THE FAMILI
Neonoir
Etichetta: Nadir Music
Anno: 2006
Durata: 40 min
Genere: crossover/metalcore
"Neonoir" è la nuova fatica dei The Famili, realtà sempre più
convincente del panorama crossover/metalcore della nostra penisola. Ad
un anno di distanza dalla pubblicazione del disco d'esordio omonimo, il
quartetto ritorna in pista con tredici canzoni nuove di zecca, per un
viaggio di quaranta minuti nei recessi più oscuri della mente umana
(molto originale come frase, non trovate?!).
Commentando il debut-album, molti recensori erano stati fuorviati da
un'idea insensata: praticamente i The Famili venivano visti come una
specie di prosecuzione dell'evoluzione artistica dei Sadist. In realtà,
non c'è soluzione di continuità tra le due band, e la recente
riformazione dei Sadist conferma quanto questi due gruppi siano realtà
totalmente indipendenti l'una dall'altra. Semplicemente, The Famili e
Sadist rappresentano due forme diverse di espressione, con le quali
Trevor e Tommy danno sfogo alla loro ispirazione.
Nella mia recensione di "The Famili", avevo suggerito la
possibilità che tale disco fosse soltanto un punto di partenza, seppure
solido ed intrigante, e che il gruppo ligure potesse migliorare in
futuro. Bene, il giorno del giudizio è arrivato! Commentiamo dunque
questo "Neonoir"!
In copertina campeggia il volto di un clown bambino, reso
mostruoso dai suoi denti aguzzi. Il libretto, di dodici pagine,
contiene tutti i testi, i ringraziamenti e qualche informazione
relativa alla produzione.
Le registrazioni penso siano avvenute nei soliti Nadir Studios,
che hanno garantito un suono ottimo, grazie al lavoro impeccabile di
Tommy Talamanca.
Da notare che questo disco non è più uscito per la New LM Records. Non
so quale sia il motivo, però l'etichetta questa volta è la Nadir Music.
Per la serie, facciamo tutto in "famiglia" (scusate il mio umorismo di
serie B...).
La formazione vede Alessandro al basso, Alessio alla batteria, Tommy alla chitarre ed alle tastiere e Trevor alla voce.
La traccia che dà il titolo all'album altro non è che
un'introduzione. Qualche scricchiolio, una marcetta ed un bell'urlo
spianano la strada a "Murderous Monkey". Questa canzone catapulta
l'ascoltatore nell'universo dei The Famili. Lo stile è inconfondibile:
chitarra oscura e pesante, riff squadrati, sezione ritmica arrabbiata,
ed un Trevor in formissima. La sua esibizione è sopra le righe: urla,
ruggisce, ce la mette davvero tutta! La voce potentissima (sia in
screaming che in gutturale) vomita un testo inquietante, dal
significato criptico, ma che sembra comunque il parto di una mente
torturata. Ah, in occasione di questo nuovo CD, i The Famili hanno
abbandonato la carrellata di testi ispirati a vari serial killer, anche
se le deviazioni omicide rimangono sempre il punto centrale del concept
di questo gruppo. "Murderous Monkey" è un potenziale singolo, dato il
suo potere trascinante e l'attitudine diretta. Come al solito passione,
potenza, oscurità ed un pizzico di follia.
A seguire, "Brutality". Nonostante il titolo, questa traccia è
meno brutale della precedente. La grinta è però immutata. Eh sì, questi
The Famili ci sanno proprio fare. L'utilizzo della melodia non intacca
minimamente l'impatto del brano, e comunque è sempre utile a comunicare
sensazioni. E' ascoltando brani del genere che mi viene da pensare a
quanto potenziale ci sia nel metalcore, e quanto molti dei gruppi più
in voga non facciano altro invece che ripetere sempre gli stessi
clichè. Oddio, come ho scritto nella mia recensione, definire metalcore
la musica dei The Famili sarebbe oltremodo limitativo. Il loro stile è
multiforme, sempre in bilico tra metalcore, nu-metal, crossover, radici
death, ecc. L'inserimento nel gran calderone crossover/metalcore è
funzionale, data anche la vastità di tale campo. Però, i The Famili ci
mettono del loro. Non tradiscono l'essenzialità, l'impatto, e i tanti
stilemi del genere, però riescono ad avere una loro personalità. Le
canzoni non sanno di già sentito. E non negano all'ascoltatore il
piacere di passaggi di indubbio valore, tipo l'assolo di chitarra di
"Brutality", o una sezione ritmica precisa, potente, che non tradisce
mai.
Rispetto all'album precedente, mi pare che il suono dei The Famili
si sia fatto più cupo e sinistro. "Between The Trees" conferma questa
mia impressione. Il riffing è carico di suspence, ma la grande tensione
nasce dal sapiente dosaggio delle pause. Di tanto in tanto, l'alone di
follia si fa luce grazie agli azzeccati e sporadici interventi della
tastiera. Come nel brano precedente, si segnala un gustosissimo assolo
melodico di chitarra.
