SYRINX
Reification

Etichetta: Nocturnal Music
Anno: 2003
Durata: 54 min
Genere: progressive


Quante persone riescono ancora ad avvicinarsi alla musica di una nuova band seduti o sdraiati sul proprio letto con le cuffie (non auricolari!!!) sulle orecchie? Quanti riescono a restare immobili a fissare il soffitto o magari a chiudere gli occhi per rilassarsi ed ascoltare musica, quella vera? Dimentichiamo, per un momento, le innumerevoli classificazioni musicali; non pensiamo al fatto di essere fan di brutal o death o dark o rock; dimentichiamo anche il caos della nostra vita, che non ci fa mai stare fermi per più di un'ora e ci impedisce di ascoltare la Musica con la emme maiuscola. La musica, oramai, si consuma come una bibita: sull'autobus, in auto o mentre corriamo in palestra!! Insomma ci sono band storiche che, al giorno d'oggi, non possono più essere ascoltate nel modo appropriato. Si prendano gruppi come Yes, King Crimson o Pink Floyd. Immaginate di correre in palestra o di viaggiare in auto con la musica a "palla" dei Pink Floyd. La musica dei gruppi sopracitati, come quella di tanti altri, è per così dire "colta" e va assimilata, metabolizzata e sviscerata in ogni sua sfumatura. Questo discorso vale anche per francesi Syrinx (da non confondere con gli altri omonimi francesi autori di "Crystal Cliffs" - nd teonzo); gruppo dedito ad una musica progressive colta e non alla portata di tutti. Mi ci sono voluti parecchi ascolti (sdraiato sul letto!!!) per avere le idee chiare, dopo lo smarrimento iniziale.
Prima di tutto, la musica che ci viene presentata non è fatta di chitarroni distorti e di voci cattive o acute: dimenticatele, almeno per un momento! Canzoni lunghe che si dividono in vari movimenti, caratterizzate da chitarre sempre acustiche e basso fretless, dove intricati tempi dispari e passaggi di batteria cervellotici ci fanno sussultare dalla sedia: ecco cosa ci offrono i Syrinx. Il tutto completato da atmosfere create dalla tastiera, mai troppo protagonista ma sempre presente. L'iniziale "Reification" ci schiaccia nella sua durata di sedici minuti, scandita da tempi spezzati e condita con assoli di basso, chitarre acustiche e flauti. Questi ultimi donano all'arrangiamento un aspetto molto settantiano. E' difficile non rimanere colpiti, soprattutto se si suona, da quante finezze musicali siano state concepite e da quanto sudore, probabilmente, sia stato versato per comporre il tutto!
La seconda traccia, "Emanescence", è un po' più dinamica e contenuta di quella iniziale. Nei suoi (solo?!) otto minuti si sviluppa in due movimenti principali. Il brano è caratterizzato da un inizio piuttosto burrascoso, freddo, tecnico, distaccato ed oscuro destinato ad evolversi fino a diventare quasi giocondo nella parte finale, quando la musica si fa più allegra (prendiamo con le pinze questo aggettivo!) ed il tempo più serrato. Esso è scandito da alcune ritmiche di batteria il cui continuo uso ed abuso di piatti crea una sorta di "agitazione" e nervosismo nell'animo dell'ascoltatore. Da segnalare anche l'utilizzo delle tastiere utili a "colorare" la composizione con tinte rosee od atmosfere plumbee e sinistre.
La terza traccia, "Le Vingtième Cercle", sovrappone ed incrocia partiture tanto care ai King Crimson ed ai Porcupine Tree in modo paradossalmente spontaneo. Una parola per definirla: assurda! Soprattutto la parte del piano che irrompe nel pezzo dopo delle furiose ritmiche ad opera del batterista. Il pianoforte "ferisce" l'ascoltatore, fermandosi su di un accordo ripetuto più volte. Il tutto cresce battuta dopo battuta, con moderazione, fino a ri-esplodere in un assolo di flauto prima e di chitarra acustica poi.
"Orbis Ubique" è la seconda suite del CD. Circa quattordici minuti di musica. L'intro, per i primi due minuti, è affidato ad una chitarra acustica suonata veramente da paura. Accordi ed arpeggi si intrecciano come se niente fosse fino all'arrivo di tutti gli altri strumenti. Questo è l'inizio della canzone! Tastiere e chitarre rappresentano sempre la struttura portante del pezzo; il basso lavora molto come rifinitore ed apporta un grande contributo anche nella fase solista, quasi snobbata dal chitarrista maggiormente impegnato a creare "solo" giri di accordi ed arpeggi molto sofisticati. Il pezzo vive su più parti prima pacate, poi energiche dove gli elementi caratteristici finora incontrati si ripetono e si scambiano, in un gioco delle parti veramente ben congegnato. Grande "feeling" ed ottima resa trasformano questo mattone di quattordici minuti in un'interessante canzone che, minuto dopo minuto, tiene l'ascoltatore inchiodato alla poltrona. A concludere, un inaspettato finale.
"L'Hypostase Des Archontes" ci congeda da un album molto difficile da assimilare, come affermato in precedenza, ma altrettanto interessante. Il pezzo parte lentamente per poi svilupparsi in uno sfogo (finalmente) del chitarrista, il cui fraseggio è doppiato anche dal basso. Tale fraseggio altro non è che una base, atipica, sulla quale si poggia la tastiera che prima "strilla" su note alte, poi torna a "dormire" con ariosi tappeti ritmici. Un'altra grande canzone, forse la più pesante del CD per quanto riguarda l'arrangiamento, impreziosito tra l'altro da una doppia cassa e suoni di tastiera molto "tecnologici".
Tirando le somme cosa si può dire di questo CD? I giudizi possono essere molteplici poiché, come ho scritto all'inizio della recensione, in caso manchi il tempo per "immergersi" in un CD di tale valore il tutto risulterà noioso, lungo e stancante. Non tutti potranno apprezzare questo gruppo validissimo, che ha saputo essere molto più di nicchia di altri. Si faccia attenzione al termine "di nicchia"; parola dalla quale si estrapola un significato di musica al di fuori dagli schemi, musica lontana dal gusto generale delle masse, musica fatta da musicisti e non da "businessman" vestiti di pelle (si vedano i Judas Priest). Quindi si può parlare di un disco ancora più di nicchia tra tutti i dischi di nicchia? In questo caso probabilmente sì! Il CD scontenterà i metal-kid più "fieri e potenti" sempre pronti a tuffarsi nei poghi estivi dei festival ma accontenterà quei pochi che la musica l'ascoltano ancora con l'anima!
Il CD costa 20 euro spese postali incluse.
(Hellcat - Marzo 2005)

Voto: 8


Contatti:
Syrinx
5, rue des Noisetiers
74960 Meythet
FRANCE
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Sito internet: http://www.syrinx-aeon.com/