SYMPHONITY
Voice From The Silence
Etichetta: LMP
Anno: 2008
Durata: 53 min
Genere: power metal
Conoscendo quella vecchia volpe di Limb Schnoor, ero davvero curioso di
mettermi all'ascolto di questo nuovo album dei Symphonity, band
proveniente dalla Repubblica Ceca, che aveva già pubblicato un primo
album intitolato "Goddess Of Revenge" sotto il nome di Nemesis. In
fondo le premesse c'erano tutte: Schnoor è uno che ogni tanto sbaglia,
ma è anche vero che sotto di lui sono passate band del calibro di
Heaven's Gate, Rhapsody ed Angra. Parlando di un genere come quello dei
Symphonity, ovvero il power metal più melodico e potente, è innegabile
come gli ultimi due nomi abbiano davvero fatto la storia del genere: i
Rhapsody potranno anche non piacere (e a me non piacciono) ma hanno
creato un filone imitato da decine di band; gli Angra hanno scritto
quello che, a mio parere, è il miglior album del genere, cioè "Holy
Land". Insomma, è un uomo che il fiuto da discografico ce l'ha. Se poi
a questo aggiungiamo la produzione dello stesso Sascha Paeth degli
Heaven's Gate e la presenza di Olaf Hayer (Dionysus, Luca Turilli) al
microfono, be', almeno un po' di aspettative si creano.
In realtà dopo aver ascoltato con attenzione questo "Voice From
The Silence" non posso dire che il mio entusiasmo sia salito alle
stelle: la sensazione che rimane fin da subito è che questo CD sia
arrivato sul mercato con un ritardo davvero eccessivo. Chi ha vissuto
l'ubriacatura power metal di 10-12 anni fa sarà d'accordo con me nel
pensare che se questo lavoro fosse uscito nel 1997 l'avremmo trovato
molto in alto nelle classifiche degli amanti del genere;
sfortunatamente, invece, l'anno di pubblicazione è il 2008 e quindi non
si riesce a fare a meno di constatare come questo lavoro, per quanto
ben suonato, prodotto ottimamente e, tutto sommato, scritto con
maestria, sia a conti fatti la solita miscellanea di quanto già fatto
dagli stessi Rhapsody nei primi due album, dal Turilli nazionale di
"King Of Nordic Twilight", senza contare gli Stratovarius di "Episode",
qualcosa degli Angra e una bella dose di melodia di stampo tedesco
stile primi Edguy. Insomma, un cocktail da manuale, che non inventa
niente e non aggiunge niente a quanto detto da altri negli scorsi anni.
Se riuscite a sorvolare sopra questo scoglio non indifferente,
rimane un lavoro di buona fattura, con una manciata di canzoni ben
scritte e sfaccettate, messe in piedi da una band che sa dove mettere
le mani sugli strumenti.
Abbiamo così la classica introduzione orchestrale, qui con un curioso
titolo in italiano, "La Morale Dell'Immorale", seguita dalla classica
apertura veloce pesantemente influenzata dagli Stratovarius di
"Visions" (immaginate una "Forever Free", tanto per capirci. "Gates Of
Fantasy", invece, gioca più sulle melodie gioiose e su un uso massiccio
di tastiere, mentre nel ritornello si fanno sentire quei classici cori
teutonici epici e festaioli. Sul finale invece, invece, troviamo
un'ottima chiusura che ricorda le contaminazioni etniche degli Angra di
"Holy Land".
Arriviamo quindi a "Bring Us The Light" e qui domina ancora la
scrittura di Timo Tolkki, con degli intrecci ti chitarra e clavicembalo
che ricordano da vicino i duelli con Jens Johansson, e una melodia
accattivante figlia dei singoli alla "Hunting High And Low".
Dopo un altro brano veloce e funambolico come "Salvation Dance",
arriviamo a "The Silence", una composizione divisa in tre parti: la
prima e l'ultima sono una sorta di apertura e chiusura sinfonica in cui
dominano le tastiere di Ivo Hoffman, mentre la parte centrale è
l'episodio più lento e magniloquente del lotto, giocata tutta su un
metal fortemente orchestrale e drammatico.
Infine mi piacerebbe citarvi il brano migliore del lotto, "Evening
Star", che nei suoi otto minuti mostra il meglio del gruppo,
raggruppando un po' tutte le influenze citate e creando un brano in cui
la componente sinfonica è valorizzata al meglio, ben coadiuvata dagli
altri strumenti che si intrecciano in trame dinamiche e ben
strutturate.
Insomma, un album sicuramente piacevole, che ha solo il pesante difetto
di rimandare sempre a questo o a quell'altro, in un continuo gioco di
citazioni che potrebbe anche stancare gli ascoltatori più abituati ai
classici del power metal. Se questo non vi disturba, invece, andate
tranquilli, perché la qualità delle composizioni merita sicuramente
l'attenzione degli appassionati del genere.
(Danny Boodman - Gennaio 2009)
Voto: 7
Contatti:
Mail Symphonity: info@symphonity.com
Sito Symphonity: http://www.symphonity.com/
Sito LMP: http://www.limb-music.de/