TERMINAL DESCENT
Manifesting The Present
Etichetta: Dark Black Musik Produktion
Anno: ????
Durata: 33 min
Genere: Death/Black/Doom Metal
Gli americani Terminal Descent non vogliono né "essere i più brutali", né
"dominare la scena"; vogliono solamente essere originali. E ci riescono, cavolo!
In questa recensione cercherò di non paragonare a nessuno i TD, sia perché la
cosa non è per niente facile, sia per rispettare il loro impegno nella ricerca
di una musica al di fuori degli schemi prestabiliti, che è sì Metal, ma, come lo
definiscono loro stessi, è un "Hybrid Metal", con un suono e uno stile alla
Terminal Descent.
Bene, partiamo dunque! Quello che colpisce subito
l'ascoltatore è prima di tutto un suono grezzo, specie nelle chitarre, e una
struttura dei pezzi davvero strana, ricercata e quasi mai banale (i momenti un
po' scontati si contano sulle dita di una mano); per questo "Manifesting The
Present" ha bisogno di diversi ascolti prima di essere interiorizzato e di diventare quindi godibile. Un genere di riferimento potrebbe essere un death
marcio mai troppo veloce, giusto per rendervi l'idea; a ciò però bisogna
aggiungere un po' di black (soprattutto nelle voci), di doom anni '90 e un certo
alone di mistero, come se ascoltando i TD vi venissero in mente rituali
iniziatici che si svolgono in delle catacombe fievolmente illuminate. La voce
alterna il growl allo scream (le fa lo stesso tipo), mentre la batteria elettronica non
è che sia programmata benissimo, infatti si sentono spesso errori, e comunque
anche il suono non è granché. Ah, dicevamo prima delle strutture articolate... ne
sono una prova "I Am That I Am" e "The Illusion Barrier", quest'ultima molto
cantilenata e cadenzata. In generale tutte le tracce hanno stacchi, riprese,
parti veloci, parti atmosferiche, assoli molto melodici... di carne al fuoco ce
n'è, fidatevi!
"Cultivating
The Demon Meme" ha un ritornello simpatico ("Go Fuck Yourself! Go Fuck
Your God!") e uno strano intermezzo, bello e suggestivo ma purtroppo totalmente
fuori tempo. Con "The Doctrine" abbiamo invece la prima delle 3 strumentali;
questa è la migliore, con un riff iniziale solenne molto doom e con una
bellissima parte centrale di tristi e avvolgenti melodie. Un bel riffone lo ha
pure la seguente "Taming Of Beasts", pezzo molto misterioso con un finale doom
(forse il brano migliore del disco). Dopo un intermezzo di strani rumori con
voci dall'oltretomba, arriviamo a "Manifest The Present", che ha un ritornello
molto Evol (eddai, un paragone fatemelo fare!) e una strana cantilena come
strofa, sembra il mormorare di accoliti incappucciati attorno ad un circolo di
pietre... da sentire! "The Prophet's Profit" è una canzoncina orribilmente lugubre,
sembra un accompagnamento perfetto per un funerale; ci sono anche qui delle
bellissime melodie (avrete capito che è una caratteristica dei Terminal Descent)
molto doom, mentre il pezzo va a finire con degli stacchi stranissimi che sono, a
dire il vero, un po' "a' cudda manera" (alla cazzo di cane!). Gli ultimi 2 pezzi
sono uno strumentale ("Subtle Misanthropy") e "Cryptic Demise" che, a dispetto
del titolo, mi ricorda vagamente la coppia Nightfall / Varathron.
Beh, dunque un bel disco, che va apprezzato con calma. Al
primo ascolto probabilmente lo toglierete dallo stereo prima che finisca, però
se andate a fondo penso che non ve ne pentirete: "Manifesting the Present" è un
lavoro originale, grezzo e con delle melodie azzeccate e bellissime. Un unico
appunto lo muoverei nei confronti della batteria elettronica, che è programmata
davvero male e toglie molto alla riuscita finale dei brani. Quindi, o la si
programma meglio, o si cerca un buon drummer! Per il resto, mi ripeto: proprio
un buon CD, particolare e con dei momenti davvero eccelsi. Consigliato!
(Randolph Carter - Ottobre 2002)
Voto: 7.5
Contatti:
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