THE DROP OF WATER THAT CAN WEAR THROUGH A STONE
Sound Of Sickening
(promo)
Etichetta: autoprodotto
Anno: 2006
Durata: 24 min
Genere: industrial/doom/drone sperimentale
The Drop Of Water That Can Wear Through A Stone è un duo formato da
Io-Notan e Aun, nato nel 2006. Partiti come progetto drone/noise, nel
corso dei mesi hanno cercato formule espressive più personali. Il
risultato di questa evoluzione ha trovato espressione nel promo "The
Drop Of Water That Can Wear Through A Stone".
La copertina è in bianco e nero, e riproduce un muscolo cardiaco sul quale è sovrastampato il nome del gruppo.
Il CDr è introdotto da una stranota citazione di Ezechiele 25:17, tratta dal film "Pulp Fiction", e rallentata per l'occasione.
"Heap Of Ruins" è un brano lento, che mette in luce immediatamente
tutte le caratteristiche stilistiche di questa band. Mettendone a nudo
le due anime: una ipnotica, a metà strada tra l'industrial, l'ambient
ed il drone. L'altra malinconica, melodica, spesso acustica. La base
ritmica, frequentemente dilatata e solo di rado sottolineata da una
drum-machine, è l'aspetto più evidente della prima di queste due anime.
Quella che il gruppo chiama la "Pietra": solida, insistente, cocciuta,
che non muta. Le chitarre, coi loro arpeggi acustici o i loro accordi,
ed il basso rappresentano invece l'acqua, la "Goccia" d'acqua. La
melodia, più leggera ed umana, mutevole, spacca a poco a poco il muro
implacabile dell'accompagnamento. Ed ecco rivelato il significato del
monicker della band, affascinata dal classico concetto "gutta cavat
lapidem".
Accordi, arpeggi ed accompagnamento industrial/ambient, sono
legati a volte dall'impostazione noise della chitarra elettrica, e dai
vocalizzi in gutturale profondo, o dai sussurri. La qualità di
registrazione non è il massimo: il fatto che sia stato inciso in uno
studio casereccio è piuttosto evidente. Ciò nonostante, "Heap Of Ruins"
è piuttosto interessante, e riesce anche ad essere evocativa. Certo, la
struttura libera ed il susseguirsi di idee risulta frammentario, come
se i musicisti non avessero resistito dal mettere tutta questa carne al
fuoco. Tutto il contrario del drone o dell'industrial/ambient minimale
al quale si ispirano (nella biografia citano i Sunn O)), ad esempio).
Ecco che quindi dalla solida base campionata, si sollevano di tanto in
tanto delicati slanci melodici, che raramente esplodono in violenza: in
genere, hanno dei toni piuttosto contenuti. Ad un certo punto, un
arpeggio mi ha portato alla mente addirittura i primi Opeth.
"Heap Of Ruins" è un onesto proclama di idee ancora in nuce, e questa
impressione è rafforzata dalla successiva "666 Mechanic Heart". Tra
sussurri inquietanti, ecco farsi strada un muro sonoro, acido,
distorto, con una voce grave che potrebbe ricordare vagamente quella di
Attila Csihar. Nel suo svilupparsi, la canzone alterna momenti di
attesa a conflagrazioni sonore, parti acustiche ad altre meno "umane" e
più industriali. Insomma, queste poche parole descrivono in maniera
abbastanza chiara tale composizione, che ricalca nei pregi e nei
difetti quella precedente.
A concludere il promo, una buona cover rallentata di "A Forest" dei
Cure. Data la sua natura, questo brano è il più facile da assimilare al
primo ascolto. E' molto personale, sia nelle vocals sia
nell'espressività.
"Sound Of Sickening" è un promo piuttosto originale che, come ho
scritto in precedenza, mette in mostra una serie di idee interessanti,
ma ancora immature. Allo stato attuale, questo gruppo sembra ancora
alla ricerca di una formula espressiva ben precisa. Cadono ancora nella
tentazione di metterci di tutto edi più, però il fatto di essere
relativamente personali fa ben sperare. Continuino pure per questa
strada, che credo gli porterà buone soddisfazioni.
(Hellvis - Dicembre 2006)
Voto: 6.5
Contatti:
Mail: thedropofwater@hotmail.it
Sito internet: http://www.myspace.com/thedropofwater