THE MIST AND THE MORNING DEW
The Mist And The Morning Dew (MCD)

Etichetta: Vendlus Records
Anno: 2005
Durata: 32 min
Genere: folk/gothic metal finlandese


La Vendlus Records si è finora distinta per la validità delle sue proposte. Questi finlandesi chiamati The Mist And The Morning Dew non fanno eccezione.
Il gruppo è nato da un'idea del chitarrista dei Shape Of Despair, Jarno Salomaa. Innamorato della musica tradizionale del suo paese, Jarno ha riunito attorno a sé dei musicisti che dessero forma alla sua ispirazione. Essi rispondono ai nomi di Mikael Karlbom e Henri Tuomi (rispettivamente chitarra ritmica e batteria - ambedue suonano nei The Seventh Planet), Sami Uusitalo (basso - Finntroll), Jaakko Lemmetty (violino - Shaman, ora chiamati Korpiklaani) e Veera Muhli (voce - Unholy).
Il MCD è stato registrato tra il giugno ed il dicembre del 2002. Appena pronto, è stato distribuito solo alle etichette. Ai fan è stato reso disponibile come mp3. Visti però gli ottimi riscontri, e grazie all'interessamento dell'etichetta americana, i The Mist And The Morning Dew non hanno esitato a pubblicare professionalmente il MCD. Limitato a sole 1000 copie, è racchiuso in una sobria copertina ad opera di Mariusz Krystew. I colori dominanti sono il bianco ed il rosso. L'immagine al centro della copertina rappresenta una foglia, sul cui "corpo" è sovrimpressa la foto di quello che pare un bosco. Anche il libretto, corredato dai testi, è decorato da queste grandi foglie, rattristate dal rosso autunnale.
La qualità di registrazione non è impeccabile, come ci si potrebbe aspettare da un gruppo finlandese. In realtà, una nota in copertina afferma che i nastri master del MCD sono andati perduti. Non è stato quindi possibile procedere con una rimasterizzazione.
"Dusk" è una canzone carica di fascino e di emozioni. Lenta, malinconica e fiera, ammalia l'ascoltatore con il suo fascino ipnotico. Come in un sogno, la voce di Veera ci accompagna tra le foreste nordiche al crepuscolo. A dire il vero, il volume delle vocals è un po' basso ma poco importa. Non è altro che uno degli elementi di questo arrangiamento pieno, corposo e caldo. La melodia, molto consistente, è condotta dalla chitarra elettrica e dal violino. L'accompagnamento, impeccabile, è arricchito dal lavoro costante della chitarra acustica.
"Come, To Think Of It" potrebbe essere descritta, idealmente, come un lungo crescendo di sentimenti dolci e amari. La melodia rassicura ed intristisce come quando si pensa a dei bei ricordi ormai lontani. E' una canzone nostalgica. Segnalare le suggestioni gothic è fin troppo ovvio; sono però presenti anche dei germi di ispirazione relativi al prog/folk di trent'anni fa. Se nella sua prima parte "Come, To Think Of It" si crogiola pigramente nel suo spleen, nella seconda diventa via via più risoluta. Sin dall'inizio, la canzone si è sviluppata in un progressivo crescendo. Verso il finale, il volume degli strumenti è veramente alto. Il cuore dell'ascoltatore batte forte, se si fa trascinare dall'impatto emotivo di questi finlandesi.
"Child Of April's Sun" è una traccia decisamente più spedita e ritmata rispetto alle precedenti. Le chitarre sono sanguigne e vitali, sebbene immerse nel tranquillizzante suono d'assieme. La melodia intonata da Veera è molto semplice, pure troppo per i miei gusti. Potrebbe darsi che tale facilità d'ascolto tramuti questa canzone in un singolo di successo, o in un classico dei The Mist And The Morning Dew. Eppure, a parer mio, la maggior vitalità porta con sé un difetto di potenziale evocativo. Il momento più emozionante è il rallentamento finale che precede la ripresa del ritornello. "Child Of April's Sun" è una composizione valida, che gode anche di un testo tenero, ma non la migliore del MCD.
La canzone precedente si è spenta su un arpeggio di chitarra acustica, il quale introduce a sua volta "Repentance". Il sestetto ritorna alle ritmiche lente che più si addicono al suo tipico sound malinconico. Il testo parla della partenza dalla propria terra natia, e lo fa senza contemplare la speranza di un ritorno. Veramente ottimo l'arrangiamento, giocato come al solito sul contrasto tra chitarra elettrica ed acustica. Il violino colora il tutto con le sue tinte tristi e distanti. La melodia è sempre in primo piano. La parte finale di "Repentance" è più spedita, ma questa accelerazione (si fa per dire) ci sta bene. Ad essa segue un valido assolo melodico di Jarno.
L'ultima traccia è uno strumentale, registrato nel 1999. In pratica è una bonus-track. Il suo titolo è "Tuoni Vie" ed è stata inserita perché, secondo Jarno, può essere considerata come la nascita dei The Mist And The Morning Dew. La formazione è diversa da quella che ha inciso il MCD e vede, oltre al chitarrista, Tony Mäensivu alla batteria, Tomi Ullgren al basso e Johanna Vakkuri al flauto. La melodia è, come sempre, fiera e triste.
Davvero bravo e promettente questo sestetto. Leggendo le news ho appreso che il gruppo si sta preparando alla registrazione di un album completo. Inoltre un tale Tolonen (dei Nest) è entrato in formazione come suonatore di kantele, strumento a corda tipicamente finlandese. Consiglio agli amanti del folk metal più malinconico e, perché no, agli estimatori del gothic con voce femminile delicata, di accostarsi a questo MCD. Il fatto che l'edizione sia limitata dovrebbe renderlo più prezioso ai vostri occhi. Il prezzo è di 11.00 US$ spese di spedizione comprese. Fossi in voi, un pensierino ce lo farei. La proposta musicale non è commerciale, ma vi garantirà momenti di sogno e di deliziosa malinconia.
(Hellvis - Maggio 2005)

Voto: 8.5


Contatti:
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Sito The Mist And The Morning Dew: http://www.tmatmd.com/

Sito Vendlus Records: http://http//www.vendlus.com/