THE FALLEN WITHIN
Intoxicated

Etichetta: Coroner Records
Anno: 2009
Durata: 40 min
Genere: metal estremo e melodico


The Fallen Within è il nome di un gruppo ateniese, nato nel 2003 da un'idea del chitarrista Gio S.. Nel corso della sua esistenza, la band ha visto avvicendarsi nelle sue fila un buon numero di musicisti. Nel 2004, i greci hanno pubblicato il loro primo demo "The Conqueror Worm", seguito nel 2005 da un promo di tre tracce.
"Intoxicated" è l'album d'esordio dei The Fallen Within. E' stato registrato presso lo studio Sound Symmetry, sotto la supervisione di Bob Katsionis dei Firewind. Il lavoro è stato in seguito missato e masterizzato nei ben noti studi Tico Tico in Finlandia.
La formazione che ha inciso il CD consiste nel cantante Steve Al, nei chitarristi Gio S. e Billy, nel bassista Johan, nel tastierista Steve More e nel batterista Nick G. .
La copertina di "Intoxicated" è a colori, e raffigura un uomo nell'atto di trascinarsi sul pavimento. Questo individuo sta tendendo la mano verso uno specchio, che riflette la figura di un altro uomo, che si sta aggiustando la cravatta.
"Intoxicated" contiene dieci tracce, per un totale di poco più di quaranta minuti di musica.
Si tratta di un disco di buona fattura, formalmente perfetto. La qualità di registrazione è ottima, sotto tutti i punti di vista: nitidezza del suono, potenza, espressività. E la tecnica del quintetto è sicura, a tratti virtuosa. Proprio la perizia tecnica dei musicisti, ha permesso ai The Fallen Within di comporre canzoni così complesse, arricchite da arrangiamenti stratificati e puntigliosi. Per trattarsi di un album d'esordio, è d'obbligo fare i complimenti a questi greci, perchè hanno mostrato una professionalità da veterani. Professionalità ed idee sicure.
Stilisticamente, i The Fallen Within sono figli del loro tempo: hanno iniziato seguendo i sentieri tracciati dal metalcore americano e dal death metal melodico di matrice svedese, la cosidetta scuola di Gotheborg. In seguito, hanno inserito in tale contesto musicale elementi provenienti dai più svariati contesti musicali: in primo luogo, dal black d'avanguardia e dal prog metal, e poi dal metal classico, fino al nu-metal. Il risultato finale, ben rappresenato da "Intoxicated", è una musica avvincente, potente, mutevole, evocativa e creativa. Per contro, a delle idee senza dubbio notevoli ne vengono accostate altre più nella norma, soprattutto relative all'utilizzo della melodia. Sovente, infatti, presentando un problema tipico del metalcore e del death melodico svedese, le melodie tendono ad essere sviluppate su successioni armoniche ormai stra-abusate (ad esempio, le successioni la-/fa, o re-/sib, e così via). Questo risulta penalizzante ed anche un po' deludente, perchè per gran parte del CD i The Fallen Within mettono in mostra un talento apprezzabile e di un certo spessore.
Nonostante questo difetto maggiore, "Intoxicated" risulta nel suo complesso un disco godibile. L'energia profusa dal quintetto è immensa, ma lascia spazio a trovate curiose e molte volte sorprendenti. Particolarmente apprezzabile è il lavoro di Steve More, il tastierista, poichè la sua prestazione non appiattisce mai l'impatto, ma rende il tutto più intrigante ed imprevedibile. E' proprio questo musicista a regalare all'arrangiamento quelle sonorità cibernetiche, ma anche quel pianoforte malato che colora di black una canzone quale "Sound Of Destruction". Al tempo stesso, in sede d'assolo il virtuosismo di Steve si concretizza in richiami netti ai Children Of Bodom, e lo stesso può essere detto della chitarra solista. La sezione ritmica è trascinante, e svolge il suo ruolo con ligio asservimento alla tastiera, appunto, ed alle due asce. Su tutto spicca la bella voce di Steve Al, sia quando strilla come un folle, sia quando si esibisce in vocalizzi puliti, talvolta quasi melensi.
La struttura delle canzoni è molto varia, e così la loro natura. In genere però, i greci preferiscono far male e tirare come folli. Sono presenti tante sezioni nei quali i riff ritmici regnano incontrastati: è facile in tale occasione individuare l'influenza dei Fear Factory. Ci sono però altri passaggi tipicamente prog, ed altri che, come ho scritto prima, non disdegnano di strizzare l'occhio al black più moderno ed all'avantgarde. In rari casi, ed anche questo l'ho già accennato, la proposta moderna dei nostri include anche vaghi riferimenti al nu-metal (poca cosa però, anche se meritevole di citazione).
Resta comunque fermo il contributo ispirativo dei gruppi sacri della scuola di Gotheborg, così come qualche accenno di Evergrey, di Mors Principium Est, di Mercenary, di Kalmah e così via.
La mia canzone preferita è senza dubbio la title-track, poichè è quella più originale dal punto di vista melodico. La bellezza dell'arrangiamento risalta in tutto il suo splendore. Tutte le canzoni sono però di alto livello. Meritevoli di citazioni, comunque, "Sound Of Destruction", "I Am Hate" e "Pain Right Under".
Un disco piacevole, dunque, ed anche vivace. Meno scontato di tante altre produzioni simili, ha il merito di porre le basi all'ascesa di un gruppo talentuoso, una nuova speranza per l'interessante scena greca. Ha fatto bene la Coroner Records a puntare sui The Fallen Within. Cresceranno.
(Hellvis - Aprile 2010)

Voto: 7.5


Contatti:
Sito The Fallen Within: http://www.myspace.com/thefallenwithin

Sito Coroner Records: http://www.coronerrecords.net/