THE OATH
The End Of Times
Etichetta: autoprodotto
Anno: 2007
Durata: 45 min
Genere: black metal
Eccomi qua con in mano il promo di "The End Of Times", album di debutto
dei francesi The Oath. Il CDr è incluso in una copertina fotocopiata in
bianco e nero, che mostra un'immagine difficilmente comprensibile. Si
intravedono però tante croci, messe sia dal verso giusto che al
contrario.
Questo promo dovrebbe anticipare la pubblicazione dell'album ad opera
dell'etichetta tedesca Sharck Records, ma non so dirvi se il disco sia
già uscito o ancora no.
Le registrazioni hanno avuto luogo presso La Manufacture De Son e
L'Hotel De La Musique di Lyon (città di provenienza della band) nella
primavera del 2006. La formazione del gruppo consiste in Lord Ash
(chitarra e cori, ora non più nel gruppo), Destroyer (chitarra e voce),
Tyrael (batteria), Peter Pal (tastiera) e Carcharoth (basso).
Dagli pseudonimi e dalla descrizione della copertina, sono sicuri che
già vi sarete fatti un'idea della musica proposta dai The Oath. E
difatti i transalpini ci propongono un black metal legato alla
tradizione, melodico e indubbiamente figlio della sua epoca. Infatti
sono pronto a scommettere che i musicisti siano piuttosto giovani, date
certe scelte musicali tipiche di chi sia cresciuto a pane e black
melodico o death melodico.
Considerato che si tratta di un album d'esordio, c'è da dire che i The
Oath abbiano fatto del loro meglio: la qualità di registrazione è
ottima infatti, ed anche il songwriting è convincente. Ascoltando "The
End Of Times" si ha la sensazione di trovarsi di fronte ad un gruppo
molto preparato tecnicamente, e convinto dei propri mezzi. Leggendo lo
stesso foglietto promozionale, si nota come i francesi credano in
questo loro primo disco. L'entusiasmo è palese, e sono convinto che
"The End Of Times" suoni proprio come i The Oath volevano che suonasse.
E' un lavoro professionale, suonato con perizia ed anche cattiveria.
Scrivo "anche" perchè spesso i The Oath sembrano puntare più al "bello"
che al "cattivo". I riff sono molto melodici e ben suonati, talvolta
più vicini al metal classico o al death melodico svedese, ed anche le
accelerazioni con tanto di blastbeat feriscono poco. Non l'udito,
perchè questi francesi picchiano. Ma spesso le atmosfere sono quasi più
gotiche che black, vista anche una tastiera invadente che cerca di
farsi sentire in ogni occasione. Questo strumento è usato in
abbondanza, ma troppo spesso smussa l'impatto del resto del gruppo e
penalizza un po' i brani. Perchè, per essere un disco black, è
veramente troppo poco inquietante... Tracce come "For You", ad esempio,
sforano veramente sul gothic e viene a mancare quell'impatto primitivo
che dona al black quel potere unico, che tanto lo distingue dagli altri
sottogeneri del metal.
Negli episodi più felici ("Broken Hope", "The Oath") è
paradossalmente proprio la tastiera a dare quella spinta in più, e
talvola mi sono venuti in mente i Sigh più melodici.
Le vocals sono sempre aggressive, e probabilmente si tratta
dell'elemento più estremo dell'assieme. Per quanto riguarda gli altri
musicisti, tutti sono preparati al meglio e credo potranno crescere.
Peccato che non posso aggiungere altre parole oltre a quanto ho appena
scritto, perchè anche dopo ripetuti ascolti "The End Of Times" non
decolla. Questo perchè alla fin fine si rivela un disco come tanti,
senza infamia e senza lode, e mi spiace che i The Oath debbano leggere
queste parole. Sono così entusiasti e credo di poterli capire. Hanno
fatto ciò che più desideravano ed in maniera professionale. Questo però
non toglie che il loro black metal sia piuttosto nella norma, con il
risultato che le idee ormai stanche abbondano. Però, voglio comunque
dare mezzo voto in più a questi ragazzi per spingerli a dare del loro
meglio. OK, ora avete sfogato la vostra passione ed il vostro cuore.
Dalla prossima volta, prepariamoci ad inseguire la maturità.
(Hellvis - Giugno 2007)
Voto: 6.5
Contatti:
Sito internet: http://www.theoath.org/