THE GATHERING
Almost A Dance
Etichetta: Foundation 2000 (recensita la versione del 1999 su Psychonaut Records)
Anno: 1993
Durata: 54 min
Genere: Gothic Metal
Dopo "Always..." i The Gathering si trovano ad essere abbandonati dai due
cantanti Bart Smits e Marike Groot, non entusiasti dei risultati poco
edificanti ottenuti sino allora.
Come sostituti vengono ingaggiati Niels Duffhues (voce maschile) e Martine
van Loon (voce femminile), provenienti da chissà dove.
Rispetto al debutto, finalmente le idee sono più chiare, e gli elementi
distintivi che porteranno i The Gathering tra i gruppi che contano iniziano
a farsi strada già in quest'album.
La strada del Doom, seguita in parte su "Always...", ora è stata abbandonata a
favore di un più raffinato e malinconico Gothic Metal.
In più, questa volta anche i cantanti sono all'altezza della situazione.
Colpisce subito la voce di Niels, tutt'altro che aggraziata, anzi è anche
nasale. In compenso la forte personalità, unita a quel pizzico di sapore
psichedelico che si porta appresso e le linee vocali ben congegnate,
dimostrano che la scelta fu più che azzeccata.
La buona salute del gruppo si sente dalle canzoni, dinamiche e finalmente
trascinanti, come "On A Wave", dove sembra di sentire un prototipo di ciò
che sarebbero diventati gli Amorphis da "Elegy" in poi, oppure l'altrettanto
valida "The Blue Vessel". La meravigliosa "Her Last Flight", per esempio, è
di una tale maturità che solo un anno prima si sarebbero sognati di poterla
comporre. Quasi nove minuti dove i The Gathering mettono in mostra tutto il
loro talento, tra arpeggi sognanti (ripresi anche in futuro), cambi
d'atmosfera e accelerazioni improvvise che ci regalano la miglior canzone di
"Almost A Dance".
Tutto l'album si muove su questi binari, brani intensi da riascoltare con
molto piacere, con una produzione che finalmente rende giustizia agli sforzi
dei ragazzi. Solo due brani non mi convincono totalmente: l'acustica "Nobody
Dares" scritta interamente dal cantante, carina ma estranea in questo
contesto, e "Proof" che non ha il tiro riscontrato negli altri brani.
Ripeto, la cosa incredibile è la crescita esponenziale dei ragazzi sul lato
compositivo. Bisogna ascoltare bene la struttura dei brani per capire cosa
intendo. Gli arrangiamenti iniziano ad essere l'arma vincente del gruppo,
tanto che spesso riescono a sfruttare una stessa ritmica più volte,
facendola sembrare ogni volta diversa (non so se sono riuscito a spiegarmi).
Sfortunatamente la critica stroncò l'album, e neanche i fan lo gradirono.
Probabilmente per quel periodo erano troppo avanti, oppure rispetto al
debutto si ammorbidirono troppo. Resta il fatto che "Almost A Dance" è
oggettivamente da considerare migliore di "Always...".
Ancora una volta dopo l'uscita dell'album lo split con i cantanti fu inevitabile, secondo il gruppo
non erano adatti alle scelte artistiche dei The Gathering. A complicare le
cose ci pensò anche la Foundation 2000, che li scaricò senza problemi
(poveretta, non sapeva cosa si stava lasciando scappare).
Sull'orlo dello scioglimento, il gruppo tentò di reagire per l'ultima volta,
e si mise alla ricerca della ormai solita coppia di cantanti.
La grande svolta è vicina, basta attendere due anni e...
(carma1977 - Agosto 2003)
Voto: 7.5