THE ABNER
Chinoiserie Lounge
(MCD)
Etichetta: Basick Records
Anno: 2006
Durata: 30 min
Genere: emo/hardcore
E' per questo che la musica mi piace e coinvolge, è per questo che ho
sempre ascoltato con piacere gruppi di cui inizialmente non conoscevo
neanche l'esistenza ed è per questo che ho colto con immenso piacere
l'opportunità di scrivere su Shapeless: per avere l'occasione di
ascoltare, conoscere e quindi recensire dei grandi piccoli gruppi come
i The Abner. Questi quattro ragazzi giungono a noi dal non lontano
Regno Unito, dove hanno avuto la possibilità di aprire per band molto
famose al momento come My Chemical Romance, Skindred, Kill2This e molte
altre, molti passaggi radio e l'acquisizione di una certa notorietà.
Ecco quindi che a fine estate 2006 fanno uscire questo mini di sei
pezzi a nome "Chinoiserie Lounge" per la britannica Basick Records.
Subito colpisce la copertina del promo in questione; su di uno sfondo
madreperla è possibile scorgere, con attenzione, tra grossi fiori e
piante, gli oggetti più disparati e strani, creando un effetto inusuale
e molto seventies, quasi psichedelico, non so.
Bene, ora parliamo della cosa più importante, la musica.
"Attention Please... 4 Minutes Until Bombtime", è il brano che apre il
mini: rumori di guerriglia in lontananza, pallottole e grida,
introducono chitarre spezzate, dal suono secco, squillante, in continuo
stop'n go. Ritmica convulsa, nervosa, urla strazianti, cori melodici,
un ritornello che subito ti entra in testa e non ne esce più e poi di
nuovo l'appesantirsi delle chitarre con ritmi più rallentati e stacchi
furiosi e selvaggi; proprio non male come inizio, non ce proprio che
dire. Un brano, questo, che colpisce immediatamente nel segno, che
utilizza sì tutti gli stilemi del genere, ma che lo fa con enorme
passione e freschezza compositiva.
"A Day For Light Refreshments" ha suoni molto più pieni e pesanti,
anche se le chitarre risultano ugualmente molto fluide; la voce di Dave
è molto squillante, alta e ficcante, se così si può dire, si indurisce
solo su i numerosi ritornelli dove è doppiata da una seconda voce ancor
più profonda ed incazzata. Qui gli stacchi si fanno ancora più numerosi
ed i cambi di tempo ed atmosfera ancor più evidenti, tenendo sempre
alta la tensione nell'ascoltatore che non sa mai cosa aspettarsi e
viene colpito incessantemente da grosse dosi di emotività. Song questa
che ricorda molto come sonorità i Thursday di "Full Collapse", loro
capolavoro, o i Fall Of Troy, altro gruppo che recentemente ha
guadagnato fama e notorietà.
"Our Resident Harpist Will Entertain You" riesce ad amalgamare
sapientemente la furia e la rabbia tipiche dell'hardcore sound con
passaggi strumentalmente più ostici e ricercati, non tipici del genere,
atti a spezzare l'atmosfera ed a rilanciare continuamente il pezzo; da
porre in risalto il passaggio centrale, dove in un lento crescendo, i
cantati lievi, sentiti e pacati di Dave, lasciano posto ad urla e
grida, con conseguente irrobustimento del suono. Grande impatto.
Il quarto brano, "The Penitent Man Will Pass", è molto più
vigoroso e potente, la carica emotiva è superiore al precedente, le
chitarre corpose e veloci, la base ritmica incalzante e precisa.
Rallentamenti improvvisi appesantiscono ancor più il suono, lasciando
al contempo fuoriuscire una rabbia incontrollata che va poi a sfociare
in un finale lasciato interamente nelle mani e nei suoni di un triste e
malinconico pianoforte.
Appena un attimo per riprendere fiato ed ecco partire il penultimo
pezzo, "Enjoy The Hum Of Activity In The Hotel Lobby": di nuovo un
iniziale furia ci colpisce, ritmiche sostenute, chitarre veloci e
pesanti, doppio cantato ruvido e grezzo, pulito e melodico, stacchi in
levare e ripartenze melodiche e meno pesanti. Di nuovo numerosi i cambi
di ritmo all'interno di un unico pezzo: parti più lente si alternano o
lasciano spazio a parti molto più sostenute, la rabbia stessa più volte
lascia il posto alla calma, apparente.
Eccoci, purtroppo arrivati all'ultimo pezzo di questo sorprendente
lavoro d'esordio per i quattro ragazzi della terra d'Albione: "The
Curious Tale Of Jack Lemon". Il brano parte in maniera pacata, chitarre
acustiche appoggiano vocals sentite e flebili, per poi aprirsi con
furore e rabbia: suoni di chitarra durissimi, batteria potente e grida
ed urla a non finire. Poi a circa metà pezzo ecco che di nuovo che il
tutto si placa, torna a regnare una certa calma, i suoni si fanno più
lievi e controllati, ma solo per poco, infatti l'irruenza riprende il
sopravvento e con essa le urla implacabili di Dave: la sua rabbia e la
sua sofferenza, che ci accompagnano inevitabilmente alla conclusione.
Sono passati un po' più di trenta minuti da quando il tasto play a
dato vita a tutto questo e sembrano intercorsi invece solo pochi
istanti tanta è la capacità dei nostri nel saper rinnovare
continuamente l'ascolto. Continui cambi di atmosfera e di ritmo
caratterizzano tutti i pezzi, i cantati di Dave cambiano continuamente
umore ed intensità, la base ritmica, basso/batteria, è implacabile ed
avvincente, le chitarre sempre convincenti sia per i suoni che per le
soluzioni armoniche utilizzate.
Ascolto da molto tempo questo genere di musica, da tempi
decisamente non sospetti,da quando ancora il cosiddetto
emotional-hardcore, non era sulla bocca di tutti e non riempiva le
pagine dei giornali; penso quindi di poter dare un giudizio abbastanza
oggettivo ed oserei dire ferrato sul lavoro in questione. Certo
ascoltando i The Abner non possono non tornare alla memoria gruppi
creatori del genere come Thursday, Finch, Give Up The Ghost, Glassjaw e
molti altri ancora, oppure in alcuni momenti, folli genialità come gli
At The Drive In. Penso sia inevitabile, ma in tutto questo non è
riscontrabile, da parte mia, la sola voglia di emulare ma anzi la
volontà di personalizzare sempre e comunque le proprie sonorità,
risultando spesso freschi e dall'approccio vincente. Un piccolo
gioiello che ho avuto il piacere e la fortuna di scoprire, ma che
nessun altro dovrebbe lasciarsi sfuggire.
(Pasa - Ottobre 2006)
Voto: 8
Contatti:
Sito The Abner: http://www.theabner.com/
Sito Basick Records: http://www.basickrecords.com/