THE SEED
From Nowhere To No One
Etichetta: autoprodotto
Anno: 2009
Durata: 54 min
Genere: modern thrash/groove metal
Il thrash, si sa, ha ormai attecchito in tutti i più remoti angoli
della Terra in cui vi sia la possibilità di suonare e supportare una
scena propria. La Spagna, che vanta una storia ricca di epigoni delle
principali correnti sviluppatesi a partire dall'heavy metal degli
esordi, offre una scena thrash capace di mostrare le unghie ed i propri
(molti) punti di forza. Non è un caso che band come gli Angelus
Apatrida, pur criticati molto per il più recente "Clockwork" (che alla
faccia di tutti offre una ottima dose di thrash classico senza
compromessi, supportato dalla Century Media), i tecnici e mai scontati
Legen Beltza, o gli storici Muro, ritornati attualmente di diritto
sulle scene, giusto per citare qualche nome, collochino i propri natali
nella nazione iberica, mostrando una tradizione metallica di tutto
rispetto (senza contare gli acts attualmente più blasonati, e tutti
quelli che hanno reso florida l'attiva e vissuta scena nazionale).
I presenti The Seed riconducono le proprie origini solo a 4 anni
or sono, quando nel 2006 Alberto (batteria) e Koko (chitarra) decisero
di dare vita ad un progetto che fosse influenzato dai loro paladini
Pantera, Sepultura, Slayer, Metallica e Machine Head, oltre a molti
altri. Con l'arrivo di Sergio (basso) in formazione, si completa la
line up della band che nel 2007 registra "Demonsterations"; a seguito
di uno split col membro fondatore Alberto, il posto vacante di
batterista viene ricoperto da Furni, che registra il qui recensito
"From Nowhere To No One", ma è costretto a lasciare la band per
problemi di salute. La formazione è ora stabile e completata
dall'arrivo di Samuel (chitarra) e Acaymo (batteria). L'album di
debutto della band esce autoprodotto, ma non mi stupirei che per il
prossimo capitolo vi fosse interesse da parte di qualche label.
L'etichetta
thrash/groove metal calza a pennello ai madrilèni, che
frammischiano una buona dose di attitudine prettamente old school, a
quella nuova corrente di pensiero che corre parallela, sottolineata in
particolare dall'amore (dimostrato senza nasconderlo) per un'icona del
genere, nonché iniziatrice del movimento in sé, i Pantera.
Sono 12 i brani, per un cospicuo minutaggio finale di 54 minuti,
che si muovono su sentieri alternativamente violenti e ragionati, tra
sfuriate thrash death che si risolvono in partiture al limite del doom,
creando un muro sonoro davvero compatto e dalla forza impattante
notevole. Se ad un primo e frettoloso ascolto l'album potrebbe sembrare
piuttosto inquadrato e poco aperto a soluzioni differenti fra loro, una
più attenta carrellata dei brani mostra un costante tentativo di non
ripetersi, con ritmiche che si stagliano a chiara dimostrazione di una
cura incessante nel songwriting. Ne sono un esempio coerente quei brani
che viaggiano su lidi mid tempos, che oltre ad una sezione ritmica
precisa e varia, mostrano giochi ed intrecci di chitarra di pregevole
fattura. Scelta non facile, e nemmeno vincente sotto certi aspetti,
quella di non inserire partiture soliste in tutti i brani presentati,
corollario richiamato a gran voce in pi d'una occasione, con riff che
aspettano solo una melodia vincente di chitarra a renderli
definitivamente memorabili.
La qualità della registrazione si pone in una sorta di fascia
intermedia, non rispettando del tutto gli stereotipi del genere,
risultando nel contempo più rozza, più "naturale", con la batteria che
ne da dimostrazione inconfondibile.
Resta il fatto che i The Seed comprovano coi fatti di saper
scrivere buon musica, e questo primo passo discografico inserisce a
pieno titolo nel panorama underground, ovviamente sia a livello
nazionale che mondiale, un gruppo che ha i mezzi tecnici e le capacità
per poter raggiungere più alti livelli di notorietà. Supporto!
(PaulThrash - Ottobre 2010)
Voto: 7
Contatti:
Mail: theseedmetal@gmail.com
Sito internet: http://www.theseedmetal.com/