THE DYING
Triumph Of Tragedy
Etichetta: Drakkar Records
Anno: 2008
Durata: 44 min
Genere: neothrash/thrash metal melodico
La storia dei The Dying ha inizio nel 2006, ma i musicisti erano attivi
ancora prima in un gruppo metalcore chiamato Chimaera. Sotto questo
moniker, la band ha pubblicato un EP omonimo nel 2001, e due
full-length nel 2003 e nel 2005 ("Passion Sets The Killing" e
"Stygian"). La carriera del gruppo è stata in continua ascesa, come
testimoniato dai numerosissimi concerti e festival ai quali ha preso
parte.
Proprio la fama ed il rispetto acquisito nel corso degli anni ha spinto
il gruppo a cambiare il proprio nome da Chimaera e The Dying. Infatti,
spesso e volentieri i belgi venivano confusi con gli americani
Chimaira.
"Triumph Of Tragedy" è il primo disco pubblicato con il nuovo nome. E'
stato prodotto, registrato e missato da Ace Zec, e masterizzato agli
studi Bonus Sound in Svezia, sotto la supervisione di Dragan
Tanaskovic.
La copertina, in linea col significato del titolo e del monicker,
ci mostra un paesaggio praticamente morto: un albero secco è l'unica
cosa che vivacizzi un paesaggio spoglio, dal terreno talmente sterile
da risultare spaccato dal sole e dal caldo. In pratica, un'immagine
spaventosa di siccità.
La formazione che ha inciso il CD vede Jan alla voce, Koen e Dirk alle chitarre, Die al basso e Ben alla batteria.
Il gruppo è accasato ora presso la Drakkar Records, che a quanto
pare sembra credere molto sul quintetto. Il foglietto promozionale che
infatti accompagna il CD, è praticamente privo di informazioni.
L'etichetta vuole che sia la musica a parlare. Diamole dunque ascolto.
"Triumph Of Tragedy" è un CD che contiene undici tracce per un
totale di quarantaquattro minuti di musica. Anzi, di thrash. Ma non di
thrash vecchia scuola, che in questi anni sembra aver trovato una nuova
giovinezza. No. Il thrash di questi belgi è decisamente moderno, anche
se non è certo privo di una memoria storica. Insomma, la musica dei The
Dying è una mescolanza di vecchio e nuovo, con una predominanza del
secondo.
Come ben sapete, cari lettori, a volte recensisco un disco traccia
per traccia, altre volte lo commento in generale. La ragione di tutto
questo è principalmente legata al tipo di musica proposta. Nel caso dei
The Dying, sebbene tutte le canzoni siano ben distinguibili e dotate di
una certa autonomia, ritengo sia idonea una recensione del disco nel
suo complesso. Infatti, i The Dying propongono una musica davvero
intensa, che non lascia spazio alla rilassatezza. Le canzoni, pur
presentando una diversità ritmica piuttosto consistente, sono in
possesso di una grande grinta, ed il disco risulta davvero potente. Il
genere proposto dai nostri mescola tecnica, melodia ed impatto.
Quest'ultimo è davvero ai massimi livelli, tanto più che la produzione
è esplosiva. "Triumph Of Tragedy" è quindi da ascoltare tutto d'un
fiato, lasciandosi trascinare dalle ritmiche telluriche, dai riff
taglienti e dai vocalizzi aspri di Jan. E' una musica ideale per
liberarsi in headbanging forsennati, per pogare come pazzi, e per
sentire il proprio cuore battere a mille. In breve, il disco pulsa di
spirito thrash, capace di infiammare gli animi proprio ora come
vent'anni fa. Con la differenza che il thrash dei The Dying è figlio
del suo tempo. L'esperienza dei Chimaera non è stata dimenticata: il
metalcore del passato, di stampo Caliban e Heaven Shall Burn, è ora
accelerato e infiammato dalle esperienze degli At The Gates, dei The
Haunted e così via. L'elemento svedese è decisivo, ed è rilevabile sia
nel tipo di sonorità, sia nella scelta delle melodie. Il thrash
tradizionale fa invece capolino nelle ritmiche, e in tanti passaggi che
possono ricordare i Kreator di "Violent Revolution" (beh,
"tradizionale" per modo di dire, eheh!), gli Exodus di questi ultimi
anni, qualcosa dei Testament più moderni. E in più diecimila altre
influenze di gruppi più o meno noti. Il foglietto promozionale cita
anche Slayer e Pantera fra le influenze, ma non credo che siano così
rilevanti al punto da indicarli come termini di paragone, per
descrivere la musica dei belgi.
Tecnicamente, il lavoro delle chitarre è completo e di gran
caratura. Se le parti ritmiche sono impeccabili, anche durante le
melodie i musicisti non perdono la loro qualità. In più, gli assoli
sono tutti ben fatti. La sezione ritmica è precisissima e creativa,
cosa che non può che giovare al suono d'assieme.
Le canzoni sono tutte buone. "Scars And Stripes" è una vera e
propria rasoiata, "Gotham" fa spavento per la sua oscurità, "Slaves Of
Tomorrow" presenta alcune delle melodie più belle. Ma il songwriting è
sempre di qualità, e le canzoni sono più o meno tutte allo stesso
livello. Elogiarne una significa fare un torto ad un'altra.
Sicuramente i The Dying sono una delle realtà più solide e di
successo del Belgio. La presenza a fianco di grandi nomi sul palco è
una garanzia. E la carriera della band è stata, fino ad ora, un
crescendo emozionante. Certo, a parer mio il gruppo è sì bravo, ma non
eccezionale. La proposta della band è abbastanza scontata, perchè sia
nella musica mainstream che in quella underground, di gruppi simili ce
ne sono a profusione. Nella sola Italia, di gruppi così se ne perde il
conto. Certo è che la band belga sappia il fatto suo, ed abbia giocato
bene le sue carte fino ad ora. Come critico quindi, non posso che
sentirmi un po' freddino nei confronti di questo gruppo che ha
realizzato un disco solido e bello, ma scontato. Come appassionato di
musica, sò che questo tipo di musica ha un pubblico molto vasto.
Chiunque ami un tale genere di sonorità, non potrà che apprezzare
"Triumph Of Tragedy". Ognuno quindi tragga le sue conclusioni
personali, fermo restando che i The Dying siano un gruppo onesto e
trascinante.
(Hellvis - Novembre 2008)
Voto: 7
Contatti:
Mail The Dying: info@the-dying.com
Sito The Dying: http://www.the-dying.com/
Sito Drakkar: http://www.drakkar.de/