THE CHASM
Reaching The Veil Of Death
(MCD)
Etichetta: Lux Inframundis
Anno: 2001
Durata: 24 min
Genere: death
Tornano i messicani The Chasm (anche se ora si sono trasferiti negli Stati Uniti, a Chicago per la precisione) con questo MCD interlocutorio in attesa del loro quinto album. E purtroppo sono un po' deluso da questo lavoro, mi aspettavo molto di più... il loro quarto album "Procession To The Infraworld" mi aveva veramente esaltato, quindi mi aspettavo qualcosa di ancora migliore... ma invece come qualità hanno fatto un passo indietro, motivo della mia delusione parziale.
Il genere è sempre un death metal di chiaro stampo anni '80, quindi tanta sana violenza sparata in maniera grezza senza concessioni a tecnicismi e fighettate varie. Nel MCD sono presenti 6 tracce: un'intro, 3 canzoni, un'outro e la cover di "Cut-Throat" dei nostrani Bulldozer, suonata praticamente uguale all'originale. L'intro e l'outro sono due buoni pezzi strumentali da un minuto e mezzo l'uno, nulla di clamoroso, servono solo ad aprire e chiudere il lavoro. La 3 canzoni sono di puro death grezzo, con riff sparati lì per far casino, un bel po' di dissonanze disseminate dappertutto, una bella batteria pestata come si deve ed una voce in growl che sembra provenire da una fossa comune. Vi chiederete allora perché sono deluso, se tutto segue per bene le regole del genere... sta proprio qui il problema! I The Chasm mi esaltavano per la loro pazzia, per la loro capacità di suonare con quel feeling grezzo degli anni '80, ma risultando molto personali, schizzati e perversi, grazie all'uso di strutture pazzoidi e di melodie sinistre. Qui purtroppo hanno perso gran parte del loro tratto distintivo, certo le canzoni sono fatte molto bene, ma sono molto meno personali degli album precedenti, e questo gli fa perdere un bel po' come votazione.
La produzione è piuttosto grezza, certo si riescono a seguire tutti gli strumenti, però i suoni sono un po' zanzarosi e non hanno questo grande impatto, sembra proprio una produzione tipo gruppo anni '80 di seconda fascia, solo che siamo negli anni 2000 ormai. La confezione è carina, da un MCD non si può pretendere un libretto clamoroso (e difatti così non è), ma almeno ci sono i testi e l'immagine di copertina è proprio figa, col loro solito teschio a rallegrarci la vita. Peccato che per stampare gli inserti abbiano usato carta di bassa qualità. Sottolineo la presenza sul CD della consueta scritta "Play it loud!", che ricorda quale sia il primo comandamento dei metallari: fare incazzare i vicini di casa a causa del volume alto con cui si ascolta questa musica, hahahaha!
Insomma, non è certo un MCD da buttar via, le canzoni sono belle e possono far contenti tutti gli amanti del thrash e del death metal anni '80 come me. Però io mi aspettavo molto di più da questa uscita. Spero solo che col prossimo album riescano a riscattarsi, ormai manca poco alla sua uscita.
(teonzo - Ottobre 2002)
Voto: 8
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Sito internet: http://www.enterthedeathcult.com/