SYMPTOMS
...That You Are Alive
Etichetta: autoprodotto
Anno: 2007
Durata: 52 min
Genere: death metal/experimental
Vi confido subito che i progetti come Symptoms sono a mio parere il
futuro del death metal. Non che i nostri due cavalieri dell'apocalisse
elettronica (da Thiene in provincia di Vicenza) abbiano inventato nulla
di nuovo (per esempio io cito Mithras tra i gruppi che recentemente
hanno dimostrato il meglio nel campo, sempre a mio parere
naturalmente).
Ma e' senza dubbio vero che il metallo si sta muovendo in una
direzione virtuale che avrei condannato 20 anni fa, ma che e'
inevitabile e, sempre a mio parere, giusta.
Jate e Zoten (The Shadowlord, mi chiedo se gioca a World Of Warcraft)
sono stati in grado di mettere insieme undici brani di metal
elettronico (tenete presente che chitarre e basso e naturalmente voce
sono all'apparenza reali ma remasterizzati elettronicamente) alquanto
credibili, con alti e bassi, ma tenendo conto l'intenzione, senza
dubbio accattivanti. Nota di merito va all'opener "Dead For 30
Seconds". La mia recensione potrebbe fermarsi qui, perche' questo e'
come il metal elettronico dovrebbe suonare. L'aria e' permeata da
kilobits ma il mixing e' massiccio, il suono possibilmente piu' vero
che si possa dato le circostanze. Il brano e' serio, non importa se I
nostri sudano la meta'; quel che importa e' che il brano funzioni. Per
il resto devo confessare che a momenti si urla al miracolo ma in altri
si ritorna nella pozza con coloro che fortemente dibattono "la batteria
elettronica nel death metal non ci azzecca". E' vero quando non si sa
quel che si fa. Sono un forte appassionato del creare musica col
computer, ho un modesto progetto solista che porto avanti da quasi tre
anni, con alti e bassi (non estremo ma si possono applicare le stesse
regole). Capisco quanto sia difficile ma penso anche di poter dare
qualche buon consiglio. Senza dubbio ascoltatevi i Mithras. Il blending
di suoni reali e ritmiche virtuali e' eccellente. Le atmosfere sono
fortemente influenzata dal medium ma creano un muro sonoro
impenetrabile e ci si dimentica subito che strumenti veri ce ne sono
pochi. Il segreto e' scrivere basi ritmiche per prime, per poi ricamare
con i fraseggi. Le voci sono la parte piu' facile. Purtroppo non
possiamo parlare con i computer (non ancora almeno). Creare un riff e
farlo combaciare con una campionatura ritmica e' difficile. Il
risultato e' sempre immancabilmente lo stesso (con rarissime
eccezioni). Il riff magari e' valido, la macchinetta che suona dietro
non tanto. Scrivere incominciando da basi ritmiche e' un arte che pochi
son riusciti a conquistare (tra i nomi Steve Harris e' il primo che mi
viene in mente). Nel campo del metallo virtuale e' a mio parere
imperativo imparare a comporre in quel modo. Symptoms dovrebbe
abbandonare i ritmi piu' caotici, che sono poi quelli meno reali.
Capisco che il trapano e l'ossessione industriale sono temi attuali, ma
francamente rendono una canzone al limite dell'accettabile. Un suono
piu' vero se volete piu' commerciale, aprirebbe senza dubbio le porte
ad un pubblico piu' vasto. La sperimentazione industriale dovrebbe
essere proiettata esponenzialmente nella struttura dei brani, invece
che essere una entita' a se stante. Chitarre e bassi e voci vanno bene,
magari qualche variazione di pennata (Fear Factory) suonerebbe senza
dubbio meno noiosa. E' quasi come se I demoni dell'occulto virtuale,
pur estremi nella proposta e nel tono, cerchino talvolta di rientrare
in un canone piu' accettabile, magari da culto, ma non trasgressivo
come Symptoms potrebbe essere. "Life Regained" o "Awake" parlano di
questo a mio parere. Sono brani che potrebbero essere citati come
esempi per coloro che vogliono avventurarsi in questo genere. Ma
potrebbero suonare ancora piu' morbosi, ancora piu' irriverenti se per
esempio nel sottofondo ci fossero ossessionanti battiti o che so io,
una macchina che si scioglie in una fornace con tutto il rumore che ne
segue. "Coming Back Home" magari non efficace come "Dead In 30
Seconds", ma maledettamente coinvolgente, oppressiva, melanconica,
rude, geniale a tratti ... questa e' la vostra dimensione.
Cosi' come e' difficile proporre musica credibile utilizzando un
computer e volendo essere estremi, cosi' e' difficile commentare il
lavoro di un gruppo come quello di Jate e Zoten. A parer mio gli
ingredienti per un nuovo attacco ci sono tutti. Se avete un vocabolario
di Cottichese e volete seguire i miei deliranti consigli (apo
traduzione degli stessi in gergo umano) secondo me, tutti si fermeranno
ad ascoltare. Spaziate e divertitevi con suoni, cacofonie ed armonie.
Lasciate perdere i ritmi che trascendono nel ridicolo e concentratevi
su quello che sapete fare bene; creare metal elettronico credibile. Un
occhio e piu' attenzione alla presentazione e' anche doveroso. Grazie
per aver mandato il vostro lavoro, e' stato un vero piacere. Auguri.
Per il resto dei lettori, fatevi un regalo e cercate questo CD (tramite
la band direttamente a mio avviso) perche' a tratti vi divertirete un
sacco anche voi.
(Max Cottica - Novembre 2007)
Voto: 8
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Sito internet: http://www.altervista.com/symptoms