THE PHARAO'S
Open Fire (promo)

Etichetta: autoprodotto / Risestar Promotions
Anno: 2003
Durata: 35 min
Genere: hard rock / metal


Sporchi e cattivi, grezzi e rudi, così si fanno avanti questi tedeschi The Pharao's, e così si insinuano pian piano nel mio stereo, vomitando e urlando rock. Facciamo una premessa: non sono né innovativi né originali, nulla di nuovo all'orizzonte insomma, ma in fatto di energia e feeling lì si che ne hanno da vendere!!!
La registrazione, seppur di livello medio/buono, secondo me non rende troppa giustizia al potenziale del gruppo. Le voci sia di Gironymo Joche Schakal Pharao (chitarrista e voce del terzetto) che di Cyscale Didiè Ultramo Pharao (bassista e voce principale) a volte sono troppo coperte dalla batteria di Giacome Snick Snyper "The Elephant" Pharao.
Non c'è alcun respiro tra un pezzo e l'altro. "Inquirey Day" parte con la potenza di un buldozer, un rock'n'roll a la Motörhead meets AC/DC con una voce acida e acuta come solo il buon Udo sa fare. Dopo lo stupore iniziale per un cantato così particolare, e aggiungo anche non troppo bello, quasi tutti i pezzi seguenti rientrano in canoni stereotipati e, perché no, un po' demodè, ma da sempre apprezzati dal pubblico abituato all'hard rock.
"Rock'n'Roll (Dead In Mexico)" è un pezzo scanzonato con una voce roca e bassa più stile Lemmy (Motörhead). Con un giro di chitarra alquanto banale, ma con un buon piglio, il pezzo si fa ascoltare e presto si ficca per bene in testa e in poco - ve lo assicuro - vi troverete a canticchiare il ritornello. "My Price", con il classico incipit di basso distorto, non sfigurerebbe affatto in un disco dei Motörhead. Cassa e rullante e via per la sua strada diritta. Non sperimentano più di tanto i The Pharao's, ma sarebbero i primi a volere suonare rock! Rock e ancora rock, per loro!
In "Hymne" fa ancora capolino quella voce acida iniziale che, devo esser sincero, non mi piace e dal mio punto di vista rovina un pezzo suonato e strutturato bene. "Elvis Presley" è vero punk "abbaiato" (sì sì, non sto dicendo cazzate)! Qui ci viene sbraitata ed anche abbaiata addosso una rabbia incredibile. Gli assoli si sovrappongono su di una struttura classica di quattro accordi ripetuti ad una velocita pazzesca (conoscete gli Zeke? ecco qui anche loro fanno capolino).
"Tell Me 'Bout Rock", seppur gradevole, sfigura un po' messa tra la precedente "Elvis Presley" e la successiva "Cops Are Bastards". Il titolo di questa è gia tutto un programma: si parte con delle sirene (suonate dalle chitarre, ovviamente) che non fanno presagire niente di buono... non ci vogliono troppe parole per far un testo di protesta! Basta la sola frase "Cops Are Bastards" ripetuta e condita da altre "parolacce" che divagano sul tema di quanto i poliziotti siano bastardi, ecc. Il tutto per tre minuti ed il gioco è fatto! Sia chiaro che non si vuole sminuire nessuno, anzi, il pezzo è bello e la parte centrale rallentata con il basso da solo che sale in cattedra a dar lezione mi è piaciuto.
"Lawer" risente la classica crisi dell'ottavo pezzo: o è capolavoro in grado ancora di risollevare le sorti e l'attenzione, oppure cade nel dimenticatoio in fretta. Purtroppo appartiene alla seconda fascia, è una canzone un po' confusionaria che si lancia a tutta velocità per poco più di tre minuti senza mai andare a segno.
"Father Is Devil" è una canzone lunga, la più lunga del CD, con una durata di circa cinque minuti (troppo troppo tempo!!). Questo up-tempo, purtroppo ancora supportato da una "vocina" che, come ho già detto, non mi piace, non fa una bella figura poiché è solo lunga e poco in stile The Pharao's. Non basta oltretutto un bell'assolo, supportato da una base strumentale molto più energica, per rendere il tutto un buon pezzo, peccato!
"Watson Now" chiude un CD nel modo più veloce possibile, un'altra killer song stile Ramones con un cantato quasi incomprensibile, vuoi per la velocità della canzone e vuoi per le esigenze del testo (sì sì sì, anche questo abbaiato!!!). Ma che importa in fondo, l'importante è che la testa vada su e giù come ai vecchi tempi e le cornine tanto care ai ben pensanti si innalzino nel cielo
I The Pharao's sono un gruppo che su CD non riesce a esplodere, vuoi per la produzione non troppo brillante e confusa in più di una canzone, ma credo che dal vivo questi ragazzi siano una vera forza (vista l'energia messa nella registrazione del CD). Promossi con un po' più di una stiracchiata sufficienza, vuoi per l'attitudine, vuoi per l'energia, vuoi perché non sono né i Motörhead né gli AC/DC né un'altra big band che deve essere per forza sempre sulla cresta dell'onda. Non so quanto famosi potranno diventare i The Pharao's in Europa e perché no nel mondo, l'importante è che il loro rock resti sempre così viscerale e essenziale come quello proposto in questo CD. Magari supportato da una produzione meno "grossolana".
(Hellcat - Dicembre 2004)

Voto: 7


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