TAAKE + GIGANTOMACHY
Dra Til Helvet + Restart The Night (10")

Etichetta: Agonia Records
Anno: 2006
Durata: 28 min
Genere Taake: black metal
Genere Gigantomachy: black metal


Ad un anno dallo split con i Vidsyn, la Agonia Records è pronta a promuovere un altro split dei Taake, questa volta in compagnia dei Gigantomachy. Si tratta di un altro 10", questa volta in versione gatefold, sempre limitato in 1000 copie. E' la prima release ufficiale dei Gigantomachy, il gruppo di C. Corax, noto per essere stato membro dei Taake a fasi alterne.
I Taake si ripresentano con una nuova canzone e una cover di "Death Trap" dei Destruction.
"Voldtekt" conferma le sensazioni avute con "Lagnonector": le melodie nordiche, le atmosfere maestose -insomma, buona parte degli elementi che avevano contraddistinto i Taake nel corso della loro carriera-, sono, almeno per il momento, accantonate. A parte la timbrica della voce, infatti, i punti di contatto con i tre album precedenti sono pressoché insignificanti. Il riffing è meno ricercato e articolato, così come la struttura del pezzo, sostanzialmente divisa in due: dapprima si tratta di un black metal veloce, fatto di riff semplici e sostenuto da una batteria serrata e implacabile, ma priva di grosse variazioni. La seconda parte si basa invece su un riff thrash/black molto anni '80.
Se nel brano in apertura Hoest si era occupato di tutti gli strumenti, nella cover dei Destruction troviamo il leader accompagnato da C. Corax e, sorpresa, da Svartulv, storico batterista che aveva suonato ai tempi del 7" "Koldbann I Jesu Marg" e nei demo dei Thule. La canzone è resa piuttosto bene, ma va vista più che altro come un omaggio allo storico combo tedesco.
I Gigantomachy si presentano con due brani ("The Soil" e "Earth Bound") identificabili sì come black metal di stampo norvegese, ma influenzato principalmente da quelle sonorità comparse dopo il 1998.
"The Soil" è contaminata in maniera massiccia dallo stile dei Thorns e dei Satyricon del periodo successivo a "Nemesis Divina". La voce effettata, aspra e metallica, certe successioni di accordi depressivi e velenosi, talvolta dissonanti, e il suono freddo delle chitarre arpeggiate sono alcuni degli elementi che contraddistinguono questo brano. Il gruppo, inoltre, predilige ritmiche non troppo veloci, ad esempio con la doppia cassa sparata e il rullante lento e martellante; addirittura, si concede qualche stacco lentissimo, ai limiti del doom. In un paio di circostanze la melodia è sottolineata anche dalle tastiere.
"Earth Bound", invece, si rifà senza tanti problemi ai Dødheimsgard/DHG, nonostante il tutto suoni molto meno sperimentale e futuristico. Nella circostanza. l'impronta di Corax alla voce richiama indiscutibilmente lo stile di Aldhran, mentre certi riff, soprattutto in apertura, sembrano spuntare direttamente da "666 International". Ci sono parti abbastanza violente alternate a rallentamenti dall'atmosfera spaziale ma anche un po' troppo rilassata. Per contro, quando la band si ispira al black tradizionale sforna attimi di assoluta maestosità.
La registrazione non è male, molto fredda e distaccata; la batteria è naturale, secca, incisiva al punto giusto.
In generale, ci sono delle buone idee e si nota una decisa propensione da parte del gruppo a comporre musica personale e autentica, ma sono evidenti anche alcuni limiti. Le canzoni sono troppo lunghe (entrambe superano gli otto minuti) in rapporto a quello che hanno da proporre, la struttura appare forzata e alcuni passaggi poco ispirati ne minano la qualità. Ad ogni modo, non sono di facile ascolto, richiedono del tempo per farsi piacere e rimangono difficili da memorizzare.
(BRN - Agosto 2008)

Voto Taake: 6
Voto Gigantomachy: 6.5



Contatti:
Sito Taake: http://taake.theblacksun.org/

Sito Agonia Records: http://www.agoniarecords.com/