TAO MENIZOO
So Blind
Etichetta: autoprodotto
Anno: 2007
Durata: 61 min
Genere: metal estremo, tecnico ed alternativo
I Tao Menizoo sono francesi, e si sono formati nel 2000. Nel 2003, la
band ha pubblicato il primo album, che ha ottenuto buone recensioni ma
ha sofferto, ahimè, di una distribuzione inesistente.
"So Blind" è il secondo lavoro di questo gruppo, totalmente
autoprodotto, se si esclude il mastering avvenuto in uno studio
professionale.
La copertina del promo in mio possesso è tutta nera, col logo dei
Teo Menizoo al centro. In alto vi è il titolo, scritto in braille (un
braille per modo di dire, i caratteri non sono in rilievo).
La formazione che ha inciso il CD è la medesima del disco
precedente, vale a dire RNN al basso, TTF alla chitarra ed ai cori, LH
alla voce ed alla chitarra e KSH alla batteria, alle percussioni ed ai
cori.
Cerchiamo di scoprire insieme, quindi, cos'hanno da proporci i Tao Menizoo in "So Blind".
Il suono sguaiato della chitarra aggredisce l'ascoltatore alla
gola, e la band al gran completo si unisce al massacro, dando vita ad
un brano introduttivo breve e violentissimo: "Words Of Wrath". Su tutto
spiccano le urla rozze ed efficaci del cantante.
"Deathwish" parte in maniera decisamente rabbiosa, anche se il
ritmo è piuttosto cadenzato e strisciante. Anzi, le bordate delle
chitarre hanno un qualcosa di marziale. L'arrangiamento è arricchito da
effetti sonori malsani, che a volte possono sembrare semplici
interferenze o il suono di una vera e propria tastiera. Il loro ruolo è
comunque limitato, visto che i protagonisti principali sono
esclusivamente voce, chitarra, basso e batteria. I vocalizzi ritmici
del cantante aumentano il groove della composizione, tesa e cattiva, ma
che si concede anche qualche apertura melodica. Sono frequenti i
passaggi ritmici di matrice thrash, che comunque tradiscono influenze
anche industrial.
La qualità di registrazione è davvero buona, e mi complimento con
i Tao Menizoo per il risultato ottenuto. Il suono è rozzo ed esplosivo,
ma al tempo stesso ogni strumento si sente nitidamente.
La title-track è un brano carico di groove, dal ritmo lento ma
deciso. L'arrangiamento è relativamente semplice, proprio perchè il
gruppo punta sull'impatto. Infatti "So Blind" è una canzone davvero
cattiva, caratterizzata da esplosioni chitarristiche di notevole
spessore, che rendono il ritmo ancora più pesante. In più, lo stile
vocale sofferto e soffocante del cantante aumenta il potere soffocante
del brano. Dopo qualche apertura melodica, il ritmo diventa più agile
ed anche l'arrangiamento si fa meno pesante. E' però una questione di
istanti, perchè si sviluppa un crescendo distruttivo che porta la
musica ai livelli massimi di potenza.
Il campionamento di un coro spettrale introduce "My Funeral", che
sorprende per la sua apertura melodica. Le chitarre sembrano assopite
per qualche momento, mentre la voce pulita intona una melodia di facile
presa. L'atmosfera è rilassante, quasi sognante. Presto però le
chitarre si fanno di nuovo nervose, sebbene rimanga una certa calma di
fondo. La voce ritorna al growling ed i riff, spesso di matrice death o
thrash, sembrano sul punto di trasformare il brano in qualcosa di più
aggressivo, ma vengono assorbiti dal senso di relax generale. La
contrapposizione tra violenza repressa e calma instabile rende "My
Funeral" davvero straniante. Un equilibrio così labile che, ad un certo
punto, la rabbia esplode cieca, e ci vogliono un bel po' di battute
prima che la tranquillità e la melodia riprendano il sopravvento.
Quali influenze sono riscontrabili nella musica dei Tao Menizoo?
Beh, questo è davvero un casino. Sicuramente il gruppo parte da un
background estremo, thrash e death in particolare, al quale ha
progressivamente mescolato le derivazioni più moderne dei generi. Si
possono quindi trovare le esplosioni di chitarra di certo power/thrash,
le derive post-thrash, molte suggestioni industrial. Per fare paragoni
potrei scomodare i gruppi più disparati, dagli Strapping Young Lad ai
Prong, ai Ministry e così via, senza però che nessuno di tali gruppi
rappresenti un termine di paragone definitivo per Tao Menizoo. "Not
Even God" è un episodio significativo in merito: parte con un ritmo
incalzante, riproponendo le caratteristiche stilistiche delle canzoni
precedenti, senza pareggiarne la pesantezza. E quando sembra assestarsi
su territori thrash moderni, ecco partire una sezione strumentale
melodica ed affascinante. I suoni creati dalle chitarre, su un giro
ripetitivo di basso, suggeriscono melodie strane ed incredibili
immagini ipnotiche. Si tratta quindi di una breve ed inaspettata
parentesi psichedelica, un sogno dal quale veniamo strapparti dal
ritorno delle ritmiche decise ed arrabbiate.
