TENHI
Airut: Aamuien
Etichetta: Prophecy Records
Anno: 2006
Durata: 52 min
Genere: prog rock acustico con influenze folk
Non è passato nemmeno un anno dall'uscita di "Maaäet" ed ecco ritornare
sul mercato i Tenhi con un lavoro nuovo di zecca. E sapete qual è il
bello? Che questo è anche meglio del precedente! "Airut: Aamuien", è
concettualmente la continuazione di un vecchio album della band,
"Airut: Ciwi", pubblicato nel 2001. Da un punto di vista musicale, le
idee contenute in questo nuovo album erano già state sviluppate nel
2004 (ovvero precedentemente allo stesso "Maaäet"), dato che,
inizialmente, doveva trattarsi di un semplice progetto parallelo,
chiamato Harmaa, poi, però, vista la buona qualità dei brani, la band
decise di utilizzare questi brani proprio con il nome di Tenhi e di
pubblicarlo come un vero e proprio album.
Prima di tutto, però, è necessario spendere due parole sulla genesi di
questo lavoro, che mi sembra particolarmente interessante. Non sto a
raccontarvi ancora tutta la storia della band, che potete
tranquillamente recuperare rileggendo la recensione di "Maaäet" fatta
da Hellvis, però vorrei ricordare alcune informazioni e considerazioni
fatte in quella recensione. Innanzitutto è utile ricordare la
formazione dei Tenhi, che nell'album precedente era composta da Tyko
Saarikko (voce, pianoforte, harmonium, sintetizzatore, chitarra e
percussioni), Ilkka Salminen (voce, chitarra, basso, harmonium e
percussioni) e Ilmari Issakainen (batteria, piano, chitarra e basso).
In secondo luogo vorrei riprendere un giudizio espresso da Hellvis
sulla musica dei Tenhi, in cui si diceva che la band, benché
promettente, non fosse ancora maturata completamente da un punto di
vista melodico. Bene, il nuovo "Airut: Aamuien", da questo punto di
vista, è un buon passo avanti.
I Tenhi, in questo album, decidono di attuare il loro cammino di
maturazione artistica agendo per sottrazione: in un mondo dove si è
erroneamente convinti che 'progressive' sia sinonimo di complicato e
cervellotico, i Tenhi percorrono la strada opposta, avvicinandosi di
più al minimalismo sonoro. Innanzitutto avviene una vera e propria
rivoluzione a livelo strumentale: mentre "Maaäet" era giocato su tutto
lo spettro delle sonorità acustiche, dalle chitarre ai violini, grazie
all'apporto dei tre polistrumentisti, in questo nuovo lavoro tutto il
lavoro viene affidato a Ilmari Issakainen, che si occupa di piano,
batteria e basso, ovvero gli unici strumenti che sentirete in tutto il
lavoro. Niente chitarre, niente violini, solo una base ritmica e un
pianoforte. Ad accompagnare la musica di Ilmari troviamo poi due voci,
la prima è quella di Tyko Saariko, già presente nei precedenti album, e
la seconda è quella di Janina Lehto.
I Tenhi, forse proprio per la scelta di utilizzare così pochi
strumenti, si trovano costretti a focalizzare con maggiore attenzione
le scelte melodiche, in modo da non lasciare buchi nella composizione.
La musica del trio, quindi, si mostra come un progressive rock
leggiadro ed intimista, in cui la componente folk rimane ancora più in
secondo piano rispetto al precedente lavoro, limitandosi quasi
interamente alla parte vocale dell'opera. Ilmari si rivela un pregevole
pianista: senza lanciarsi in funamboliche esibizioni, il musicista
riesce a dare vita ai tasti, valorizzando tutta la straordinaria forza
comunicativa dello strumento. Ora, io lo so: voi volete le chitarre, i
riff, ma fidatevi, pochi strumenti al mondo sanno raggiungere uno
spettro di emozioni così vasto e sfaccettato. La sezione ritmica, da
parte sua, punteggia di pulsazioni delicate tutto il CD, svolgendo un
ruolo sempre discreto rispetto al pianoforte (protagonista assoluto
dell'album), ma fondamentale per l'economia generale dei pezzi. Infine
bisogna spendere qualche parola per le due voci, una maschile e l'altra
femminile, che accompagnano la musica declamando nenie in lingua
originale dal forte sapore folk.
Non avrebbe senso estrapolare un brano piuttosto che un altro per
segnalarvelo: "Airut: Aamuien" è uno di quei lavori che va ascoltato
nella sua interezza, tutto di fila. I brani si susseguono ora puntando
su melodie triste fatte di gocce di pianoforte, ora su movimenti più
sostenuti e gravi, mantenendo sempre e comunque un'atmosfera
crepuscolare e meditativa. Personalmente ho apprezzato tantissimo
questo lavoro, ma mi sento comunque in dovere di fare un piccolo
appunto alla band per quanto riguarda le parti vocali: onestamente sono
convinto che bisognerebbe variegare un po' questo aspetto. Le linee
melodiche dei due cantanti sono un po' troppo atone, poco comunicative
nel loro essere volutamente esili e spoglie. Non metto in dubbio che
questa sia una scelta, ma temo che il risultato finale non raggiunga
l'obbiettivo prefissato.
Detto questo, comunque, ribadisco il valore di questo disco, che apre
delle grandi aspettative per quanto riguarda il prossimo lavoro, ovvero
la conclusione della trilogia di 'Airut'. Stando alle anticipazioni
della band, lo stile dovrebbe avvicinarsi nuovamente a quello di
"Maaäet", con tutti gli strumenti acustici al completo. Personalmente
sono convinto che se riusciranno a mettere in pratica anche nel
prossimo disco l'equilibrio raggiunto in questo, allora forse si potrà
davvero gridare al miracolo. Per ora è stato fatto un bel passo avanti.
Non lasciatevelo sfuggire.
(Danny Boodman - Settembre 2006)
Voto: 8
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Sito Tenhi: http://www.tenhi.com/
Sito Prophecy Records: http://www.prophecy.cd/