TEXTURES
Polars
Etichetta: autoprodotto
Anno: 2003
Durata: 56 min
Genere: techno cyber thrash
Sono lieto di rendervi partecipi all'ascolto del primo disco degli olandesi Textures, un malefico ibrido di cinque ragazzotti, gruppo all'esordio con questa release autoprodotta e completamente autoregistrata, vista l'esperienza in campo di un paio di elementi.
Il digipack (arrivatomi nel giro di tre giorni!) si presenta benissimo sotto la veste grafica, seppur praticamente privo di informazioni, e fin dal principio sorprende per la produzione perfetta, accurata e potente che il combo e' riuscito a regalarsi.
Immaginate un incrocio tra il thrash/death degli At The Gates, i riffoni di "Demanufacture" dei Fear Factory, la complessita' dei Meshuggah di "Destroy Erase Improve" e "None", cospargetelo di Cynic, servitelo con contorno di Townsend ed avrete un'idea di cosa racchiudano i sei brani del dischetto.
A parte l'intro ed outro della finale title track, suddivisa in tre parti delle quali la prima e la terza sono pezzi ambient totalmente di tastiera, i brani hanno un tiro della madonna spaventoso, roba impensabile viste le recenti uscite in campo thrash svedese; anzi, per dirla tutta, finche' non si arriva alla traccia numero sei, ovvero l'intro di "Polars", ci si trova massacrati senza soluzione di continuita' per cinque pezzi che filano via lisci come l'olio.
I riffoni meshugghiani, riproposti benissimo per struttura e dinamica, si intrecciano su una base ritmica di scuola Slayer, fondendosi ad una furia esecutiva che non ne intacca la precisione e la pulizia, tale da rimandare alla mente gli Strapping Young Lad per la violenza sprigionata. Gli inserti di tastiera, gelididamente atmosferici, fanno il resto, spezzando intelligentemente le ritmiche voraci per introdurre nuovi violenti riff, accompagnandoli di tanto in tanto per arricchire sapientemente la matrice sonora. Insomma, il parco idee del gruppo e' davvero variegato e dosato con maestria, ricorrendo ai massimi termini di efficacia a tutte le soluzioni dei gruppi ispiratori, tra ritmiche in-your-face, aperture ariose, estrema dinamica strutturale, riffoni spaventosi raccolti con la pala meccanica, aggiungendoci la personale atmosfera cyber fredda e asfittica rimandata alla mente dal titolo dell'album.
Se l'opener "Swandive" e' il manifesto di quanto detto prima (scaricatevi l'mp3 dal sito e sappiatemi dire), la parte centrale di "Polars" (oltre 18 minuti) e' la concentrazione di tutta la genialita' del gruppo, elevata all'ennesima potenza. La fusione del riff mesh con il thrash/death svedese qua giunge a compimento, in mezzo ad un continuo alternarsi tra assalti sonori imperniati su complesse intelaiature e placide contemplazioni, che nel finale sfocia nel punto piu' alto del disco, dominato da una sorprendente voce pulita che si staglia sopra un tappeto atmosferico dal pathos davvero elevato.
Sinceramente era da parecchio che non ascoltavo un disco cosi' efficace, dove il lavoro e la cura apportati contribuiscono a far rendere al massimo le sonorita' e gli obiettivi del gruppo, in grado di far godere seriamente l'ascoltatore.
Con 10 euro più spese postali ve lo assicurate, fateci un bel pensierino.
(Melix - Dicembre 2003)
Voto: 9.5
Contatti:
Mail: info@textures.nl
Sito internet: http://www.textures.nl/
Questo album mi ha colpito meno di quanto abbia fatto col Melix. E' fatto bene, nulla da obiettare su questo, però manca il guizzo vincente che mi fa esaltare. Secondo me i Textures dovrebbero trovare una strada più personale, non bastano gli stacchi melodici per allontanare gli spettri di Meshuggah e Strapping Young Lad. Con questo esordio hanno dimostrato di avere un gran talento, spero che ora cerchino di andare oltre alle proprie influenze. Comunque sia l'acquisto è consigliato, è un album di qualità.
(teonzo - Gennaio 2004)
Voto: 8