TEFRA
The Last Dance

Etichetta: Northwind Records
Anno: 2005
Durata: 49 min
Genere: doom metal


Il doom è un genere tanto affascinante quanto difficile da interpretare. Pochi, infatti, sono coloro che riescono davvero a ricreare quello spirito di funerea pesantezza che rende così comunicativi i lavori di questo genere. Costoro sono in grado di vibrare ogni singola nota direttamente nello stomaco dell'ascoltatore, soppesando ogni suono con la giusta intensità, cavalcando con agilità quel limite sottile che sta tra la dissonanza cacofonica e noiosa e l'arte di creare mondi disturbanti, popolati da incubi.
Facciamo un esempio classico ma perfettamente adatto all'occasione: il brano che dà il nome ai Black Sabbath. Quelle tre note (che spero tutti abbiate presente, altrimenti interrompete la lettura all'istante e andatevi a comprare l'album. Di corsa!) hanno mantenuto una forza evocativa straordinaria e risuonano inquietanti e diaboliche adesso come 36 anni fa.
I Tefra hanno ascoltato per anni la musica dei Sabbath, così come tutti gli altri capisaldi del genere dagli anni '70, fino alla corrente più moderna ed epica resa perfetta dai Candlemass, tentando di raggiungere lo stesso livello di perfezione e di forza espressiva. Purtroppo, però, non ci sono riusciti.
Questa band inglese inizia a muovere i suoi primi passi intorno al 1996, anno in cui viene pubblicato il loro primo demo. Nel 1999 i Tefra (il cui nome è la parola greca per 'le ceneri dei morti') danno alle stampe un secondo demo, intitolato "Carved In Mind". Arriviamo così al 2002, in cui il gruppo decide di concretizzare una prima uscita discografica ufficiale, registrando un MCD presso i Fat Man Studio di Birmingham (una città a caso...) intitolato "7/10th To Madness". Il buon successo di questo lavoro riesce a fruttare ai Tefra un contratto con la nostrana Northwind Records che arriva a pubblicare nel 2006 il primo full-length della band, "The Last Dance".
Ed eccomi qui, dunque, a parlare di questo primo album dei Tefra, un album che, onestamente, non è riuscito a convincermi in nessuna sua parte. La band, infatti, si limita a seguire pedissequamente le linee guida tracciate dalle band nominate in precedenza, senza mai dare un apporto personale ai pezzi e senza cercare anche solo di staccarsi da tutti i cliché del caso. La sezione ritmica si assesta sui soliti tempi rallentati (e vabè, ci mancherebbe, questo è legittimo), senza però ricreare quel groove, quelle vibrazioni che rendono ogni colpo di batteria ed ogni nota di basso un vero e proprio rintocco funebre; le chitarre macinano con poca convinzione tutto il repertorio del Riffmaster, Tony Iommi, e la voce... ecco, qui c'è proprio da mettersi le mani nei capelli. Il cantante dei Tefra, Christos Tsostos, cerca in tutti i modi di imitare Ozzy Osbourne, senza riuscire nemmeno vagamente ad avvicinarsi alla forza interpretativa del Madman. Il povero Tsostos innanzitutto viene penalizzato da un inglese dalla forte pronuncia straniera, in più riesce davvero ad appiattire tutte le linee vocali con una performance priva di qualunque spessore. Giuro, l'immagine che mi è venuta è stata quella di un cantante nervoso e teso, che con il foglietto dei testi in mano si avvicina al microfono per registrare con voce tremante una imitazione di Ozzy. In poche parole, mi sembrava quasi che Tsostos fosse così impegnato a non sbagliare le linee vocali da ignorare completamente il lato interpretativo della performance.
Anche sulle canzoni in sé non ho trovato un granché a cui attaccarmi per trarre qualche commento positivo: basti pensare che, anche dopo numerosi ascolti, non mi è rimasta in testa una linea melodica che sia una. Le otto tracce del CD, come dicevo, non fanno altro che rubacchiare le idee di Black Sabbath e Candlemass, puntando molto sulle melodie lamentose e su qualche momento atmosferico dato dagli arpeggi di chitarra. Praticamente inesistenti le accelerazioni, che invece rendono ancora più efficaci le band di ispirazione, lasciando che a farla da padrone sia l'incedere monotono e lamentoso della voce di Tsostos.
Insomma, mi spiace per l'etichetta italiana, ma a mio parere questa volta la scelta non è ricaduta su una band di valore. I Tefra sono ancora troppo legati alla ripetizione asettica delle idee altrui e al momento non hanno mostrato grandi idee. Le capacità potrebbero anche esserci e, chissà, magari col prossimo disco la band tirerà fuori la grinta necessaria ma, almeno per adesso, il giudizio non può che essere negativo.
(Danny Boodman - Gennaio 2006)

Voto: 5.5


Contatti:
Mail Tefra: apotefrosis@hotmail.com
Sito Tefra: http://www.tefra.org/

Sito Northwind Records Records: http://www.northwindrecords.com/