TALES OF DARK
Fragile Monuments
Etichetta: Solitude Prod.
Anno: 2006
Durata: 69 min
Genere: gothic/doom metal
I Tales Of Dark vengono dalla Serbia, dove si sono formati nel 2001.
Dopo aver pubblicato il demo "U Kori Tame" nel 2003, la formazione ha
subito uno stravolgimento: via quattro membri e dentro altrettante
novità. La formazione attuale consiste in Nikola Cavar alla chitarra e
Arpad Takacs alla voce (ambedue anche negli Anguish Sublime), Davor
Mendzildzic alla tastiera, Kristijan Zadovski all'altra chitarra,
Jovana Karajanov alla voce, Darko Stojanovic alla batteria e Andras
Ispan al basso.
Tra il gennaio ed il febbraio del 2005, il gruppo si è recato allo
studio Dream per registrare "Fragile Monuments", l'album d'esordio. Al
posto di Andras, il ruolo di bassista era ancora ricoperto da Svetlana
Radeka.
La copertina dell'album è molto suggestiva, in linea con lo stile
musicale proposto del gruppo. I colori sono caldi, in uno spettro che
varia dal giallastro all'ocra, a tonalità più scure. In un cimitero,
una donna velata sta vergando qualcosa con una penna d'oca. Alle sue
spalle, un angelo sta suggerendole il testo all'orecchio.
Il libretto, di otto facciate, contiene tutte le liriche:
l'inglese è ottimo, e i versi evocano immagini di malinconia, di
sentimenti a metà strada tra l'astio e la compunzione. Spesso e
volentieri ci sono riferimenti ad immagini luciferine, nell'accezione
più miltoniana del termine.
Dunque, confezione ottima (la Solitude Prod. ci ha abituati bene), testi interessanti e significativi... e la musica?
Beh, se "Fragile Monuments" venisse ascoltato superficialmente o,
come fanno molti pessimi recensori, se ne ascoltassero venti secondi
qua e là, e qualche minuto in più per quei passaggi che risveglino la
loro attenzione, il giudizio sarebbe netto ed implacabile: questi
ragazzi copiano a piene mani dai My Dying Bride! Beh, la prima parte
dell'opener "Via Descendens" deve infatti molto, se non tutto, alla
band inglese. Stesso incedere, le medesime successioni armoniche, la
voce di Arpad che ricorda, come timbro ed interpretazione, quella di
Aaron Stainthorpe. Su questo non ci piove, dato che l'impressione si è
consolidata in certezza con gli ascolti successivi. Anche in "Towering
Grief Behemoth", la fonte di ispirazione è molto palese. Passaggi che
richiamino i My Dying Bride sono sparsi in ogni dove come le erbacce in
un orto. Un'influenza così evidente, innegabile, in grado di saltare
all'orecchio anche ad ascolti superficiali, è senza dubbio un difetto.
Perciò, il pessimo recensore "da catena di montaggio" non sbaglierebbe
mettondolo in evidenza.
Fermarsi qui, però, sarebbe un grande errore. Io non apprezzo questo
metodo di lavoro, e lo stesso vale anche per gli altri recensori di
Shapeless, perchè credo sia una mancanza di rispetto nei confronti di
gruppi ed etichette. Ma anche perchè è impossibile dare un giudizio
competente in questo modo. E' come recensire un libro leggendone una
pagina ogni trenta. E' come commentare un quadro guardandone di
sfuggita la fotocopia in bianco e nero, ed in piccole dimensioni. Sì,
perchè sebbene la musica dei Tales Of Dark sia penalizzata da questo
difetto molto evidente, ha dalla sua anche delle buone idee ed un
ottimo potenziale evocativo.
La loro proposta musicale è variegata, ma mantiene sempre è comunque
uno stile coerente. Arpad non si limita a mormorare versi carichi di
decadenza, con linee melodiche disperate, ma si esibisce anche in un
gutturale di tutto rispetto. Alla sua voce si unisce spesso quella di
Jovana, sempre pulita e melodicamente ineccepibile. Nonostante
l'utilizzo di una voce maschile ed una femminile, il gruppo non cade
nei classici clichè che hanno reso un po' noiosa questa alternanza. Al
contrario, la musica continua ad essere disperata e pesante, e non cede
mai alle tentazioni di un gothic all'acqua di rose.
Le tastiere non sono mai prepotenti, ma fungono da collante tra le
bordate delle chitarre ed una sezione ritmica precisa ed espressiva. In
genere il gruppo non pigia mai sull'acceleratore (beh, bella
scoperta!), preferendo tempi distesi e carichi d'emozione. Alcune volte
però riescono ad incattivirsi, accelerando in maniera imprevista
avvicinandosi a quello che, al giorno d'oggi, viene volgarmente
definito come black sinfonico e melodico. Come nel caso di "Of
Grandiose Fevers And Passion Arcane", ad esempio.
L'originalità non è il forte dei Tales Of Dark, che però si difendono
bene in quanto ad espressività. E professionalità, visti i suoni
perfettamente bilanciati ed un equilibrio compositivo notevole. Il
gruppo sa suonare questo genere musicale, ha la giusta attitudine e
tali pregi sono indiscutibili. Rimane il rammarico per l'eccessiva
adesione, in taluni passaggi, al modello dei My Dying Bride:
un'adesione così evidente da far alzare un sopraciglio per il
disappunto. Dovrebbero riuscire a personalizzare di più il proprio
stile: questo sarebbe il vero salto di qualità. Le basi per far
qualcosa di buono ci sono tutte. Basta solo ritoccare le cose che non
vanno, ed allora i Tales Of Dark riusciranno a dire la loro anche in
ambito internazionale.
(Hellvis - Gennaio 2007)
Voto: 6.5
Contatti:
Mail Tales Of Dark: info@talesofdark.net
Sito Tales Of Dark: http://www.talesofdark.net/
Sito Solitude Prod.: http://www.solitude-prod.com/