TAAKE
Nattestid Ser Porten Vid
Etichetta: Wounded Love Records
Anno: 1999
Durata: 42 min
Genere: black metal
Dopo la pubblicazione di "Koldbrann I Jesu Marg" i rapporti tra Høst e
Svartulv si incrinarono: la situazione si risolse con l'allontanamento
di quest'ultimo, che venne rimpiazzato momentaneamente da Bjarte dei
Ravengod. Presto Høst si trovò nuovamente solo, visto che Bjarte non
riusciva a conciliare i suoi impegni con due gruppi. Quasi per caso
venne in contatto con Frostein "Tundra" Arctander, in un pub. Tundra
era andato a far visita al padre, che abitava a Bergen. I due ragazzi
iniziarono a conversare e si accorsero di nutrire gli stessi interessi
musicali. Høst non esitò a proporgli di entrare a far parte
dei Taake in qualità di batterista e bassista. Tundra ne fu entusiasta.
Egli viveva nel nord del paese, dove le prospettive per i giovani erano
abbastanza limitate. La vita in città lo incuriosiva, per cui traslocò
in breve a Bergen. Iniziarono a lavorare su sette canzoni che Høst
aveva scritto e le registrarono tra febbraio e aprile del 1998 presso i
Grieghallen Studio, sotto la supervisione di Pytten (una garanzia come
sempre). Furono scelte soltanto sette canzoni, nonostante il gruppo ne
avesse a disposizione molte di più, perchè l'album doveva essere un
tributo ai sette colli su cui sorge Bergen. In questo modo, inoltre, i
due ragazzi avevano abbastanza materiale per iniziare subito a lavorare
all'album successivo.
A detta di tutti o quasi, "Nattestid Ser Porten Vid" rappresenta
il capolavoro assoluto dei Taake, ineguagliato e forse ineguagliabile.
E' il primo capitolo di una trilogia. Il black metal dei Taake mantiene
inalterate le caratteristiche peculiari del genere quali l'aggressività
e il gelo, ma è reso sofisticato da un lavoro eccezionale in fase di
arrangiamento. Arpeggi suadenti, melodie struggenti, atmosfere magiche,
sognanti, romantiche, barbare, cori puliti ed epici, tastiere soffuse e
riff impetuosi si intrecciano e susseguono lungo l'intera durata
dell'album per creare un qualcosa di unico.
Le canzoni sono indicate tutte come "Nattestid Pt. I", "Nattestid
Pt. II" e così via. Da questo momento in poi i Taake non useranno più i
titoli classici per indicare le loro canzoni: ciascun album sarà
suddiviso semplicemente in capitoli (o "vid", che in norvegese
significa appunto "parte").
"Nattestid Ser Porten Vid" è stato pubblicato in CD e vinile
(limitato a 500 copie) dalla Wounded Love Records. I due formati sono
caratterizzati da una copertina differente: il soggetto è sempre Høst,
ma cambia la posa che lo ritrae. Sarà così anche per gli altri due
album che completeranno la trilogia. Se non ricordo male, una prima
tiratura del CD era caratterizzata da una grafica con colori opachi,
mentre la più comune è stampata su carta lucida. Il libretto contiene
tutti i testi, scritti con l'alfabeto runico. Anche questa sarà una
costante dei lavori che seguiranno.
