THE MARCH OF SEASONS
My Winter

Etichetta: Graves Records / Alkemist Fanatix Agency
Anno: 2007
Durata: 44 min
Genere: death metal melodico/metalcore


The March Of Seasons è il nome di un giovane gruppo veneto, che si è formato a Padova nel 2006. Cris, Emo e Fat hanno creato questa nuova band dopo aver chiuso la loro esperienza con i The Axal, e dopo aver contattato altri due ragazzi: Barcode e Spano.
Neanche un mese, ed il gruppo ha partecipato al festival Summer Explosion di Verona. Il buon successo ha incoraggiato il quintetto, che si è subito lanciato nella composizione di nuovi pezzi. L'EP "The March Of Seasons" ha visto la luce nel 2006, e ha segnato l'inizio della collaborazione tra i The March Of Season e la Graves Records.
"My Winter" è il primo full-length della band. La formazione che ha inciso questo lavoro vede Brixt e Spano alle chitarre, Fat alla batteria, Barcode al basso ed Emo alla voce.
La copertina del CD è surreale, ma molto bella. Basata su colori chiarissimi, con predominanza del bianco, lega alla perfezione con titolo dell'album. Si intravedono dei corvi in volo, quelli che sembrano i riflessi di alberi spogli sulle acque di un lago, il profilo nero di alcune lapidi, il tutto accostato senza eccessivi contrasti. Le medesime immagini vengono riprese nelle sedici facciate del libretto, contenenti i testi e le varie informazioni relative alla registrazione.
I testi sono tutti introspettivi, malinconici, abbastanza di libera interpretazione.
"My Winter" contiene dodici traccie per quarantaquattro minuti di musica, una durata che scorre via velocemente data la scioltezza con la quale si succedono le varie canzoni. Senza intoppi, con naturalezza, la musica dei The March Of Seasons riesce a coinvolgere l'ascoltatore sin dal primo ascolto, anche se è solo negli ascolti successivi che le raffinatezze d'arrangiamento saltano all'orecchio. Ma, il lettore si chiederà, che tipo di musica suonano questi The March Of Seasons? Beh, semplice. Il gruppo veneto fa parte di quella numerosa schiera di band del nostro paese che suonano metalcore. Metalcore nell'accezione moderna del termine, ovvero quel miscuglio di death metal melodico di matrice svedese, mescolato con altri elementi provenienti dai generi disparati. Una musica estrema quindi, ma che non può prescendere dalla melodia.
I The March Of Seasons sono senza dubbio talentuosi: gli arrangiamenti evidenziano un ottimo gusto ed una buona preparazione tecnica; le canzoni sono equilibrate, ed il songwriting ha una buona naturalezza; il disco ha una produzione nitida e pompata, professionale da tutti i punti di vista. Ed ecco, "My Winter" è un album impeccabile, un primo full-length di valore. Sono certo che questo CD incontrerà i favori del pubblico, ed alcune delle canzoni qui presenti appassioneranno più di un ascoltatore. Anche la critica, una certa critica, acclamerà "My Winter" come un disco fresco, potente e coinvolgente. Io stesso ammetto che "My Winter" sia un lavoro davvero buono, e che i The March Of Seasons siano un gruppo dal grande potenziale, considerata anche la giovane età dei musicisti. Però... ecco, un però c'è. Forse era prevedibile dal tono della mia recensione. Ecco, i tanti pregi del gruppo si scontrano contro quello che è il limite stesso del genere suonato. Il metalcore moderno ha goduto e gode di un grande successo, però è da tempo ormai che non fa che ripetersi all'infinito. Una moltitudine di gruppi, tecnici e talentuosi, si ritrovano penalizzati da un'aderenza quasi maniacale a un certo tipo di melodie, e ad un certo tipo di successioni armoniche. E questo mi fa arrabbiare non poco. Perchè un gruppo capace e valido come i The March Of Seasons, in grado di far male (perchè pestano duro) e validissimo negli arrangiamenti, compone delle canzoni si impeccabili, ma che nel loro insieme risultano prevedibili. Non importa che a un certo punto rallentino, o che ci siano coretti, o pause, o cambi di tempo e di timbro... no. Il problema è che le melodie sono sempre estremamente simili fra di loro, e simili a quelle di tanti altri gruppi metalcore presi a caso. E se una canzone può essere simile ad un'altra quando si ha a che fare con generi estremi ed antimelodici, la cosa diventa inaccettabile quando ci si confronta con un genere che fa della melodia la sua bandiera.
"My Winter" è un gran bell'album, che però nulla toglie e nulla aggiunge all'asfittica scena metalcore italiana ed internazionale. Sono certo che il gruppo sia ben conscio di suonare così, e che nel comporre segua il suo cuore e la sua ispirazione. Ma anche se "My Winter" venderà molte copie, i The March Of Seasons resteranno l'ennesimo gruppo che suona in questo modo, magari più bravo della media, ma sicuramente al pari come creatività.
Consiglio al gruppo, già in possesso di un suono personale, di rendere più intrigante la propria proposta musicale, senza adagiarsi così di frequente sui soliti giri di accordi, sulle solite melodie, che già cominciavano a ripetersi quando la parola metalcore significava qualcos'altro, e certi giri di accordi erano utilizzati dai gruppi death melodici di Gotheborg. In occasione del prossimo CD, oserei di più. Tenterei la carta dell'imprevedibilità, oppure comporrei giri di accordi più sghembi e meno convenzionali. Ma farei del mio meglio per trasfomare i The March Of Season in un nuovo, grande nome della scena italiana, e non relegandolo al ruolo dell'ennesimo buon gruppo metalcore.
(Hellvis - Maggio 2008)

Voto: 7


Contatti:
Mail The March Of Seasons: infotmos@yahoo.it
Sito The March Of Seasons: http://www.myspace.com/themarchofseasons

Sito Graves Records: http://www.gravesrecords.com/

Sito Alkemist Fanatix Agency: http://www.alkemist-fanatix.com/