Misteriosa e strisciante, è coerente con lo stile della band. La
contrapposizione tra la violenza degli strumenti a corda e le spettrali
note della tastiera (dal suono di sitar riverberato) è ottima. I tratti
d'unione con l'album precedente sono molteplici, e danno un senso di
continuità nell'iter evolutivo dei The Famili.
"A Turbid River" è un brano severo, poco melodico, il cui
arrangiamento è arricchito da inserti elettronici. Il lato più nu-metal
del gruppo è qui particolarmente evidente. Si segnala l'amore della
band per i riff inquietanti, per le pause d'effetto, e il solismo
jazzato (come succesioni armoniche) di Tommy. Creativa la prova alla
batteria di Alessio.
"Babykillers" vede Trevor, finalmente, esibirsi anche in vocals
pulite. La melodia sghemba intonata dal cantante, quasi una canzone da
bambini psicopatici, è angosciante. Il suono d'assieme è piuttosto
violento, ad eccezione dei passaggi più melodici. Talvolta il passato
death torna a farsi vivo, anche se solo di sfuggita.
"Keeping Dreams Under Control" è in possesso di una serie di riff
intriganti, che si contrappongono in maniera stridente con un
ritornello melodico, arioso e lento. L'effetto è spiazzante, anche
perchè di rado i The Famili rallentano fino a questo punto. In tali
occasioni, la musica si fa incredibilmente evocativa. Un senso di
malinconia, quasi gotica, pervade l'intero brano.
"Silent November's Monday" è una canzone arrabbiata. C'è un forte senso
di astio, presente tra l'altro anche nelle parole del testo.
L'interpretazione del cantante è particolarmente digrignata, quasi
stesse esprimento tutto il suo furore. Il ritmo è relativamente
spedito. Per quanto riguarda l'atmosfera, credo che pochi gruppi in
questo genere siano in grado di comunicare sensazioni così negative!
Con "As Yesterday, As Tomorrow, As Always", i The Famili toccano
uno dei vertici di "Neonoir". Dopo un'introduzine elettronica, la
traccia si sviluppa agile e spedita. La pesantezza è sì presente, ma
non penalizza l'andatura del ritmo. Le battute melodiche fanno fare il
salto di qualità alla traccia. Il riffing della chitarra, sempre molto
moderno, non si cura come in passato di tradire influenze hard rock
(presente anche nell'assolo ad opera dell'ospite Claudio Cinquegrana).
Rispetto al passato, il quartetto sembra aver acquisito una maggiore
consapevolezza del proprio songwriting. Le molteplici influenze sono
piegate alla costruzioni di canzoni coerenti e naturali nel proprio
svolgimento. Nell'album precedente, alcune tracce sembravano un po'
macchinose nei vari passaggi. In questo nuovo disco, tutto fila liscio
come l'olio: indice di raggiunta maturità.
Ora, una traccia misteriosa, a volumi bassissimi. Una sorta di
intermezzo strumentale, composto da vibrazioni bassissime, e sporadiche
note di tastiera. Ci sono poi altri effetti sonori. Questa è "Lupus
Naturae".
Con "Deadly Dark", il gruppo cancella in un sol colpo
l'evocatività della traccia precedente. Si tratta dell'ennesimo brano
cattivo, e strizza l'occhio al thrash/death tecnico, soprattutto in
sede d'assolo. Tirata la prima parte, più lenta la seconda, che si
ammutolisce sulle note della tastiera.
"The Weeping" ha una partenza molto goffa e pesante, sulla quale
ben si inserisce la voce pulita del cantante. La composizione è
piuttosto buona, anche se non si tratta dell'episodio più tirato del
CD. In compenso, la sezione strumentale melodica centrale fa venire i
brividi alla schiena. L'ennesimo episodio convincente, che dimostra
come i The Famili sappiano colpire al cuore l'ascoltatore, anche senza
tenere i volumi altissimi.
La traccia conclusiva si intitola "Episodic Discontrol Syndrome"
(nel libretto il titolo contiene un refuso). Si tratta di una prova
vigorosa, che racchiude in sè un po' tutto ciò che caratterizza questo
gruppo: riff mutevoli ma ben squadrati, con taluni richiami al hard
rock o al death, ritmica precisissima, ritornelli melodici,
intepretazione eclettica di Trevor. Una prova di grande compattezza,
che ricalca la medesima compattezza e coesione che rendono così
interessante questo "Neonoir".
Ovviamente, si tratta di un acquisto consigliato. E' opportuno che
l'ascoltatore si dedichi a questo disco, che contiene tante finezze che
difficilmente saltano all'orecchio di primo acchito. E' anche vero che
"Neonoir" possa essere apprezzato anche ascoltandolo superficialmente.
Dipende dai vostri gusti e dal vostro approccio all'ascolto della
musica.
Per me, con questo CD, i The Famili hanno dimostrato di essere uno
dei gruppi più originali ed interessanti del panorama
crossover/metalcore italiano. Sosteneteli con passione.
(Hellvis - Giugno 2006)
Voto: 8
Contatti:
Mail The Famili: trevorsadist@aliceposta.it
Sito The Famili: http://www.thefamili.com/
Sito Nadir Music: http://www.nadirmusic.net/