TESTAMENT
The New Order

Etichetta: Megaforce Records
Anno: 1988
Durata: 39 min
Genere: Thrash


Ecco un altro bel dischettino da recensire! Siamo di fronte alla seconda release del combo californiano, che fin da subito dimostra di aver di nuovo fatto centro! La musica proposta è un ottimo thrash, piuttosto tecnico e articolato, che presenta degli ottimi spunti melodici, nei quali i Testament erano dei piccoli mostri!! Le danze si aprono con "Eerie inhabitants" e subito si capisce che la band non scherza!! Il pezzo è violento e ti scuote fin da subito, lasciandoti annichilito a terra! Ma non c'è tempo per riposare, ecco subito "The new order" che arriva a prenderci a calci con le urla incazzuse di un Chuck Billy davvero in formissima (questo era il vero Chuck ragazzi, non quello degli ultimi album!!!!). Il basso potente di Greg Christian introduce "Trial by fire", altro pezzo strafigo, al quale segue "Into the pit", per anni un classico del gruppo, canzone violentissima, con un ritornello da urlare con quanto fiato in gola!!! La band ci concede una piccola pausa con una strumentale da brivido, "Hypnosis", nella quale troviamo un intreccio di chitarre davvero fantastico!! La classe non è acqua!!! Ma come si dice, la quiete prima della tempesta!!! Ed infatti ecco l'intro spaccaossa di uno dei pezzi più belli della band, sicuramente il più figo dell'album "Disciples of the watch", ispirata dal film "Grano rosso sangue", che vi consiglio di vedere!!! Questo pezzo è una figata tremenda!! Ha tutto quello che volete in un pezzo figo: grande assolo, basso pulsante e batteria schiacciasassi, voce potente e melodica!! Di più non so proprio cosa chiedere!!!!!!!!  Dopo questo orgasmo sonoro, l'album prosegue su buoni livelli. Da segnalare la cover degli Aerosmith "Nobody's fault", molto ben fatta e con un video davvero spassoso!!! I Testament qui erano all'apice della loro carriera, che secondo me comincerà ad arrestarsi già dal successivo "Practice what you preach". In questa fase il gruppo era davvero una spanna più in alto degli altri, e non stupisce che fu scelto dai Megadeth per aprire i loro concerti europei (insieme ai Sanctuary e ai Flotsam and Jetsam, immaginate che goduria?!). In definitiva un ottimo album, leggermente inferiore al precedente, ma allo stesso tempo più maturo e completo sotto alcuni punti di vista! Se amate il gruppo non potete non averlo già, se lo avete conosciuto solo con "The gathering" farete meglio a procurarvelo, giusto per capire che cosa fossero i Testament negli anni '80!!! Da avere!!!
(EvilEnry - Giugno 2002)

Voto: 9.5



Un ottimo album dei Testament, forse quello che tra tutti preferisco. Ci sono alcune killer song (Disciples of the Watch su tutte), e il livello medio dell'album e' molto elevato. Forse le sonorita' tendono un po' a ripetersi andando avanti con le tracce, ma e' un appunto minore. Questo album e' da suonare con le valvole dello stereo a temperatura da fonderia, con i vicini che chiamano la protezione civile intanto che voi fate headbanging contro la porta di casa. Skolnick ruleggia, ma il grande ritmico Peterson conduce le danze alla grande e insieme non ce n'e' per nessuno. Pezzi classici, che dal vivo ancora rendono e spaccano a distanza di tanti anni.
(Mork - Giugno 2002)

Voto: 8.5



Il mio secondo album preferito dei Testament. "Disciples Of The Watch" credo abbia l'intro più bella della storia del thrash, e da sola vale l'acquisto dell'album. Il lavoro di Skolnick è eccezionale, qui dà il suo meglio, però ci sono un paio di canzoni deboli che mi fanno abbassare la media dell'album. Comunque sia un classico che ogni thrasher deve avere a casa.
(teonzo - Giugno 2002)

Voto: 8.5