THE PROJECT HATE MCMXCIX
Armageddon March Eternal (Symphonies Of Slit Wrists)
Etichetta: Threeman Recordings
Anno: 2005
Durata: 65 min
Genere: death/industrial ed altro
In queste settimane sto recenseno un sacco di gruppi interessanti e gli
svedesi The Project Hate MCMXCIX non fanno eccezione. Tra le loro fila
milita una vecchia conoscenza dei fan del death metal d'annata, ovvero
Jörgen Sandström, il quale ha prestato la sua ugola ai primi tre album
dei Grave ed è stato bassita degli Entombed per un lungo periodo. Alle
chitarre troviamo Petter S. Freed (attivo pure con i thrasher svedesi 2
Ton Predator) e Lord K. Philipson, che si è occupato anche delle
tastiere e della programmazione della drum machine, mentre il ruolo di
bassista è ricoperto da Michael Håkansson degli Evergrey e quello di
cantante femminile da Ms. Jo Enckell. Alle backing vocals, infine, si
sono avvicendati numerosi ospiti, da Gustaf Jorde dei Defleshed a
Anders Schults degli Unleashed. "Armageddon March Eternal (Symphonies
Of Slit Wrists)" è il quarto sigillo della band ed è stato prodotto
magistralmente da Dan Swanö.
L'album conta otto canzoni per una durata complessiva di quasi
sessantasei minuti. Lo stile del gruppo incorpora numerose influenze:
la matrice è senza dubbio un death metal poderoso, compatto e granitico
quanto vario e ricco di soluzioni inconsuete. Molto presente è anche la
componente industrial, che si concretizza soprattutto nell'utilizzo di
alcuni suoni sintetici e svariati campionaenti. Talvolta questi
elementi prendono il sopravvento, sfociando in una musica elettronica,
al limite dell'EBM. Ma non è finita qui! La voce di Ms. Enckell, sempre
molto presente, dalla timbrica calda e soave, ricrea atmosfere eteree
lungo tutta la durata dell'album, spesso favorita dall'appoggio delle
tastiere. Alcuni momenti sarebbero quasi etichettabili come pop, se non
fosse per la presenza, seppur ridottissima, delle chitarre elettriche.
Non mancano però i duetti con il growl profondo di Sandström. Per avere
una vaga idea dello stile dei The Project Hate MCMXCIX immaginate i Red
Harvest incrociati con gli ultimi Necrophagia, aggiungeteci Therion,
Mors In Tabula, Fear Factory, Korova, Theatre Of Tragedy, qualcosa
degli Strapping Young Lad e chi più ne ha più ne metta, forse ci
arriverete vicino. Un bel casino.
Petter e Lord K. Philipson sono chitarristi dotati di un buon
estro, fantasiosi, concreti e molto ispirati anche in fase di assolo.
L'accordatura molto bassa rende alcuni pezzi belli pesanti ed oscuri,
grazie a dei suoni abissali. La base ritmica si dimostra estremamente
solida, per merito di un basso pulsante e vigoroso e di una drum
machine programmata con criterio. Non vi sono parti esagerate,
impossibili da suonare, quanto invece una curata ricerca dei suoni più
adatti, passando da quelli più usuali, ma sempre potenti, a quelli
sintetici, al limite della techno. La band predilige le ritmiche
martellanti e cadenzate, non raggiungendo praticamente mai velocità
troppo elevate.
Le canzoni sono accomunate da una durata mediamente elevata,
superiore agli otto minuti, che culmina con i quasi dieci di "The
Bleeding Eyes Of A Breeding Whore". Ma non spaventatevi, perchè la loro
struttura, seppure complicata, si rivela più fluida del previsto,
grazie rifftutto sommato diretti, anche quando si fanno intricati, e
cambi inseriti al momento giusto, in modo da non far mai calare
l'attenzione. Ovviamente non è come ascoltare un album facile ed
immediato, qui bisogna spenderci più tempo. Varie immagini si
rincorrono, evocando le sensazioni più disparate. Alcuni brani sono
maggiormente incentrati sull'impatto, altri sulle atmosfere, tipo la
conclusiva ""Loveless, Godless, Flawless".
"Armageddon March Eternal (Symphonies Of Slit Wrists)" è dunque il
punto d'incontro di un gran numero di idee interessanti e intuizioni
che rasentano la genialità. Nessun elemento è fuori posto. Vabbè,
qualche cambio mi risulta ancora un po' acerbo, se proprio devo fare il
pignolo, ma si tratta di dettagli su cui si può sorvolare. Difficile,
se non impossibile, indicare la canzone migliore, comunque io citerei
"I See Nothing But Flesh" e "Resurrected For Massive Torture".
Insomma, val la pena spendere i propri soldi per un album così, a patto che vi piaccia il genere!
(BRN - Gennaio 2006)
Voto: 8.5
Contatti:
Sito The Project Hate MCMXCIX: http://tph.statikmajik.com/
Sito Threeman Recordings: http://www.threeman.net/