TAAKE
Over Bjoergvin Graater Himmerik
Etichetta: Wounded Love Records
Anno: 2002
Durata: 39 min
Genere: black metal
Con "Nattestid Ser Porten Vid" i Taake diedero una scossa alla scena
black norvegese, che in quegli anni non godeva certo di buona salute.
Tanti gruppi di punta (citiamo Mayhem, DarkThrone, Satyricon...) se ne
erano usciti con album contraddittori o deludenti, non all'altezza
della loro fama, tanto che avevano diviso fan e critica. La band di
Høst, portavoce di un black metal puro, tradizionale ma al contempo
innovativo e personale, era in grado di accontentare tutti coloro che
si sentivano in qualche modo traditi dal nuovo corso che il black metal
stava imboccando. L'album vendette oltre cinquemila copie nel giro di
un anno e mezzo, ma soprattutto fu considerato una rivelazione da quasi
tutta la critica specializzata.
Purtroppo la collaborazione con Tundra era giunta al capolinea.
Per le registrazioni del secondo capitolo della già annunciata
trilogia, Høst si avvalse di tre session, ovvero C. Corax dei
Gigantomacy ad una delle due chitarre, Keridwen, proveniente dai
Vendigeit, al basso e piano e Mutt (ex-Trelldom, Gaahlskagg, Sigfader)
alla batteria. Le registrazioni si tennero ai celebri Grieghallen
Studio, sotto la supervisione di Pytten.
C. Corax venne però arrestato poco prima di entrare in studio. I
piani saltarono, tanto che l'album non fu completato prima del 2001. La
band dovette posticipare anche un mini-tour in Germania. Corax uscì il
22 dicembre 2000 e la band tornò ai Grieghallen il 27. Subito dopo Mutt
se ne andò, ma intanto le parti di batteria erano pronte; anche C.
Corax abbandonò i compagni nel giro di qualche mese. Nel frattempo il
nuovo album era pronto: il missaggio finale si tenne in agosto. Fu
annunciato con il titolo "Bjoergvin", nome con cui era anticamente
indicata la città di Bergen. Il gruppo riuscì pure a suonare alcune
date in Germania con la seguente formazione: Høst (basso e voce),
Keridwen (chitarra), Drakkhian (chitarra) e T.H. Gjengedal (batteria).
Nel 2002, infine, venne finalmente pubblicato "Over Bjoergvin Graater
Himmerik", sempre dalla Wounded Love Records, sia in vesione jewel-case
che digipack. La Perverted Taste si occupò della versione in vinile,
limitata a 500 copie numerate a mano.
Sono presenti ancora sette canzoni, tutte indicate come "Bjoergvin
Pt. I", "Bjoergvin Pt. II" e così via. La copertina vede H&slash;st
impugnare una catena. Essendo state composte assieme a quelle di
"Nattestid...", lo stile non varia di molto.
"Bjoergvin Pt. I" riprende lo stile dell'album precedente, con un
un riffing vigoroso e dinamico unito a qualche stacco thrash/black
ottantiano alla Celtic Frost e un'apertura sognante. La voce di Høst è
sempre da brivido, sovrapposta occasionalmente a qualche growl. La
struttura del brano appare subito intricata e fantasiosa, con tanto di
stacchi fugaci di piano e di chitarra, sfuriate black violentissime,
cori epici e riff intricati. Ad un break centrale fa eco la ripresa
della strofa velocissima ed aggressiva.
Su "Bjoergvin Pt. II" la vena progressiva è bella evidente, ma
l'epicità di alcuni fraseggi è forse la caratteristica peculiare del
brano. Le chitarre intrecciano ancora una volta fraseggi complessi ed
intricati. Manca però la fantasia di Tundra al basso, che aveva
contribuito a rendere indimenticabili le vecchie canzoni. Verso la
fine, comunque, uno stacco azzeccatissimo di sola chitarra colloca
questa traccia come una delle migliori dell'album.
Sempre epica ed evocativa è "Bjoergvin Pt. III". Grandi melodie
sono affiancate a soluzioni che potrebbero richiamare i Kvist e
soprattutto gli svedesi Sohrin del primo album. Alcuni fraseggi
chitarristici denotano una maggiore complessità rispetto all'album di
debutto. La band si ispira maggiormente alla musica tradizionale, tanto
da usare uno strumento popolare come l'armonica a bocca. Certi passaggi
appaiono tuttavia un po' ripetitivi, meno intensi e più prolissi. Sarà
questo uno dei motivi principali per cui "...Bjoergvin..." non tiene
testa a "Nattestid...". La musica mantiene il suo fascino e trasmette
sensazioni intense, ma non per tutta la durata dei sette brani. Mancano
quei frangenti impetuosi, selvaggi ed istintivi che avevano
contraddistinto canzoni come "Nattestid Pt. III". Stesso discorso vale
per "Bjoergvin Pt. IV" e "Bjoergvin Pt. IV", che pur incorporando
blastbeat e ritmiche serrate, puntano maggiormente all'epicità, ad
un'atmosfera meno tesa e più introspettiva. Stacchi sognanti
contribuiscono comunque a ricreare un'atmosfera magica, in contrasto
con la violenza e la grinta del black metal tradizionale che marchia le
numerose accelerazioni.
Su "Bjoergvin Pt. VI" gli strumenti acustici giocano un ruolo
importante. Dopo uno stacco di chitarra, cui fa seguito una sfuriata
black dalle tinte malinconiche e depressive, ecco inserirsi anche un
arrangiamento effettuato con l'ausilio del pianoforte. La musica si
tinge di grigio, mescolando aggressività e una sensazione di fredda
desolazione.
La conclusiva "Bjoergvin Pt. VII" è una strumentale solenne, cadenzata e rilassata, pervasa da una sottile vena di malinconia.
Anche se inferiore all'album precedente, "Over Bjoergvin Graater
Himmerik" ha confermato il talento compositivo di Høst e ribadito
l'importanza dei Taake nella scena black attuale. Un altro passo
importante nella loro carriera.
(BRN - Agosto 2006)
Voto: 8.5
Contatti:
Sito internet: http://taake.zwap.org/