THEORY IN PRACTICE
The Armageddon Theories

Etichetta: Pulverised Records (recensita la ristampa della Listenable Records del 2000)
Anno: 1999
Durata: 38 min
Genere: techno-death


Porca puttana che mattone di album!!! Se volete mettere alla prova la vostra capacità di digerire del metal estremo ed incasinato allora ascoltatevi questo album! Che mazzataaaa!!! Intanto comincio con la storiella che sta dietro a questo lavoro... dopo il primo album "Third Eye Function" uscito per l'etichetta di Singapore Pulverised Records, gli svedesi TIP avevano un contratto per un altro album, così nell'agosto del 1998 registrarono questo secondo "The Armageddon Theories". Mandarono il master alla Pulverised, che ci mise un anno a stampare l'album, buttandone fuori poche copie e senza la minima promozione. Così quella prima stampa è diventata totalmente introvabile, ed i TIP si incazzarono come iene perché avevano speso i soldi delle registrazioni e si stavano prendendo in culo tutto quanto. Dopo vari casini legali riuscirono a sciogliere il contratto con la Pulverised ed a trovare un nuovo contratto con la francese Listenable Records, che ristampò l'album con un nuovo artwork. Quindi questo TAT arrivò sul mercato ben 2 anni dopo essere stato registrato, tanto per darvi un'idea delle sfighe che succedono nel mondo dell'underground.
Dopo tutta sta pappardella, provo a descrivere l'album. Lo stile è simile a quello di "Third Eye Function", quindi un techno-death molto intricato ed ossessivo. In pratica con questo secondo lavoro i TIP hanno accentuato tutte le loro caratteristiche: queste canzoni sono ancora più incasinate ed ancora più ossessive, tanto che in alcuni punti superano anche la mia soglia di tolleranza! Se nel primo album c'erano degli stacchetti spagnoleggianti a spezzare varie volte l'assalto frontale, qui di pause non ce ne sono quasi più: stanno sempre a pestare sugli strumenti in maniera clamorosa! Ma non è un pestamento semplice, in cui si fa casino tanto per fare... questo è pestamento organizzato! Sono riusciti a fare canzoni ancora più complesse ed inestricabili, stracolme di cambi di tempo, in cui ogni riff viene ripetuto al massimo 4 volte. Non c'è mai l'occasione di poter prevedere cosa stanno per fare, riescono a disorientare di continuo l'ascoltatore. Da un lato può essere anche un pregio, perché dimostra le loro capacità tecniche ed esecutive, ma dall'altro lato è un difetto, perché risulta quasi impossibile seguire le canzoni! Insomma, pensate ad una specie di "Control And Resistance" dei WatchTower suonato 10 volte più cattivo... cosa ne esce? Una mazzata immane come dicevo all'inizio!
Ci sono varie differenze rispetto al primo album. Oltre alla maggiore complessità di cui parlavo prima, va anche fatto notare che le parti spagnoleggianti sono state praticamente eliminate (peccato!), le parti jazzate sono ancora presenti ma in maniera più nascosta, e nel contempo le tastiere sono molto più presenti (ma non sempre, sia chiaro), sia come tappeto che come parti soliste (un paio di stacchi ed un intermezzo). Un'altra grande differenza è la voce, qui non abbiamo più un growl come nell'album precedente, ma una metà via tra growl e screaming.
La confezione del CD è molto curata, come consuetudine della Listenable, con una copertina carina ed inquietante. L'unico appunto che muovo è che si fa fatica a leggere i testi... ma porca troia, invece di fare i fighi con sfondi pieni di disegni cazzuti non è meglio usare un semplice sfondo nero, così almeno uno non rincoglionisce a leggere i testi?
La produzione è molto buona, risulta bella pulita e potente, non a caso è stata effettuata presso gli Abyss Studio da Tommy Tätgren, quindi leggendo questi due nomi saprete già a che tipo di produzione andrete incontro.
Per finire sta rece cosa posso dirvi? A me quest'album piace ma non mi esalta, credo che qui i TIP abbiano un po' perso di vista quello che deve essere l'effetto finale delle canzoni... hanno fatto delle cose talmente incasinate che è praticamente impossibile impararsi l'album e distinguere una canzone dall'altra. Quindi se vi fate le seghe ascoltando musica complessa e violenta, e di cui si fa una fatica disumana a seguirne gli sviluppi, allora compratevi questo album ad occhi chiusi (chi diceva che l'onanismo porta alla cecità?), così avrete dei buoni motivi per tenervi i calli alle mani, hahahha!!! Se invece vi aspettate del sano death metal da pogo allora segnate questo titolo nella lista nera da evitare, ascoltare questo "The Armageddon Theories" vi può causare solo un gran mal di testa. Io mi metto in mezzo: mi piace la musica violenta ed incasinata, ma entro certi livelli. Qui spesso questi livelli vengono superati, motivo per cui lo considero un album buono (premio soprattutto le capacità tecniche di questi ragazzi) ma nulla di più.
(teonzo - Ottobre 2002)

Voto: 7.5


Contatti:
Sito internet: http://hem.passagen.se/theory/




"Violenza deliberata". E' con quest'espressione che chiudevo il commento al primo disco dei Theory In Practice, e qui nulla viene smentito. Furore, veemenza, ai massimi regimi di tolleranza, secondo un piano organizzato, in ogni dettaglio, per mezzo di una tecnica millimetrica. Una teoria della violenza, del calpestare la mente ancor prima che il corpo, dell'annichilire a velocità fuori-scala, dell'implosione insensata e ragionata all'unisono, nel più minuzioso dei progetti d'assalto. E' affascinante entrare nel cervello di un serial killer freddo e calcolatore, così pulito e preciso nel suo agire, ma una mentalità talmente compatta non sempre può conquistarti appieno.
(Orion - Novembre 2002)

Voto: 7.5