TADASHI GOTO
Innervisions

Etichetta: ProgRock Records
Anno: 2008
Durata: 59 min
Genere: progressive metal / fusion


Ladies and gentlemen, madames et monsieurs, ecco a voi il circo futurista di Tadashi Goto! Shredding rombante, suoni sintetici, melodie semi-inesistenti e tecnica strabordante! Venite, siori, venite!
Mi spiace, ma non ci posso fare niente: io ci provo ogni volta a mettermi nella giusta predisposizione, ma alla fine finisco sempre a pensare a questo. Il circo.
Tadashi Goto è un tastierista virtuoso che fin da piccolo cresce a pane e musica classica, ma ben presto, come succede spesso in questi casi, finisce chissà come a giocare coi sintetizzatori e così ci ritroviamo tra le mani un CD che con la classica non c'entra assolutamente niente. Suoni cibernetici a manetta, tastierone pacchianissime, assoli velocissimi in pseudo-moog (magari fosse un vero moog!) e un sacco di velocità fine a sé stessa. Dopo un primo album di esordio, "Soundscapes" (2005), Tadashi decide di mettere insieme il solito cast di acrobati e quindi eccoci qui a parlare di "Innervisions", che vede la presenza alle chitarre di gente del calibro di Ty Tabor, Sean Conklin e Chris Poland; mentre al basso mostri come Tony Levin, Tony Franklin e Randy George. Insomma, il solito congresso di giganti dello strumento che partoriscono un prodotto che a mio parere è solo vuoto pneumatico.
D'altra parte, siccome devo cercare di essere il più obbiettivo possibile, vi faccio giusto una premessa: tanto per capirci, Tadashi Goto può essere descritto come un incrocio tra il Vitalij Kuprij più debordante e gli ultimi Loudness di Akira Takasaki. Tradotto per chi non conoscesse i due personaggi in questione, un prog metal ipertecnico, pieno di assoli e sintetizzatori, il tutto riletto con una velocità metal supersonica e suoni cupi di chitarra e basso. Se questo quadretto stilistico vi ha fatto pensare 'fiiicoooo', allora fermatevi qui e ordinate questo CD: andrete in estasi per il concentrato di tecnica debordante e l'alto tasso di partiture intricate.
Se invece, come il sottoscritto, avete pensato 'ommadonnasanta...', allora state lontano da questo CD come se fosse un appestato, perché qui troverete una non-musica che francamente non si riesce a inquadrare in altra maniera se non come, appunto, un acrobata che continua a dirvi: 'ehi, ma quanto sono bravo? Eh? Eh? Eh?'.
Francamente la recensione la chiuderei anche qui, ma siccome cerchiamo sempre di essere esaurienti in quello che scriviamo, mi soffermo su qualche brano a mio parere più interessante: fermo restando che la maggior parte del CD suona tutto uguale a quello che dicevo prima, vi segnalo giusto "The Cycle Of Suffering", che ha un minimo di senso compiuto e dà effettivamente una scossa di energia, anche grazie ad un briciolo di melodia in più; "Inner Circle" e "Inner Peace", dove il tastierista rallenta un po' i toni e crea due brani più ariosi, con il piano e le tastiere a disegnare una melodia avvolgente e curata; oppure "Werther Effect", più dinamica e giocata sui chiaroscuri, invece che su un unico registro.
A questo punto, come sempre, sta a voi scegliere cosa preferite: personalmente penso che, se proprio vi piace il solismo debordante delle tastiere, il virtuosismo e l'esecuzione intricata, allora ci sono veri maestri come Keith Emerson o Rick Wakeman, che saranno un po' più datati come suoni, ma almeno sapevano creare delle composizioni musicali vere e proprie, invece che semplici esercizi di tecnica. Se poi, meglio ancora, volete ascoltarvi qualcosa di un grande tastierista che ha studiato musica classica e poi non è impazzito, là sullo scaffale c'è sempre "Pictured Within" di Jon Lord...
(Danny Boodman - Gennaio 2009)

Voto: 5


Contatti:
Mail Tadashi Goto: soundscape50@hotmail.com
Sito Tadashi Goto: http://www.tadashi-goto.com/

Sito Progrock Records: http://www.progrockrecords.com/