THE FAMILI
The Famili
Etichetta: LM Records
Anno: 2005
Durata: 42 min
Genere: crossover/metalcore
The Famili è il nuovo progetto degli ex-Sadist Trevor (voce) e Tommy
Talamanca (chitarra e tastiere), coadiuvati dal bassista Alessandro e
dal batterista e percussionista Alessio.
Una premessa. Occorre accostarsi alla musica dei The Famili senza
farsi influenzare dal nome dei Sadist. Musicalmente parlando, il
paragone tra i due gruppi risulta controproducente. Sarebbe sbagliato
pensare che i The Famili continuino là dove i Sadist hanno lasciato,
nonostante l'album "Lego" possa far credere questo. Questa nuova band
parte da zero e vuole crearsi un'identità, senza trascinarsi dietro
un'eredità ingombrante.
Passiamo quindi al commento dell'album. La copertina, dominata dal
color arancione, è dominata da un disegno infantile che ritrae
scheletri ed altre immagini macabre. Avete presente il disegno nella
villa maledetta del film "Profondo Rosso"? Ecco, l'effetto è quello. Il
libretto, di ben sedici pagine, ritrae i volti dei più famosi serial
killer: la vera ossessione dei The Famili, il concept della loro stessa
esistenza.
L'album è stato registrato allo studio Nadir di Genova, e gode di un'ottima qualità di registrazione.
"Chop Chop Man" è un brano dalla chiara attitudine nu-metal:
possenti riff di chitarra, vocals incazzate ed un suono relativamente
diretto. Ho scritto "relativamente" perché, dietro l'apparente
semplicità, si nascondono alcune finezze non da poco, in particolare in
sede d'arrangiamento. Molto bello l'intervento delle tastiere, che
donano quel tocco di inquietudine che ben s'inquadra con il concept
sinistro del gruppo.
"Mislaid Lamb" è costituita da riff d'autore, vigorosi e
sudaticci. Sembra racchiudere in sé un germe di hard rock, amalgamato
col suono moderno, ma pur sempre distinguibile nel gran lavoro della
chitarra di Tommy. Trevor è autore di un'ottima prova sia in growling
che in ruvido cantato pulito. Molto azzeccato il suono del piano.
"Senseless" è giocata sulla contrapposizione/sovrapposizione di un
campionamento ed un riffing sanguigno. Nel suo complesso, si tratta di
una canzone piuttosto diretta e catchy. Nonostante l'arrangiamento
conti sull'utilizzo di alcune percussioni, "Senseless" non riesce a
compensare ad una certa banalità di fondo. Come si direbbe in inglese,
no frills...
Diverso è il discorso per "Cannibal Dwarf". Nonostante le
coordinate musicali siano simili a quelle delle tracce precedenti, il
brano si rivela quasi sludge. Merito come al solito della chitarra (in
questo caso) fangosa di Tommy e delle vocals sofferte di Trevor. Non si
può però dimenticare il lavoro di Alessandro ed Alessio, molto abili
nell'appesantire il suono senza per questo perdere in dinamismo. Tutti
molto bravi.
L'agile "Tragicomic Clown" mostra un'altra faccia dello stile dei
The Famili. Alla strofa al vetriolo si contrappone un ritornello molto
melodioso, accompagnato in maniera ruffiana dalla tastiera. Se la
canzone ha in sé un buon potenziale commerciale, non mancano passaggi
di classe quali l'assolo virtuoso su una successione armonica di
matrice prog/jazz.
Eh, è proprio un casino descrivere lo stile del quartetto. L'ho
definito crossover, ma nel senso più ampio del suo significato.
Talvolta ritorna a farsi sentire il passato death dei musicisti. Oppure
a far capolino sono elementi inediti: nu-metal, metalcore, certo hard
rock moderno americano, e chi più ne ha più né metta. Invito quindi il
lettore ad aprire la sua mente il più possibile, per potersi figurare
la ricchezza delle soluzioni sonore dei The Famili.
"Kill The Smile" è un altro brano nella norma, piacevole
all'ascolto anche se privo di caratteristiche che lo distinguano
particolarmente dagli altri (eccezion fatta per quel simil-sitar che si
sente di tanto in tanto). Ciò nonostante, "Kill The Smile" è
convincente e coinvolgente.
Dopo il breve intermezzo quasi ambient "Lucilia Caesar", ecco
partire "Doctor Death". Ed ecco che anche l'elettronica viene a
contribuire alla causa, diventando parte integrante dell'arrangiamento.
"Doctor Death" è senz'altro una delle tracce più trascinanti
dell'intero CD, complice un ritornello che entra subito in testa. Una
traccia tutta d'un pezzo, arricchita anche da un rallentamento tutto
d'atmosfera che ne dilata le battute finali.
"I Am The Angel" continua a giocare con l'elettronica, presente in
maniera sempre più insistente. A differenza del brano precedente, "I Am
The Angel" è relativamente più soft. Merito di un arrangiamento non
pesante e, soprattutto, di un ritornello molto melodico cantato da
Trevor con voce pulita. Un potenziale singolo. Il volto umano dei The
Famili (strano che la canzone sia invece dedicata ad uno dei serial
killer più perversi: Albert Fish).
"See You In Disneyland" riprende il gioco delle contrapposizioni:
ad una strofa dai toni delicati, ecco succedersi un ritornello
arrabbiatissimo. A seguire, una coda sì melodica ma violentemente
death, abbellita da un complesso ricamo della chitarra. Varia,
spiazzante.
Arrivati a "Daisy" diventa evidente il fatto che, nonostante la
sua eterogeneità, lo stile dei The Famili sia un qualcosa di concerto e
ben distinguibile. I riff pesanti della chitarra, a metà strada tra
nu-metal/metalcore e hard rock, sono una costante dell'album. Anche le
tastiere inquietanti e gli azzeccatissimi effetti sonori ci sono
sempre. Forse manca un briciolo di creatività melodica in più, ma non
ci si può lamentare. Anche perché la successiva "Girovia Interni"
sembra contraddire quanto ho appena scritto. Si tratta infatti di una
canzone quasi gothic, sognante e sostenuta da un tappeto sonoro
totalmente elettronico. La melodia è intonata non solo dal cantante
maschile, ma anche dall'ospite Serena Sartori.
"Half & Half", dalla ritmica piuttosto spedita, riassume
quindi in sé tutto quanto si è ascoltato in precedenza. Quindi passaggi
sudati e sanguigni, momenti più vicini all'ambient, elettronica...
insomma, tutto! Tra l'altro, nonostante sia dedicata al serial killer
Shawcross, alcune strofe del ritornello omaggiano anche il Figlio di
Sam (o il film di Spike Lee "Summer Of Sam", fate voi). Una canzone
buona, che conclude il CD nella maniera più consona.
Buon esordio, questo dei The Famili. Impeccabile da un punto di
vista tecnico e formale, il gruppo si candida come nome nuovo della
scena tricolore. Stilisticamente parlando però, "The Famili" mi sembra
ancora un work in progress: penso che in futuro il gruppo saprà
esprimersi in maniera ancora più convincente. Per ora, l'acquisto è
consigliato a tutti quelli che amano le sonorità moderne ed un pizzico
di follia nel songwriting.
(Hellvis - Giugno 2005)
Voto: 7.5
Contatti:
Mail The Famili: trevorsadist@aliceposta.it
Sito The Famili: http://www.thefamili.com/
Sito LM Records: http://www.crotalo.com/