THE MANSION OF SOUL DRAIN
Neon God

Etichetta: autoprodotto / Risestar Promotions
Anno: 2004
Durata: 32 min
Genere: Gothic Metal


I The Mansion Of Soul Drain vengono dalla Svezia, terra che ne ha visto i natali nel 2002. Il genere che suona il gruppo svedese è facilissimamente catalogabile come gothic metal altamente piatto e sbadiglione. Magari uno pensa che quando noi recensori ci troviamo di fronte ad un gruppo che suona un genere di semplicissima catalogazione, tiriamo un gran sospiro di sollievo ed iniziamo a sciorinare i soliti paragoni con le altrettanto solite band capostiti del genere. Beh, che ci crediate o no, non è così; o almeno non lo è per me: io preferisco 10000 volte trovarmi di fronte un gruppo che non mi dà la possibilità di catalogarlo all'istante, piuttosto che essere nella condizione in cui mi trovo ora, nell'apprestarmi a recensire questo primo disco dei The Mansion Of Soul Drain. La condizione cioè di essere costretto a scrivere le solite cose, le solite frasi e i soliti nomi; cosa volte che vi dica di brani tanto scialbi e banali, ennesime scopiazzature del palossissimo copione goth metal che va per la maggiore?
Il CD in questione sembra avere un unico filo conduttore, che è rintracciabile in un metal (vabbè, non esageriamo...) gotico (ahem...) così vicino, ma così vicino ai primi Theatre Of Tragedy e agli As Divine Grace che probabilmente il chitarrista sta cercando di tastare le chiappe di Liv Kristine senza farsi notare.
Pezzi come "Midnight Hour", "Quiescent Obsession", "Where Do I Belong", "Oceans Of Fury" sono in fondo delle cover degli As Divine Grace, dai... non scherziamo! Solo che loro ci sapevano fare; voi no, ragazzi! Che cazzo volete che vi dica, ci sono TUTTI gli stilemi del gothic metal su questi 9 brani: tastiere invadenti, che sono lì a riempire passaggi o strofe che non necessitano di essere riempiti. Voce maschile growl che duetta con la voce femminile eterea, perfettamente sulle tonalità di Hanna Kalske, cantante degli As Divine Grace. Ritornelli ultra melodici che non dicono un cazzo perché né aprono il pezzo, rendendolo armonioso, né sono belli in sé.
Vedete, è questo il problema dei The Mansion Of Soul Drain: che la loro musica, oltre a soffrire parecchio in fatto di personalità, è molto carente anche dal punto di vista compositivo. Nel senso che il limite maggiore di questi ragazzi svedesi sta nel fatto che in mezz'ora non riescono a cavar fuori un arrangiamento decente che sia uno! Tutti i brani sono in sostanza la classica ripetizione del classicissimo schema strofa-ritornello-strofa; e basta, non c'è un ritornello arioso, non c'è alcuna trovata, che so, qualche bridge che porti il pezzo da qualche altra parte (magari a quel paese). Ah, e poi, cosa importante per un gruppo che suona gothic metal: la musica dei The Mansion Of Soul Drain non commuove manco ad ascoltare il disco tagliando le cipolle!!!
E poi aggiungiamo pure che la produzione è carente, mi pare giusto sottolinearlo: tanto che la prima cosa che ho detto quando ho sentito il CD è stata: "Ma questi qui mi hanno spedito l'album fatto da mp3 di merda?". Immaginatevi dunque i suoni... sembrano davvero degli mp3 di qualità medio bassa! L'unica cosa che si può salvare del disco sono le linee melodiche della voce femminile, attorno alle quali andrebbero ricostruite da zero delle nuove canzoni.
Quindi, giusto per chiarirci le idee su questo disco, abbiamo che:
- i The Mansion Of Soul Drain non hanno manco un briciolo di originalità e personalità;
- non hanno le capacità di arrangiare anche un minimo i loro pezzi;
- non sanno cosa voglia dire suonare musica triste e depressiva;
- in definitiva, non sanno suonare il genere che dicono di suonare.
Immagino che siate volati a comprare il disco, vero?
(Randolph Carter - Agosto 2004)

Voto: 5


Contatti:
Mail The Mansion Of Soul Drain: the_mansion@sverige.nu
Sito Risestar Promotions: http://www.risestar.cl/