"Thrill Of Flesh" ci sbatte al muro con una potenza ed una
freddezza che fanno molto Prong, salvo poi aprirsi in melodie moderne e
asfittiche. E' la pesantezza a farla da padrona in questo brano, che
sembra voler esplodere, ma i cui sfoghi non sono mai completamente
liberatori. Infatti il ritmo accelera, ma mai in maniera definitiva, e
lo stesso può essere scritto delle melodie, sempre abbozzate ma mai
decise e continue. Il finale è un tripudio di violenza.
"Time Has Come" è davvero una bella composizione, che mescola
brutalità ad una melodia compiuta di notevole effetto. L'arrangiamento,
azzeccatissimo, coniuga alla perfezione violenza e raffinatezze
stilistiche. Quando picchiano infatti, i Tao Menizoo, sono
assolutamente antimelodici. Quando però partono i coretti, con la loro
melodia strascicata, ed il gutturale in primo piano, il brano assume un
fascino tutto suo. Ecco, questa canzone può essere definita come
"affascinante": niente melodie trite e ritrite, niente scelte
compositive di furbizia. Qui c'è originalità, ispirazione,
indipendenza. Davvero grandiosi, in questo frangente!
"Obey" è l'ennesima prova di potenza del gruppo, cazzuta e dalla ritmica complessa. Il cantante urla la parola "Obey!"
con insistenza crudele, e il tutto risulta dannatamente convincente.
Tra l'altro, mi stavo dimenticando di sottolineare i frequenti passaggi
tecnici, o l'utilizzo di tempi dispari, di chiara ispirazione
progressive. Proprio queste ritmiche spezzate creano un senso di
disagio difficile da dissipare.
"My Reign" ha un incedere inaspettatamente accattivante (la strofa
potrebbe quasi sembrare alla White Zombie!), che però si risolve su un
ritornello facile ma non eccessiamente mainstream. "My Reign" potrebbe
essere utilizzato come eventuale singolo, proprio perchè è una canzone
all'apparenza più accostabile delle altre, almeno come accostamento
ritornello/strofa. Si segnala poi una seconda parte strumentale.
"Crushed By Illusion" inizia in maniera molto rilassata, quasi
psichedelica, con un ritmo lento, un giro monotematico di basso, e
vocalizzi femminili in sottofondo. All'entrata in scena della voce, con
le chitarre più incazzate e gli immancabili effetti sonori, "Crushed By
Illusion" assume connotati quasi cyberpunk (come suggestioni, più che
come caratteristiche stilistiche). La canzone poi si fa più varia, pur
mantenendo una lentezza disturbante, salvo poi accelerare verso la
fine. Non è una delle traccie più emozionanti, ma è comunque un'altra
dimostrazione di talento.
In "Southern Cross" i germi thrash sembrano voler saltare fuori
con prepotenza, potenziati dalla pesantezza death metal. Ed infatti, la
canzone risulta accattivante pur non toccando vertici di velocità
assoluta. Il ritmo, perennemente in cambiamento, gioca all'inseguimento
con i vari riff, stilisticamente diversi e curiosi. L'arrangiamento,
come al solito, è impeccabile: potenza e raffinatezza vanno a
braccetto. Il gruppo non dimentica che il metal sia grinta, impatto e
forza. Proprio per questo, non ha intenzione di cedere a tentazioni di
morbidezza, e le sue raffinatezze vanno ricercate sotto la dura scorza
delle chitarre distorte.
"Never Get Me" è una canzone di buona fattura, melodica, che nulla aggiunge e nulla toglie a quanto ascoltato fino ad ora.
"Mind Control Cults" ha dalla sua parte un ritmo veramente
coinvolgente, nervoso e ben strutturato, che lega alla perfezione con
la melodia tesa ed oscura. I Tao Menizoo hanno un songwriting libero,
ragionato ma che nasce dalla pura ispirazione. Ed i musicisti sono
professionisti seri ed abili, impeccabili in ogni loro azione. Per
questo che anche "Mind Control Cults" non tradisce, anzi, conclude il
CD nel migliore dei modi.
"So Blind" è un gran bel disco. I Tao Menizoo ci hanno messo ben
quattro anni per completarlo, ma ne è valsa la pena. Questo gruppo è
una voce indipendente e creativa, un altro talento del ricco
underground francese. Talvolta si avvertono dei cali di tensione, e
alcune canzoni non sono allo stesso livello di altre. Però la stoffa
c'è, e la strada che il quartetto sta percorrendo è quella giusta. Vi
invito a visitare il sito ufficiale del gruppo, oppure il loro MySpace (http://www.myspace.com/taomenizoo) per farvi un'idea diretta della loro musica, in caso aveste ancora qualche dubbio dopo aver letto questa mia recensione.
(Hellvis - Giugno 2008)
Voto: 8
Contatti:
Mail: info@taomenizoo.com
Sito internet: http://www.taomenizoo.com/