TALES OF BLOOD
Range Of Gore (MCD)

Etichetta: Eld Production
Anno: 2002
Durata: 25 min
Genere: Death Metal


I Tales Of Blood nacquero come trio nel lontano 1993, per poi sciogliersi quasi subito. Nel 1998 la band si riformò con l'aggiunta di un quarto membro, adottando il monicker Bloodbath, che mantenne fino al 2000, quando venne nuovamente cambiato in Tales Of Blood.
Nel 2001 registrarono il primo demo; successivamente entrò nel gruppo un secondo chitarrista e con questa formazione (Nyv alla voce, Guil al basso, Sam e Valr alle chitarre e Fab alla batteria) venne registrato un secondo demo, che però non venne mai distribuito. Dopo alcune date live la band entrò in studio nel 2002 per la registrazione di questo MCD dal titolo "Range Of Gore" appunto.
L'intento dichiarato dalla band è quello di suonare death metal primitivo, basato su mid tempo da headbanging, privo di melodia, bensì crudo, semplice e brutale, senza la pretesa di essere originali. Questa è effettivamente la sensazione che si ha ascoltando "Range Of Gore": ciascuna delle sei canzoni contenute in questo mini è basata su riff lenti e pesanti e su una sezione ritmica piuttosto essenziale. La voce è, ovviamente, il più classico dei growl death metal, anche se di tanto in tanto il cantante si prodiga in qualche scream.
L'opener "Tales Of Blood" racchiude in sè tutti gli elementi caratteristici della musica suonata dal gruppo: riff piuttosto semplici, sezione ritmica pesante, rare sfuriate in doppia cassa, voce gutturale e abrasiva.
"Burst Of Violence" parte ancora più lenta, per poi sfociare in un mid tempo granitico; questa canzone a mio avviso risulta la più convincente dell'intero lavoro, ma è solo una questione di gusti. Nel finale si sentono le grida di una donna in preda al terrore.
"Corpse Blazing Mass" ripercorre le orme delle precedenti, con la doppia cassa maggiormente in evidenza e certi riff suonati a velocità più sostenuta, anche se distanti anni luce dai tempi grind classici. Buona l'idea di utilizzare armonici artificiali nel riff portante (perché non farlo più spesso?), tuttavia la scelta abbastanza discutibile dei suoni finisce per omogeneizzare il tutto, cosicché anche questa canzone risulta del tutto simile alle altre.
"Addicted To Flesh" è interamente basata su un mid tempo cadenzato, soffocante, ma non riesce a scuotere l'ascoltatore come dovrebbe: anche in questo caso la produzione non proprio all'altezza penalizza molto il risultato finale.
"Skilled Stabber" ricorda molto "Burst Of Violence": in questa canzone emerge il lato più 'catchy' e apprezzabile del gruppo. Questo è uno dei pezzi più trascinanti, caratterizzato da riff con un tiro leggermente maggiore e un cantato un po' più aggressivo.
La conclusiva "Food Surgery" incorpora qualche novità a livello di effetti di chitarra, ma in sostanza non si discosta dalle altre canzoni.
I testi sono basati su sangue, carneficine e smembramenti vari, il tutto condito con una certa dose di humor.
Come detto, "Range Of Gore" risente molto di una produzione non ottimale: non intendo dire che uno strumento prevalga sugli altri, però il volume della registrazione è troppo basso e sbilanciato (nell'equalizzatore del mio stereo i medi compaiono abbastanza di rado), le chitarre non hanno un suono aggressivo come dovrebbero, infine la batteria risulta troppo prevedibile e monotona per dare ai pezzi quella pesantezza che dovrebbero avere.
L'idea di suonare death metal lento e grezzo è di per sè buona, manca però un pizzico di personalità nelle canzoni, tutte troppo simili. Che senso ha avere in formazione due chitarristi che suonano esattamente le stesse note? A mio avviso l'inserimento di qualche assolo e qualche variante nei tempi della batteria avrebbe certamente giovato a questo MCD. Probabilmente dal vivo le canzoni hanno un impatto molto maggiore.
"Range Of Gore" comunque risulta piacevole e merita almeno un ascolto, specie da parte degli amanti del genere.
(BRN - Aprile 2003)

Voto: 6.5


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