Già dalle prime note di "Nattestid Pt. I" si capisce che siamo di
fronte di un album fuori dal comune. E' una melodia dai contorni
romantici quella che intreccia la chitarra, mentre la sezione ritmica
in blastbeat e la voce sono cariche di rabbia. Un cantato pulito, epico
e fortemente evocativo spezza questo clima di tensione, ma è questione
di poco. L'incedere si fa nuovamente inneggiante e maestoso,
sottolineato anche da un sottofondo di tastiere. Nel finale, cori epici
e urla lancinanti si sovrappongono. "Nattestid Pt. II" esplode furiosa
ed evocativa. Tante voci si intrecciano su un susseguirsi di cambi. La
sezione ritmica è estremamente varia, dinamica e raffinata. Uno stacco
di basso spezza gli equilibri del brano, che prosegue con passaggi
sofisticati prima di sfociare in un arpeggio magnifico, seguito dalla
chitarra elettrica con un tempo dispari. "Nattestid Pt. III" si scaglia
come una tempesta sull'ascoltatore, quasi fosse guidata dalle immense
forze della natura. Una furia incontrollata che lascia però spazio ad
un passaggio sognante, di grandissimo pathos. Ma ecco il gruppo tornare
alla carica con riff maestosi sorretti da una sezione ritmica
galoppante. Anche qui blastbeat e sfuriate di doppia cassa mantengono
alta la tensione, mentre la chitarra ricama arpeggi di una bellezza
unica. "Nattestid Pt. IV" è una strumentale affascinante, nella quale
la furia cieca del black e la melodia sono, ancora una volta,
interconnessi magistralmente. Notevole anche il lavoro del basso, che
duetta con le chitarre senza limitarsi ad un semplice accompagnamento.
"Nattestid Pt. V" pare una continuazione naturale, quasi fosse la
stessa canzone. Sono addirittura i tuoni, in lontananza, a precedere un
vero e proprio assalto, con la batteria di Tundra picchiata a velocità
elevatissime. Grandiosi i giochi di piatti, piccole gemme che deliziano
in un contesto ostile. Soltanto nel finale la furia della band si
placa, ma subito ritorna prepotente con "Nattestid Pt. VI". Come già
accennato nella recensione di "Koldbrann I Jesu Marg", si tratta di una
rielaborazione di "Blant Soelv Og Gull I Morket". L'effetto che fa
questo pezzo è un totalmente diverso rispetto a quanto ascoltato sul
7". Anche questa composizione è un vero e proprio monumento al black
metal. Passaggi evocativi e assalti agghiaccianti, con tanto di colpi
sui timpani che sembrano cannonate, si basano su un riffing vario e
dinamico, che in qualche occasione pare quasi strizzare l'occhio al
thrash/black. Ancora una volta, il finale tende a farsi rilassato,
disteso e sognante, ma è interessante notare come la musica mantenga
elevate la sua carica ed emotività anche con note di più ampio respiro.
"Nattestid Pt. VII" è l'ennesimo capolavoro: si tratta della canzone
più lunga (nove minuti), nella quale un po' tutte le peculiarità dello
stile dei Taake trovano posto. L'epicità qui tocca forse i suoi massimi
livelli, mentre un'atmosfera romantica sembra richiamare la prima
traccia, a sottolineare una continuità ed un legame tra vari elementi
che non sono mai venuti meno nel corso dell'album. Dopo circa sei
minuti la musica sfuma in un arpeggio sognante, quasi commovente. C'è
spazio per un ultimo assalto, che non riesce però a cancellare le
emozioni appena provate; ed ecco, nel finale, che la magia di qualche
attimo prima ritorna, accompagnata da un cantato in pulito, fino a
spegnersi definitivamente. Incredibile.
Non ci sono parole per elogiare a sufficienza quanto fatto da Høst
e Tundra in questo lavoro. Ogni cosa è al suo posto, non c'è
assolutamente niente che andrebbe cambiato. E' una musica emozionante,
avvincente, intensa, che riesce a piacere anche a tanta gente che il
black lo digerisce a fatica. Sì, perchè oltre all'espressività, alla
carica, agli stati d'animo istintivi e al profondo legame con la natura
e la propria terra d'origine, su "Nattestid Ser Porten Vid" si possono
ascoltare anche passaggi raffinati e tecnici, soprattutto per quanto
concerne la sezione ritmica. Un disco immenso ed essenziale, tra i più
importanti che hanno contraddistinto il nuovo corso del black metal.
(BRN - Luglio 2006)
Voto: 10
Contatti:
Sito internet: http://taake.zwap.org/