprezzare un arrangiamento giocato sulla sovrapposizione delle parti
di chitarra, sorrette da una sezione ritmica solida. I The Stone
suonano un black metal evoluto, legatissimo al death. Ci sono anche
molti indizi di melodie malinconiche, e non si può fare a meno che
apprezzare il buon lavoro del basso.
"Testament Of Father Ariy", dal titolo quanto mai significativo, è
un altro esempio di black impuro e tendente al death. La tecnica dei
musicisti è buona, è l'attitudine è tanta. Lo stile sta al black
tradizionale nel medesimo rapporto in cui ci stavano gli ultimi album
degli Immortal. Non ci sono però similitudini tra i norvegesi e questa
band: i The Stone riescono ad essere abbastanza personali. Traccia
relativamente complessa, "Testament Of Father Ariy" è pervasa da un
feeling eroico. Si segnalano gli effetti sonori in sottofondo, come a
sottolineare taluni passaggi.
"The Law Of Force - The Triumph Of Death" è furiosa, vorticosa.
Parte a razzo. Talvolta il ritmo si fa più lento, ma non ha mai
esitazioni nel ripartire. La melodia arriva di sorpresa, creata dalle
solite successioni armoniche. Gli elementi caratteristici delle prime
due traccie sono presenti anche qui. Sintomo di maturità stilistica,
dato il sound coerente. Si segnala anche l'assolo atonale della
chitarra, a ribadire le influenze" death.
"As The Destruction Of Inevitable Is Coming Forth" si distingue
per l'attacco pesante e violentissimo, totalmente brutal death. La
batteria è terremotante, la musica senza pietà. Il rifferama
serratissimo prosegue testardo fino a quando il ritmo rallenta, pur
rimanendo deciso, spedito e caparbio. L'atonalità lascia il campo alla
melodia. Poi ecco un rallentamento più consistente, che dona alla
musica un'atmosfera malinconica. La musica sembra tramutarsi in una
sorta di death melodico lento. Ma gli spettri di un rammollimento
vengono subito cacciati dal ritorno della brutalità.
"The Plague / Silent Melody Of The Choir Of The Dead" è l'esatto
opposto della precedente. Più black, è ricca di riff strani, ed è
realizzata con un'attitudine violenta e cattiva. Qualcosa, nella
melodia, fa molto slavo. Ritornano, comunque, sempre forti le infuenze
death che caratterizzano il suono dei The Stone.
"Moon's Ray" ci presenta una melodia malinconica contrapposta a
riff dissonanti. Successivamente si trasforma in una cavalcata
trascinante, fino a ritornare ai lidi di partenza. Molto interessante
la coda finale, lenta, caratterizzata da dissonanze e da un ottimo
intervento della chitarra solista. Ripetitivo ma azzeccatissimo. Lunghe
note di tastiera chiudono il tutto.
"Magla" è un signor album, ed i The Stone un signor gruppo. La
loro insistenza su uno stile mai eccessivamente sviluppato come il
black/death (nel senso che, sì ci sono stati tanti gruppi che lo hanno
proposto, però ha prodotto pochissimi lavori degni di nota, e veramente
innovativi), potrebbe portargli fortuna. Perchè hanno davanti a loro un
territorio ricco di potenziale, ed una vastissima scelta di idee da
sviluppare. "Magla" è un album veramente valido, che fa ben sperare per
il futuro del gruppo. Un acquisto sicuro.
(Hellvis - Marzo 2007)
Voto: 8
Contatti:
Mail The Stone: band@thestonehorde.com
Sito The Stone: http://www.thestonehorde.com/
Sito Folter Records: http://www.folter666.de/