TENEBRARUM
Voices
Etichetta: Mondongo Canibale
Anno: 2006
Durata: 56 min
Genere: gothic metal
Quando si pensa al gothic metal, automaticamente si pensa a paesaggi
ombrosi, grandi cattedrali, antiche rovine e vecchi cimiteri; si
ricorda il romanticismo inglese, lo stile architettonico, i landscape
dipinti meravigliosamente da Friedrich... insomma, in poche parole, il
gotico ci parla dell'Europa e, in particolar modo, delle regioni
settentrionali. Comunque sia, una cosa è certa: il gothic metal non fa
sicuramente pensare ad una nazione come la Colombia! Eppure anche in un
paese latino abbondano anime malinconiche che si rifanno a quella
scuola di cui Paradise Lost, My Dying Bride ed Anathema erano gli
indiscussi maestri.
È il caso dei Tenebrarum, gruppo colombiano (appunto...) piuttosto
noto in patria, che ormai ha pubblicato qualcosa come sette album.
"Voices", nella nuova edizione della Mondongo Canibale, è la ristampa
del loro ultimo lavoro e vuole essere un po' il vertice della loro
carriera.
Sfortunatamente, anche dopo numerosi ascolti, non posso dire di essere
rimasto affascinato dalla proposta del gruppo, che paga lo scotto di
non avere una vera e propria tradizione alle spalle, finendo per
riciclare pedissequamente quegli stilemi classici che provengono dal
mondo europeo. Certo, non tutto è da buttare via, anzi, i Tenebrarum
hanno senza dubbio un buon punto di forza nella persona del violinista
David Rivera, che caratterizza molto bene il sound della band.
L'abilità del musicista si sente soprattutto nel non cercare di copiare
quanto fatto da altri gruppi dello stesso genere. Tanto per fare un
esempio: se un Martin Powell nei My Dying Bride utilizzava il violino
per creare meravigliose linee melodiche, strazianti e tristissime, nei
Tenebrarum lo stesso strumento ha un ruolo più dinamico e quasi
'vivace' (nei limiti del genere), conferendo alle composizioni un po'
di quella verve che manca in tutti gli altri strumenti. Nonostante
questo, comunque, i soli interventi di violino, per quanto pregevoli,
non riescono a risollevare del tutto una situazione che sembra non
trovare altri spunti degni di nota. Non è un caso, infatti, se gli
unici momenti entusiasmanti del CD sono proprio gli intermezzi
strumentali ("Sadness" e "*", oppure un brano come "Visions", dotato di
un qualcosa di sensuale e avvolgente che fa funzionare il tutto.
Non è nemmeno semplice cercare di trovare dei veri e propri 'capri
espiatori': i Tenebrarum suonano discretamente bene e scrivono canzoni
che si lasciano ascoltare, ma il tutto suona stranamente pesante, vuoto
e privo di quello spessore che invece dovrebbe contraddistinguere
questo genere musicale. Probabilmente la causa principale di questo può
imputarsi al lavoro delle chitarre e alle linee vocali: il primo,
infatti, risulta un po' troppo banale, privo di guizzi interessanti ed
eccessivamente legato a quanto fatto da altre band di maggiore calibro;
le seconde, invece, risultano troppo monocordi, con la voce di Juan
Carlos Henao a fare da improbabile anello di congiunzione tra James
Hatfield e Darren White.
Almeno stando a quanto ascoltato in "Voices", quindi, temo che i
Tenebrarum, giunti ormai al settimo disco, stiano rischiando di
rimanere confinati in quel limbo in cui gravitano le band incapaci di
elevarsi sopra la media: i loro dischi continueranno ad essere
un'interessante aggiunta per tutti i maniaci del genere, ma
difficilmente riusciranno a passare alla storia come degli episodi
imperdibili.
(Danny Boodman - Giugno 2007)
Voto: 6.5
Contatti:
Mail Tenebrarum: tenebrarumx@yahoo.com
Sito Tenebrarum: http://www.tenebrarumband.com/
Sito Mondongo Canibale Records: http://www.mondongocanibale.com/