TESTAMENT
First Strike Still Deadly

Etichetta: Spitfire
Anno: 2001
Durata: 48 min
Genere: thrash


Come da sempre sostengo la storia va mandata a memoria senza discuterla e senza fare troppe domande in proposito... Ed ecco che ancora una volta la mia teoria viene dimostrata, i gloriosi Testament, capitanati dal grande indiano Chuck Billy, registrano con la produzione odierna ( se avete "the gathering" capirete cosa intendo per produzione odierna.. almeno per i testament...). Le canzoni sono sempre quelle, ma sentire capisaldi del thrash come "The preacher", "Over the wall", "Into the pit", non può fare altro che dimostrarmi che i Testament sono i signori del thrash, essendo gli unici che si sono andati sempre incazzando un disco dopo l'altro... (mah, da "The Legacy" a "The Ritual" mi sembrava il contrario, heheeh! nd teonzo) e questo è un pregio non indifferente. Sentire il grande indiano urlare come un ossesso dietro il microfono, mi ha fatto molto piacere, visto che si sta riprendendo da un male che lo aveva colpito di recente (a proposito di questo, non potete immaginare la mia tristezza nel sapere che Chuck Schuldiner ci aveva lasciato in uno dei più tristi giorni per l'universo metal e non solo. ). Ora sembra andare tutto ok, infatti a breve sembra che i nostri eroi dovrebbero rientrare in studio per un nuovo capolavoro di infuriato thrash ( alla faccia di chi li giudica un gruppo minore della bay area ! ). Cosa dire di più ? Alex Skolnick ritorna in veste di graditissimo ospite, cosi come lo storico Steve "Zetro" Sousa, che canta nelle "sue" canzoni: "Alone in the dark" e "reign of terror". Tutto qui, adesso mi aspetto che voi alziate quel vostro culone di marmo per correre dal vostro negoziante di fiducia per comprarvi una delle lezioni di storia più devastanti degli ultimi tempi.
(Noldor - Gennaio 2002)

Voto: s.v.



Non c'è molto da dire su quest'album: se avete amato queste canzoni 13 anni fa, le amerete ancora adesso. Io preferivo sinceramente il cantato originale, piu' "scream", anche perchè sono fra i pochi, credo, a non amare tantissimo il nuovo corso dei Testament, soprattutto per quanto riguarda la voce, appunto. Comunque i pezzi facevano godere nell'87 e nell'88 e fanno godere ancora adesso! Fa piacere risentire il caro Alex Skolnick (uno dei migliori chitarristi di sempre, a mio modestissimo parere) e il buon vecchio Steve "Zetro" Souza, anche se i miei complimenti vanno a quella bestia di batterista che risponde al nome di John Tempesta, eccellente quanto sottovalutato! Davvero esagerato: questo è davvero un musicista eccezionale, non mi spiego come mai nessuno lo citi mai tra i migliori! Se volete sentire pezzi conosciuti registrati in maniera decente, compratelo, se non conoscete ancora queste canzoni, procuratevi gli originali, a mio parere catturano meglio lo spirito dell'epoca!
(EvilEnry - Gennaio 2002)

Voto: s.v.



Come detto dagli altri sopra, questo è un CD destinato ai soli fan della band, purché abbiano apprezzato "The Gathering" e la sua produzione iperpompata. Io sono un nostalgico per quanto riguarda il thrash e preferisco le versioni vecchie. Chi non conosce i Testament secondo me farebbe bene a stare alla larga da questo CD, e comprarsi "The Legacy" e "The New Order", cercando bene basta aggiungere 3-4 euro al prezzo di FSSD per portarsi a casa quei due pezzi di storia.
(teonzo - Febbraio 2002)

Voto: s.v.



Alla fine mi sono convinto a comprarlo. Beh che dire... Potente e' potente, non ci sono santi che tengano. Una serie di martellate sui denti di chi non apprezza il genere e ascolta solo musica depressa che si spaccia per metal. La critica pero' devo farla, ed e' che questo disco puo' fare gola a chi non conosce la band e storce un po' il naso ad ascoltare il sound vecchio stile dei dischi originali. Allora questo cd puo' servire come appetizer per poi passare obbligatoriamente ai lavori originali. Io invece che i primi dischi li ho e me li godo di continuo, non trovo nulla di indispensabile in questa edizione in chiave moderna. Queste sono le versioni come ora i Testament le eseguono dal vivo, e se me le voglio ascoltare cosi' invece che in originale allora aspetto che tornino a ripresentarsi on stage come al Gods di Monza. In studio una canzone che e' stata fatta in un modo in quel modo deve rimanere per sempre!
(Mork - Febbraio 2002)

Voto: 6



Ascoltare Skolnick è un grande piacere, ascoltare Di Giorgio lo stesso, Chuck Billy è decisamente meno graffiante (ma si sa che problemi vi stanno dietro), la produzione è straordinaria e rende giustizia a dei grandi classici, ma in fin dei conti non è altro che una specie di 'best of' che nulla aggiunge a questo storico gruppo, lo celebra solamente com'è giusto che sia. Meglio tornare ad ascoltarsi gli album originali, più spontanei, genuini e scazzosi!
(Orion - Febbraio 2002)

Voto: 6.5