THE STOMPCRASH
Requiem Rosa

Etichetta: Nomadism Records
Anno: 2007
Durata: 62 min
Genere: gothic/dark wave


A me piacciono i dischi che hanno dietro una storia. Non importa che si tratti di una storia vera o semplicemente di una leggenda; non voglio nemmeno sapere se si tratta di una storia creata ad hoc per aumentare l'interesse attorno ad un lavoro. L'importante è il risultato, quell'aura di mistero che aggiunge un pizzico in più al tutto.
Bene, anche "Requiem Rosa" nasce con una storia: si racconta che gli Stompcrash, navigando in Internet si imbatterono in un sito chiamato proprio "Requiem Rosa, che offriva alcune linee vocali, degli spunti, a tutti coloro che volessero utilizzarli. La band, affascinata da tutto questo, decise di realizzare un album partendo proprio dalle idee accennate sul sito.
Arriviamo quindi a questo primo full-length e vediamo un po' cosa ha saputo realizzare questo quartetto milanese. Innanzitutto partiamo un po' dalla carta d'identità della band: la musica degli Stompcrash ritorna indietro nel tempo e si rifà principalmente a quella scena dark-wave degli anni '80. Tra le note di "Requiem Rosa" troviamo numerosi accenni ai Cure, ai Sister Of Mercy, Siouxsie And The Banshees e Bauhaus. La musica è decadente, malinconica e depressa, ma allo stesso tempo mantiene quella strana caratteristica che ha reso così particolare la musica di quel decennio: quel suono un po' sintetico, ritmi saltellanti e quell'attitudine punk che persisteva ancora nell'aria.
Non posso dire che "Requiem Rosa" sia esente da imperfezioni, ma è innegabile come questo lavoro possieda quel fascino sinistro a metà fra la follia e la tristezza. Vediamo un po' la cosa nello specifico. I brani interessanti non mancano e la qualità è decisamente buona: prendiamo l'iniziale "The London Fog", per esempio, con quelle tastiere spettrali e la voce profonda e sensuale di Christian Celsi a guidare il tutto. Proprio il cantante si rivela uno degli assi del gruppo, grazie ad uno stile a metà strada tra Jim Morrison e Dave Gahan dei Depeche Mode. Sullo stesso livello anche "Watching Me Fall", con la sua malinconia che si insinua nell'ascoltatore nonostante il ritmo sostenuto e quasi ballabile; "Moscow", ritmata e convincente nel suo ottimo ritornello, e soprattutto la bellissima "Dorian", che, come l'opera a cui si ispira, mantiene un fascino di decadente bellezza, guidata ancora una volta dalla voce di Christian.
Proprio sulla questione delle voci, comunque, risiede il mio principale dubbio sull'opera degli Stompcrash. Le dodici canzoni di "Requiem Rosa", infatti, non sono tutte cantate da Christian, ma vengono equamente divise con la tastierista Daniela Palermo. Ecco, queste due voci rappresentano un po' le due anime del gruppo: Christian si cimenta nei brani più avvolgenti, quelli più vicini al sensuale romanticismo del dark, mentre Daniela canta con uno stile più 'punk', se mi passate il termine. Una voce volutamente sgraziata che si sposa con i brani più spigolosi del gruppo, come "Modern Slaves". Ecco, personalmente non sono riuscito ad amare questa seconda anima del gruppo: mi piacciono tutti i brani con protagonista Celsi, mentre diventa forte la tentazione di saltare alla traccia successiva in quelli guidati da Daniela Palermo. Questione di gusti, indubbiamente, e non mi stupirei se un altro ascoltatore pensasse esattamente l'opposto. Fatto sta che la sensazione che mi rimane è quella di un album sbilanciato, che presenta due volti non sempre conciliabili.
Nonostante questo, comunque, "Requiem Rosa" resta un lavoro consigliato a tutti gli amanti delle sonorità descritte: non mancano le canzoni di valore e la band sembra promettere molto bene per il futuro.
(Danny Boodman - Marzo 2008)

Voto: 7


Contatti:
Mail The Stompcrash: thegrave@thestompcrash.com
Sito The Stompcrash: http://www.thestompcrash.com/

Sito Requiem Rosa: http://www.requiemrosa.com/

Sito Nomadism Records: http://www.nomadism-records.com/