TAARMA
Remnants Of A Tormenting Black Shadows

Etichetta: Suffering Jesus Productions
Anno: 2007
Durata: 47 min
Genere: black/ambient/indefinibile


Non so su quali criteri la Suffering Jesus Production si basi per scegliere i gruppi da mettere sotto contratto. Certo è che dopo aver ascoltato un paio di loro release inizio a dubitare seriamente che questa etichetta potrà mai presentare qualcosa di interessante.
Pensare che mi ero avvicinato con interesse a questo solo-project, partorito dalla mente di Black Emperor Jogezai, per via delle sue origini afgane, nonostante sia residente in Ungheria. Taarma è un termine della lingua Brahúi, parlata da un popolo di pastori seminomadi del Belucistan, che comprende un piccolo lembo dell'Afganistan meridionale, e significa "oscurità". Speravo che in qualche modo l'origine geografica avesse influenzato la sua proposta musicale, cosa che invece non è avvenuta. Lo stile dei Taarma risulta difficile da classificare soprattutto per i demeriti di Black Emperor Jogezai.
"Remnants Of A Tormenting Black Shadows" è il primo album pubblicato dalla one man band, dopo aver dato alle stampe un 7" e qualche demotape limitati a poche unità. Non si tratta tuttavia dell'uscita più recente targata Taarma, visto che nel 2007 sono usciti anche un altro demotape (limitato a ben 10 copie) e uno split in cassetta con i Dér, un gruppo black ungherese. Potete immaginare da voi la qualità di un gruppo che ha partorito sette lavori (esclusa una rehearsal tape limitata a 5 esemplari...) nell'arco di un paio d'anni.
"Remnants Of A Tormenting Black Shadows" contiene nove tracce di musica classificabile a grandi linee come un black d'atmosfera. Una prima peculiarità sta nell'assenza di riff veri e propri: la chitarra propone una serie di note in fila senza uno schema preciso, anzi penso che molte parti siano state improvvisate. Stesso discorso vale per i pochi arpeggi: non vengono ripetuti fedelmente, ci sono sempre delle variazioni. Sotto a questo flusso costante di note, più o meno tutte con lo stesso tempo, c'è una drum machine che non c'entra proprio niente, fa delle parti sue, delle pause con relative ripartenze e dei cambi che la chitarra ignora del tutto. La musica, se così si può chiamare, non dà alcun riferimento all'ascoltatore proprio perché la chitarra non segue un tempo identificabile e la batteria, che dovrebbe scandire le battute, è in secondo piano e del tutto avulsa. La voce è uno scream praticamente parlato, visto che ciascuna parola è scandita lentamente, carico di riverbero e di eco.
Ciascuna traccia, salvo l'intro, è imperniata su questi punti cardine. Per quanto ne so, gruppi che suonano roba del genere non ce ne sono, e forse è anche meglio così; per darvi un'idea immaginate gli Abruptum ma con una batteria elettronica, quindi molto essenziale e meccanica, qualche parte ambient nello stile di Burzum fatta con molta approssimazione, delle chitarre deboli e distorte che insistono su monocordi variando a caso le note ma senza cambiare il tempo, quasi volessero riflettere l'effetto del soffio del vento, ed una voce che potrebbe richiamare in qualche momento quella dei Baltak, se non fosse per la timbrica assai meno acuta.
"Remnants Of A Tormenting Black Shadows" è un album d'atmosfera. Non c'è musica in senso stretto, ma una serie di suoni e rumori aventi come unico scopo quello di raggelarvi il sangue nelle vene. Almeno, penso che in origine l'obiettivo di Black Emperor Jogezai fosse questo, purtroppo non ha sortito gli effetti sperati. Nascondere la propria voce dietro una serie di effetti, programmare una drum machine senza criterio, alzare la distorsione a manetta e suonare note improvvisate, talvolta sovrapponendovi degli arpeggi eseguiti alla cazzo per buona parte del brano (ascoltare "Kafan (Part II)" per credere), non è il modo giusto per farlo. La registrazione lontana poteva anche starci, però con un suono così flebile e confuso serviva un'esecuzione migliore e un discreto equilibrio tra gli strumenti.
Ci sono troppe cose che non quadrano in questo full-lenght. Qualche passaggio, lo ammetto, è accettabile, ma musicalmente l'album è in grado di comunicare solo un senso di precarietà dovuta alla totale assenza di schemi. ci sono canzoni intere che andavano cestinate, prima fra tutte "Beneath the Winter Moon".
Non so se dopo aver letto questa recensione abbiate un'idea chiara dello stile dei Taarma. Premettendo che, se anche non ce l'avete, non è poi così importante, potete sempre togliervi ogni dubbio scaricandovi dal loro sito ufficiale l'mp3 di "Apparition Of Misery" e giudicare voi stessi.
"Remnants Of A Tormenting Black Shadows" è limitato a 1000 copie, che scommetto non andranno esaurite molto velocemente.
(BRN - Maggio 2007)

Voto: 3


Contatti:
Mail Taarma: blackestwitchcraft@yahoo.comz
Sito Taarma: http://www.freewebs.com/taarma

Sito Suffering Jesus Prod.: http://www.sufferingjesus.info/