THE GATHERING
Mandylion
Etichetta: Century Media
Anno: 1995
Durata: 53 min
Genere: Gothic Metal
...E giustizia per tutti. Se c'è chi crede nell'esistenza di una giustizia
musicale, questa potrebbe essere una piccola conferma. Certo, perché dopo i
primi due fallimentari album, chi mai avrebbe scommesso sui The Gathering?
Dopo "Almost A Dance" si trovavano nella triste situazione di essere senza
un contratto, visto che la furba, ma non troppo, Foundation 2000 decise di
scaricarli date le scarse vendite. Ed anche questa volta, dopo aver
mandato via i due vocalist Niels e Martine, i The Gathering dovevano ritrovare chi li
rimpiazzasse. Un bel casino, che sommato alle delusioni passate, avrebbe
schiacciato qualsiasi gruppo non possedesse una reale passione per la
musica.
Invece i cinque superstiti si diedero subito da fare, mettendosi alla
ricerca di due validi cantanti. Passò del tempo prima che trovassero il
primo. Era una giovane cantante che notarono in un pub mentre si esibiva con
il suo gruppo Jazz-Blues, i Deal Bad Breath. Il suo nome era, ed è, Anneke
van Giersbergen, ragazza di 21 anni tanto affascinante quanto talentuosa. Il
suo ruolo sarebbe dovuto essere analogo a quanto successe nei precedenti album, ossia di semplice corista
alla voce maschile, ma il gruppo dopo le prime prove capì (e ci credo!) che
lei sarebbe dovuta essere la cantante solista.
A questo punto i giochi erano fatti, i demo che il gruppo preparò andarono
sotto le grinfie della Century Media che, grazie al suo solito intuito, mise
sotto contratto i The Gathering.
I ragazzi sapevano che questa era l'ultima possibilità che avrebbero avuto,
e nel giro di poco più di due settimane, sotto la direzione di Siggi Bemm ed
il solito Waldemar Sorychta, registrarono "Mandylion".
Ammetto di avere un certo timore nel dover parlare di quest'opera, anche
perché non credo di possedere un bagaglio linguistico abbastanza ampio per
poter descrivere i brividi che mi provoca ad ogni ascolto.
Nei due anni di assenza dalle scene, il gruppo deve aver lavorato e
sperimentato parecchio. Le sonorità di "Almost A Dance", che già
miglioravano di molto il lavoro svolto nell'esordio, non sono state
completamente dimenticate. Ma questa volta il Gothic Metal (mai etichetta fu
più riduttiva) creato dai The Gathering è più fluido, tutto scorre con
naturale scioltezza, grazie anche al notevole lavoro svolto da una
ispiratissima Anneke.
Il suo modo di cantare non è assolutamente legato ai canoni del Gothic
Metal del periodo. Già il fatto che non fosse affiancata da una voce
maschile (quasi obbligatoria) era raro, non aveva la solita impostazione
lirica, anzi, il suo background Jazz-Blues, legato ai dieci anni di studi
privati, le diede la giusta personalità per distinguersi e diventare
lei stessa un'influenza per le altre cantanti.
Chi può rimanere impassibile di fronte alla grande apertura di "Strange
Machines", canzone ispirata dal celebre romanzo "La Macchina Del Tempo" di
H.G.Wells?
E la tensione rimane sempre altissima anche con "Eleanor", ennesimo
capolavoro ed ennesima dimostrazione della grandezza di Anneke, messa sempre
in risalto dalle magnifiche linee vocali.
La terza traccia "In Motion #1" è anche la mia preferita. Tutto è perfetto,
la meravigliosa introduzione delle tastiere, le rifiniture del basso, le
chitarre che stendono i petali su cui andranno ad appoggiarsi le energiche
note di Anneke. Sarò ripetitivo, ma per me la sua voce in questa canzone
raggiunge il massimo quando arriva all'altezza del coro, creato in modo che
cresca di intensità mano a mano che avanza, sin quando non si rimane
paralizzati dai brividi che attraversano il corpo.
"Leaves", di cui venne girato anche il video, smorza leggermente i toni.
Sarà dovuto sicuramente alle parole sofferte del testo, ma io ci sento degli
oscuri richiami ai suoni passati.
I The Gathering sono imbattibili anche quando si cimentano nei brani
strumentali come la title-track. Si nota la voglia di osare del gruppo, che
non teme l'uso di strumenti bizzarri, la cornamusa in questo caso. Stesso
discorso per i quasi dieci minuti di toccante divagazione musicale di "Sand
And Mercury", qui gli olandesi, come dei piccoli Pink Floyd, ci regalano
emozioni su emozioni, note così intense da sembrare irreali.
La conclusiva "In Motion #2", come già il titolo dimostra, è il seguito
della prima parte, di cui ne riprende il coro da brividi. La protagonista è
sempre lei, Anneke, dolce come una carezza, ma non certo priva di mordente.
Con "Mandylion" i The Gathering non solo hanno venduto moltissimo (150mila
copie), ma hanno dato il via (almeno come dicono i "critici") alla moda del
Gothic Metal con voce femminile protagonista. Personalmente non ho mai
considerato i The Gathering un gruppo semplicemente Gothic. Da esso prendono
solo alcuni spunti, quelli più eterei ed emozionali, dando molto spazio alla
sperimentazione di suoni ed arrangiamenti ricercati (dove hanno un talento
innato), ma lasciandosi alle spalle tutti i cliché che caratterizzano questo
genere.
Cosa dire, sarà stata la disperazione, l'ingresso di Anneke o la semplice
maturazione del gruppo, ma ad oggi, e non temo smentite, "Mandylion" resta
l'album più amato dai fan e non, il più venduto ed il più influente che i
The Gathering abbiano creato.
E' in questi casi che si deve usare quella parola magica che di solito si
usa a sproposito: capolavoro!!!
(carma1977 - Agosto 2003)
Voto: 10
Non sono un grande amante del gothic metal nelle sue varie forme, ma devo proprio dire che questo album è semplicemente strafigo!!! Da ascoltare rilassati distesi sul letto o stravaccati in poltrona.
(teonzo - Agosto 2003)
Voto: 10