THEORY IN PRACTICE
Third Eye Function

Etichetta: Pulverised Records
Anno: 1997
Durata: 37 min
Genere: techno-death


Questo è il primo album degli svedesi Theory In Practice, e ci troviamo di fronte ad un techno-death molto intricato ed oppressivo. Da qualche parte avevo letto che questo gruppo può essere definito come un ideale incrocio tra i primi Atheist ed i primi Darkane... beh, forse non è proprio corretto, ma può dare un'idea della musica dei TIP, visto che uniscono strutture molto complesse, piene di cambi di tempo e di riff strani, ad atmosfere cupe ed inquietanti. Di certo l'ascolto di questo album non mette allegria, tutt'altro, soprattutto perché è piuttosto duro da digerire. Non c'è un solo passaggio semplice in tutti questi 37 minuti, sembra che abbiano fatto a gara a quante più idee riuscivano a mettere nello stesso album. Ritmicamente è un lavoro veramente assurdo, quasi ai livelli dei Meshuggah: il batterista ed il bassista credo che abbiano dimenticato cosa sia un 4/4, ed i chitarristi credo che abbiano dimenticato cosa sia una ritmica che segue la batteria... insomma, se provate a fare headbanging seguendo queste canzoni vi ritrovate con la mascella che va ad un tempo ed il collo che va ad un altro, col risultato che vi rincoglionirete di sicuro, hahahahaha!
Nell'album sono comprese 8 canzoni, una più incasinata dell'altra, ed un intermezzo. La mia preferita è sicuramente "Astral Eyes", sia per il riff iniziale, sia per la parte finale assurda che mi ricorda da vicino "Tyrants In Distress" dei WatchTower. Il resto delle canzoni sono sempre di alto livello e senza cali di tono, anche se devo dire che arrivare alla fine dell'album è piuttosto dura, serve molta concentrazione, altrimenti ci si perde dopo 10 minuti. Comunque va detto che non è un mattone compatto dall'inizio alla fine, visto che sono presenti anche alcuni inserti spagnoleggianti, qualche parte vagamente jazzata, qualche tappeto di tastiera, ed alcuni assoli non sono iperveloci e risultano anche melodici (addirittura!!! hahahaha).
La confezione è buona, con un bel libretto che comprende tutti i testi e le foto dei componenti del gruppo. La copertina è carina, è un disegno in cui domina il viola, e che rappresenta tre specie di alieni (tipo la bestia di Alien) attorno ad un vortice. La produzione è molto buona (è stato registrato ai Sunlight Studio), contribuisce a dare quel senso di claustrofobia ed ossessività di cui parlavo sopra. Tecnicamente nulla da dire a questi 4 ragazzi, sono delle bestie e lo dimostrano abbondantemente!
In conclusione a me sto album piace, ed anche molto! E' incasinatissimo, è oppressivo, ma si lascia ascoltare dall'inizio alla fine senza darmi il senso di smarrimento e di nausea degli album successivi di sto gruppo. Purtroppo è stato stampato da una etichetta di Singapore ed è fuori stampa, quindi è difficile da trovare. Ma se vi piace il death metal cupo, ossessivo e dannatamente intricato allora cercate di farlo vostro, ne vale sicuramente la pena. Se invece cercate qualcosa di facile ascolto allora statene alla larga, questo album vi farebbe solo incazzare come bufali.
(teonzo - Ottobre 2002)

Voto: 9


Contatti:
Sito internet: http://hem.passagen.se/theory/




Un disco pericoloso. Pericoloso per la sua violenza reiterata, assidua, pericoloso per i suoi spigoli, aguzzi, penetranti, pericoloso per quell'alone minaccioso e "notturno" che fascia il tutto, secondo il verbo del più movimentato degli incubi. Un'introversa spirale di rabbia, tecnica e frenesia, capace di acquietarsi per vari sprazzi (attraverso inserti davvero notevoli e... necessari), sempre secondo il verbo del più movimentato (e dannato) degli incubi. E' l'occhio della mente con grande probabilità, stimolato e quindi educato a questo genere di crudeli visioni dai Theory In Practice, dal loro primo disco, uscito per un'etichetta orientale, proprio là dove la funzione del terzo occhio è meglio conosciuta. Violenza deliberata insomma.
(Orion - Novembre 2002)

Voto: 8.5