TAAKE
Hordalands Doedskvad

Etichetta: Dark Essence Records / Karisma Records
Anno: 2005
Durata: 50 min
Genere: black metal


Dopo "...Bjoergvin...", i Taake hanno avuto modo di suonare con una certa frequenza all'estero. La formazione continuava ad essere instabile e attorno a Høst ruotavano diversi session. Per alcune date del 2002 furono arruolati Mord (ex Helheim e attualmente attivo con Amok e Cult Of Catharsis) in qualità di batterista e Radek "Lava" (sempre degli Amok) come bassista. C. Corax ritornò nei ranghi prima come aiuto alla seconda chitarra per alcuni concerti e poi come sostituto definitivo di Keridwen. Høst andò in tour anche con i Ragnarok e prestò la sua voce nell'album "Blackdoor Miracle".
Nel settembre del 2004 il gruppo entrò nuovamente ai Grieghallen Studio per registrare "Hordalands Doedskvad", il terzo album che avrebbe concluso la trilogia iniziata con "Nattestid...". Presero parte alle registrazioni anche numerosi ospiti: Nattefrost, Nordavind, Discomforter e Taipan hanno cantato in alcuni brani, Utflod si è occupato del piano nell'opener, Stoever e John Boyle hanno registrato dei versi sussurrati e delle urla su "Hordalands Doedskvad Pt. II" ("hvisking" significa sussurro, "stridsrop" grido di combattimento; grazie della traduzione Ale! nd BRN); infine Steigen canta in falsetto nell'ultima canzone. L'album venne pubblicato da una piccola etichetta, la Dark Essence Records.
Similmente ai primi due capitoli della trilogia, anche "Hordalands Doedskvad" si compone di sette canzoni, al solito prive di titolo. Questa volta, però, sono state pubblicate diverse versioni in vinile: a quella standard se ne sono aggiunte una in picture disc e una, limitata a 300 copie numerate a mano, con vinile "splatter" colorato, curata dalla Perverted Taste. In quest'ultima l'immagine di copertina ritrae Høst con il pollice verso, mentre nelle altre si tiene in mano due teschi.
Le canzoni riprendono lo stile degli album precedenti, senza stravolgimenti. Sono tutte molto lunghe, tanto che non vanno mai sotto i sei minuti.
Iniziamo con una curiosità: i primo riff di "Hordalands Doedskvad Pt. I" è lo stesso di "Skodden Jagar Tett & Graa", un brano degli Ofrjske, un gruppo pressoché sconosciuto in cui Høst ha militato nel 1996 o 1997. La band ha pubblicato un unico demo di due canzoni (l'altra si chiamava "Ormegaard"). E' interessante notare come neanche le canzoni di "Hordalands Doedskvad" siano del tutto nuove, bensì frutto di un lavoro iniziato in certi casi molti anni prima. E questo si sente, ad esempio ci sono riff che richiamano il periodo di "Koldbrann I Jesu Marg".
L'inizio di "Hordalands Doedskvad Part I" suona come un vero e proprio incitamento, con le urla di Høst che scaldano subito gli animi, ma tutta la canzone è carica e irrefrenabile. Ci sono comunque dei rallentamenti, come il gruppo ci ha ormai abituati. Melodia ed aggressività si combinano dall'inizio alla fine del brano. Sarà questa una costante dell'intero album: riff diretti in puro stile black si intrecciano con stacchi arpeggiati, arrangiamenti di piano e assoli struggenti praticamente in ogni canzone. Il gruppo non si smentisce e prosegue il cammino intrapreso con i due album precedenti, continuando cioè a proporre musica ispirata alla propria terra d'origine e alle sue tradizioni. Molte parti richiamano scenari medievali ed epici, pervasi dalla solita vena di malinconia. Come negli album precedenti, inoltre, anche qui c'è una strumentale, ovvero "Hordalands Doedskvad Pt. VI".
Il distacco con i primi due capitoli della trilogia non è netto, ma c'è. "Hordalands Doedskvad" è un album impetuoso, vivace, irrequieto, ma non così istintivo come "Nattestid...". Alcune melodie di "Hordalands Doedskvad Pt. IV" e "Hordalands Doedskvad Pt. V", alle quali fanno seguito accelerazioni vorticose, ricordano proprio il primo capolavoro dei Taake. Alcuni passaggi romantici richiamano invece "Over Bjoergvin Graater Himmerik", basti ascoltare "Hordalands Doedskvad Pt. III". Le canzoni sono strutturate abilmente: la band salta agilmente da un riff all'altro, in un continuo avvicendarsi di sensazioni e stati d'animo. Ci sono tanti stacchi di chitarra e basso, alcuni assoli e begli arrangiamenti, arpeggi in pulito o con una leggera distorsione. A volte, tuttavia, il gruppo si concede qualche pausa, indugiando più a lungo su una determinata figura, in modo da sottolineare una particolare atmosfera, generalmente grigia, malinconica e sognante. Quello che ne risulta è un album vario ed equilibrato, al solito ricco di sfaccettature ed idee interessanti, ma soprattutto in grado di comunicare emozioni intense. Un'ulteriore prova di maturità ormai pienamente raggiunta.
Personalmente non lo reputo un capolavoro, il distacco da "Nattestid..." c'è, ma rimane ugualmente un disco di rara bellezza, tanto che alcuni lo reputano addirittura il migliore della trilogia. Questione di gusti.
I suoni sono un po' più puliti rispetto alle uscite precedenti, ma comunque adatti al genere proposto. Se vi sono piaciuti i due precedenti allora andate sul sicuro, i Taake non vi deluderanno neanche questa volta.
"Hordalands Doedskvad" chiude non solo una trilogia, ma anche un capitolo fondamentale nella storia dei Taake. Nei mesi successivi la band è stata "congelata" (è proprio questo il termine che ha usato Høst) e il suo mastermind si è dedicato al tour con i Ragnarok. Nel 2006, tuttavia, è uscito uno split con i Vidsyn; inoltre la band si è rifatta viva con un tributo ai Von, assieme a Norvegian Evil, Amok e Urgehal, e dovrebbe essere confermato uno split con i Gigantomachy.
Le ultime notizie davano Høst e C. Corax in carcere, per motivi ignoti. Il primo ha già scontato la sua pena e al momento sta lavorando alle nuove canzoni, mentre per Corax la condanna è stata più severa.
(BRN - Settembre 2006)

Voto: 8.5


Contatti:
Sito internet: http://taake.zwap.org/